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…se vai a Siena fermati alla Sosta di Violante

9 aprile 2017

Le crete senesi. L’argilla o creta, col il suo colore grigio-azzurro rende caratteristico il territorioLe ferie ormai sono diventate un bene prezioso, bisogna saperne fare buon uso perchè in ferie ci si deve riposare; questa è la priorità. Così siamo riusciti a conquistarci faticosamente due giorni per visitare Siena e dintorni. Ci siamo voluti godere anche il paesaggio che da Livorno ti conduce a Siena, partendo dal mare, attraversando le campagne per giungere alle colline toscane, fino alle famose crete senesi.

Un itinerario in cui i piccoli borghi scandiscono il tempo, ti riportano a tempi antichi, lontani. Tra borghi privati e luoghi sacri la prima tappa è stata Torri, una frazione del comune di Sovicille, nella provincia di Siena. Qui abbiamo avuto la fortuna di trovare aperto Il Chiostro dell’Abbazia delle Santissimi Trinità e Mustiola, costruito con bicromia di marmi, con lo stesso stile del duomo di Siena, la cui parte originaria risale al XII secolo.

“Il Chiostro è suddiviso in tre ordini sovrapposti di logge: uno, il più antico, è del 1189 ed è costituito da marmi policromi bianchi, rossi e nero-verdi. Le colonnine che sorreggono gli archi sono una diversa dall’alta: tonde, ottagonali, lisce, decorate a basso rilievo e poggiano su un muretto ornato a losanghe. Il pavimento del chiostro è interamente in cotto. I capitelli rappresentano soggetti naturali, mentre scene dell’Antico Testamento sono scolpite sui pulvini: Peccato Originale, Caino e Abele, l’Anello di Re Salomone, la Sirena bicaudata e il Grifone che divora un pesce.

Negli archi sono alternati il travertino bianco e l’albarese nero, che formano così una dicromia che si ritrova anche nel colonnato. Gli altri due loggiati, più tardi, furono costruiti nel XIII e nel XIV secolo.” (da toscanaeturismo)

Dopo aver fatto un giro del paese siamo rimontati in macchina inoltrandoci per le colline senesi passando da Grotti con sosta a Buonconvento, per giungere a Siena. L’ultima volta che ci sono stata era inverno ed era sera, il tempo di affacciarmi in piazza del campo e scappare via, non mi ricordavo come fosse bella la Fonte Gaia, la monumentale fontana rivolta verso il Palazzo pubblico in piazza del Campo, risalente al 1346.

Dopo aver fatto il giro della piazza e qualche foto ricordo, tra turisti, studenti e gente del posto siamo andati verso porta Romana a cena all‘osteria la Sosta di Violante sotto suggerimento di Giulia. Oltre ai pici al ragù di capocollo che dovevo assolutamente aassaggiare, ho ordinato degli involtini di lardo di cinta ripieni di spinaci cotti al vapore serviti su crema di fagioli cannellini, il tutto accompagnato da un calice di vino rosso toscano e la cordiale ospitalità dei proprietari; degna conclusione di una splendida gita.

Tutto molto buono a tal punto che appena rientrata mi sono messa a fare sia i pici a mano (…lavoro lungo e certosino per chi come me non lo fa abitualmente ma di soddisfazione) che gli involtini di spinaci e lardo, tanto buoni che ormai stanno diventando un classico delle nostre cene casalinghe. Condivido con voi la ricetta per come l’ho interpretata io.

Involtini di lando e spinaci saltati su crema di cannellini

per la crema di cannellini

  • 200 g di fagioli cannellini lessati e un poco della loro acqua di cottura
  • olio evo
  • sale q.b.

per gli involtini

  • 4 fettine di larno
  • 400 g di spinaci gia lessati e ben strizzati
  • 1 aglio in camicia
  • olio
  • sale

Frullare i fagioli con un po’ della loro acqua di cottura ancora calda con un po’ di olio evo e sale, deve risultare una crema di media densità. Saltare gli spiaci in una padella con l’olio e laglio in camicia per qualche minuto in modo da togliere l’umidità. Stendere su un tagliere le 4 fettine di lardo, mettere ad una estremità una grossa quenelle di spinaci e formare gli involtini. Vesare in ogni piatto due cucchiai di crema di cannellini ed adagiarci sopra un involtino. Servire caldi.

Suggerimento: Non lasciate raffreddare gli spinaci in modo che il lardo inizi leggermente a sciogliersi con il loro calore. Nella foto della mia ricetta ho usato un coppapasta di forma quadrata per dare un tocco di originalità all’involtino che è diventato un cubo.

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La torta Pasqualina ed i miei auguri

26 marzo 2016

Oggi per augurarvi buone Feste ho pensato ad un classico delle tavole nel giorno di Pasqua e Pasquetta, la torta Pasqualina prendendo spunto dal libro Cucina da chef con ingredienti low cost. Compra con la testa, cucina con il cuore di Giulia del blog Juls’ Kitchen, un libro utilissimo che ho avuto modo di testare in anteprima tra molte ricette squisite e che consulto spessissimo, un’idea per farvi un bel regalo perché sono certa che ve lo meritate! Prima però una riflessione su quello che, per molte di noi che sforniamo ricette sui nostri blog, rappresenta veramente il cibo.

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Ho sempre sostenuto che il cibo per me è condivisione ed infatti lo è perché ho la fortuna di potermi nutrire tutti i giorni condividendo con le persone a cui voglio bene questo rituale. Sedersi a tavola insieme davanti ad una pietanza preparata con amore è un grande dono e non è certo un momento scontato. Vi auguro di riuscire a trovare il tempo per riflettere su cosa sia il cibo per voi, al rapporto che avete con esso, su quello che rappresenta e su come il cibo influenza la vostra vita. Ho visto usare il cibo come strumento di potere, come termine di paragone per esaltare il proprio ego, ho visto poco amore e molta presunzione nel maneggiare il cibo ed ho cercato altrove con lo sguardo fino a trovare qualcosa di più vero. Mi sono allontanata dall’invidia a dalla cattiveria per apprezzare la purezza di un gesto quotidiano, quello di mangiare insieme nella consapevolezza di quanto sia grande e generoso il momento che troppo spesso viene vissuto frettolosamente e con distrazione. Mi sono fermata a riflettere ancora una volta. Con serenità voglio augurare buona Pasqua alle persone generose ed altruiste che stimo molto. Continue reading “La torta Pasqualina ed i miei auguri” »

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Insalata di spinaci freschi, Galaverna del Mugello , fichi, pere e nocciole

23 febbraio 2015

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Chi ha tempo non perda tempo. A dire il vero il tempo a disposizione per fare tutto ciò che dovrei e vorrei fare non basta mai ma ieri ho ricevuto i formaggi della Fattoria Il Palagiaccio per il contest LATTI DA MANGIARE. Di questa Fattoria conoscevo solo pochi prodotti, il latte, il burro, lo yogurt e lo stracchino che trovo all’alimentari vicino a casa dove mi servo abitualmente. Sono ottimi, veramente di alta qualità tanto che mia figlia, da quando compro il latte intero de Il Palagiaccio, ha ritrovato il piacere di bere latte, dice (e confermo) che è come quello che andavamo a prendere in montagna dal contadino, appena munto, quello che sa di crema, di latte vero insomma. Quando ho visto che l’Azienda organizzava un contest con i suoi formaggio ho fatto 2+2, cioè se il latte è squisito ed i formaggi li fanno con quel latte allora i formaggi saranno certamente buonissimi. 

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Il regolamento dice che si possono scegliere fino a tre formaggi e che per ognuno si deve creare una ricetta, fotografarla, postarla ed inviare il link alla mail dell’Azienda. Ci sarà un primo premio per la ricetta più CREATIVA, un secondo premio per la ricetta più votata su INSTAGRAM, terzo premio per la ricetta più votata su FACEBOOK, il che vale a dire che partecipo per il piacere di farlo; a creatività, essendo una donna classica, classica anche negli abbinamenti tra alimenti, la vedo dura, su Instagram ho 113 seguaci, sulla pagina FB del blog non arrivo a 300 ed il post più seguito ha avuti 169 visualizzazioni… Anche se non mi piacciono i contest con che si basano sugli I like ricevuti, in questo caso partecipo ugualmente perchè, mantenendo fede alla linea del blog che cerca di valorizzare prodotti del territorio validi, voglio sostenere questa iniziativa e farò del mio meglio. Inizio con la prima ricetta, una semplice insalata di spinaci novelli ricca di sapori, adatta al clima ed alla stagione, gustosa, arricchita da bocconcini di GALAVERNA DEL MUGELLO passati prima nell’uovo sbattuto, poi in una panatura di nocciole e pangrattato di farro integrale e fritti, bocconcini che risultano fuori croccanti e dentro morbidissimi, deliziosi anche mangiati da soli. Il Galaverna del Mugello è un formaggio di latte vaccino pastorizzato, fermenti lattici, caglio e sale a pasta cremificata, ternera con buccia commestibile “a bianchissima crosta fiorita” di delicata muffa “nobile”,  Pastorizzazione del latte e raffreddamento fino a 35-40°C, aggiunta di fermenti lattici e caglio, coagulazione, rottura manuale del coagulo, scarico manuale della pasta negli stampi, salatura manuale a secco, asciugatura e stagionatura.

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Insalata energetica di spinaci novelli con Galaverna del Mugello

  • 200 g di spinaci novelli
  • 250 g di Galaverna del Mugello Il Palagiaccio
  • 80 g di nocciole tritate finemente + una manciata intere
  • 60 g di pangrattato di farro integrale
  • 1 pera
  • 2 fichi secchi
  • 1 uovo biologico
  • farina di farro integrale qb
  • olio di arachidi (o di semi di girasole) per friggere
  • olio evo per condire
  • sale marino integrale

Lavare molto bene gli spinaci ed asciugarli. Dividere il formaggio in quattro fette di circa 60 g l’una e tagliare ogni fetta in 8 cubetti. preparare tre ciotole, una con la farina di farro, una con l’uovo sbattuto e la terza con un mix di nocciole tritate e pangrattato. Passare i cubetti di formaggio prima nella ciotola con la farina di farro, poi nella ciotola con l’uovo sbattuto ed in fine nella ciotola con il mix di pangrattato e nocciole tritate, così da ottenere dei bocconcini perfettamente sigillati. Friggere i cubetti di formaggio in olio ben caldo per qualche secondo girandoli una volta, l’operazione deve essere veloce in modo che si formi una crosticina croccante all’esterno e che il formaggio diventi filante ma non liquido all’interno, far asciugar su carta assorbente. comporre l’insalata mettendo per ogni piatto otto cubetti croccanti di Galaverna del Mugello, qualche nocciola sbriciolata grossolanamente, 1/4 di pera sbucciata e tagliata a cubetti piccoli, 1/2 fico tagliato a fettine, condire con olio evo e sale marino integrale e servire subito.

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Con questa ricetta partecipo al contest LATTIDAMANGIARE della Fattoria Il Palagiaccio

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Orecchiette di farro con spinaci e nocciole

13 febbraio 2015

E’ esattamente dal 7 gennaio che mi riprometto di iniziare una dieta alimentare salutare e finalmente lunedì, 9 febbraio, ho mantenuto fede ai miei propositi, meglio tardi che mai. La spinta finale me l’ha data l’ultimo libro di Marco Bianchi che seguo ormai da anni, Io mi muovo 10 minuti per 30 giorni; era in casa da un paio di mesi, lo guardavo , lo sfogliavo ma la pigrizia prendeva il sopravvento fino a che lunedì mattina mi sono alzata decisa e dopo l’irrinunciabile caffè ho iniziato a fare gli esercizi del primo giorno… non è stato traumatico, anzi, un risveglio assolutamente piacevole con una buona carica di energia e la voglia di fare una colazione un po’ più equilibrata, spremuta e yogurt di soia naturale. Il pranzo poi è stato ancora meglio, penne integrali con fagioli e pomodori secchi talmente appetitose che mi son detta: se la dieta salutista è tutta così non durerà solo 30 giorni!!! 

Prima di tutto due parole sull’autore del libro in questione, di cui ho già parlato nel post della torta paradiso e nel quarto post dedicato ai libri di cucina tra cui I magnifici 20Marco è un divulgatore scientifico, appassionato di buona-sana alimentazione per la prevenzione di malattie e patologie anche in qualità di consulente per la Fondazione Umberto Veronesi.

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Premetto che sono onnivora, non sono una nutrizionista ma cerco di informarmi adeguatamente, e non mangio tofu, seitan o tempeh, li ho provati naturalmente ma il tofu, ricavato dalla cagliatura del latte di soia, proprio non mi sa di niente anche se cucinato con varie spezie e passato nella varie panature è passabile, il seitan è un concentrato di glutine e dal momento che la farina e gli alimenti che la contengono tipo pane e pasta bianchi sono già troppo ricchi di glutine e poveri di germe di grano, non mi sembra il caso di introdurne altro nella mia alimentazione ed al  tempeh, anch’esso ricavato dai semi di soia gialla detto anche carne di soia, preferisco il pesce, sono gusti tutto qua, ed ogni tanto qualche formaggio di latte vaccino, adoro i formaggi. Questo per dirvi che nell’alimentazione consigliata da Marco questi alimenti ci sono ma li sostituisco appunto con pesce azzurro e ricco di omaga-3 o legumi come fagioli, ceci e lenticchie, dando ampio spazio a frutta e verdura di stagione, colorata e fresca di stagione, a cereali come riso e pasta integrali, a quinoa, miglio, orzo farro, amaranto,  frutta secca, curry, curcuma, latte e yogurt vegetali, miele, succo d’agave, zucchero di canna integrale Mascobado, oli vegetali come l’extravergine d’oliva, di vinacciolo, di girasole o di mais ricchi di omega-6  e poco, pochissimo sale aggiunto. Alla carne non rinuncio ma ne ho diminuito il consumo notevolmente. Altro aspetto importante è il tipo di cottura ovviamente, da non sottovalutare.

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Oggi al mercato ho trovato gli spinacini novelli, invitanti e per pranzo mi sono preparata orecchiette di farro integrali biologiche con spinaci, nocciole tostate prendendo spunto da una ricetta del libro; gli ingredienti sono diversi, resta il metodo di cottura veramente sano che eslta i sapori e mantine i principi nutritivi degli alimenti, ebbene si, io mi voglio bene.

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Orecchiette di farro integrale con spinaci e nocciole

  • 320 g di orecchiette di farro integrali biologiche
  • 250 g di spinaci
  • 60 g di nocciole
  • 1 spicchio d’aglio
  • 2 cucchiai d’olio evo
  • sale marino integrale

Sbollentare gli spinaci ben lavati in acqua leggermente salata per un minuto. Tostare le nocciole sbriciolate grossolanamente in una padella antiaderente, aggiungere gli spinaci tagliati al coltello, l’aglio tritato con un cucchiaio d’olio, saltare per qualche minuto e salare. Scolare le orecchiette al dente, condire con il sugo preparato ed ancora un cucchiaio d’olio a crudo. 

 

 

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Spinaci in insalata in due semplici varianti

6 maggio 2014

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Oggi vi lascio due idee per fare un’insalata di spinaci freschi. E’ il momento degli spinaci freschi, dei ravanelli e d ancora qualche buon arancio non trattato, succoso, si trova. La prima è con i ravanelli arrosto; la signora che me li ha venduti ha detto che sono la prima persona che dice di mangiare i ravanelli cotti. In verità è la prima volta anche per me, ho trovato la ricetta su UNO COOKBOOK e ho voluto provarla, i ravanelli preparati in forno con limone e semi vari sono strepitosi. Lui li ha usati per condire un’insalata di foglie di ravanello ma avendo già gli spinaci in casa freschi freschi, ed essendo le foglie dei ravanelli invece non troppo vive, ho pensato di cuocerle per fare un’altra preparazione.

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La seconda è tutta a crudo con gli spicchi di arancio, semi di girasole, semi di zucca e noci, un filo d’olio evo e gomasio. Vi consiglio di acquistare sempre prodotti biologici, arancie, ravanelli e spinaci ma anche i semi, non in busta già lavati anche se è più comodo, olio extravergine d’oliva di ottima qualità, magari toscano vero e spremuto a freddo,  il gomasio o in alternativa il sale marino integrale. Sono piccoli accorgimenti ma fanno veramente la differenza per un’alimentazione sana.

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Queste sono solo due proposte per l’insalata di spinaci ma potete arricchirla con quello che più vi piace, l’importante è consumare spinaci novelli, freschi che sono ricchi di vitamina C, carotenoidi, acido folico, clorofilla, luteina conferendo a questa verdura proprietà antiossidanti ed un aiuto importante per  salute degli occhi.

raccolta-mag-giu-def1Con questa ricetta partecipo alla raccolta di Sonia di “Oggi pane e salame, domani…” “Voglia di… l’orto in tavola”, fino al 30 giugno

PANE E PANIFICAZIONE, PIATTO UNICO, ravanelli, RICETTE, ricotta, spinaci, zafferano

Ricotta cotta, spinaci crudi

17 marzo 2013

insalata di spinaci e ricotta allo zafferano 021

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Questa insalata è una delle mie preferite, richiede  di un po’ di lavorazione, ci vuole tempo per cuocere la ricotta e tostare il pane, pazienza per lavare bene gli spinaci che, si sa, sono pieni di terra che si annida tra le pieghette delle foglie ma il risultato è ottimo. E’ perfetta in questo periodo, un po’ caldo un po’ freddo, il passaggio dall’inverno alla primavera. Solitamente mangio spinaci cotti e ricotta fresca, cruda (anche se si chiama ri-cotta), la ricetta della ricotta cotta con lo zafferano me l’ha insegnata un’amica francese, meglio non dire quanti anni fa; lei ci condiva l’insalata di finocchi e carote, io preferisco questa versione con spinaci novelli e ravanelli, a volte metto anche le foglie dei ravanelli – stavolta le ho utilizzate per una vellutata.

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Ricotta cotta allo zafferano in insalata di spinaci freschi

ricotta per 2 persona

  • 250 g di ricotta
  • pistilli di zafferano
  • sale e pepe macinato fresco
  • olio evo

per l’insalata

  • spinaci freschi e teneri
  • 4/6 ravanelli
  • olio evo
  • pane toscano raffermo

In una ciotola amalgamare la ricotta con i pistilli di zafferano, il sala, il pepe e condire con un cucchiaino d’olio. Mettere il composto in una piccola pirofila rivestita da cartaforno e cuocere in forno per 30 minuti a 180°. Terminata la cottura lasciar raffreddare e tagliare la ricotta a cubetti. In una padella con un cucchiaio d’olio preparare i crostini tostando dei cubetti di mollica di pane toscano e lavare accuratamente gli spinaci e i ravanelli. Comporre l’insalata con le foglioline di spinaci, i ravanelli tagliati a fettine sottili con la mandolina, i cubetti caldi di pane, i cubetti di ricotta allo zafferano e un filo d’olio.

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La bontà della ricetta dipende dalla freschezza e dalla qualità degli ingredienti.

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Con questa ricetta partecipo al contest di aboutfood “ricotta mille usi”, fino al 24.03.13

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Con questa ricetta partecipo al contest di Cinzia e Valentina, di Essenza in Cucina e di My Taste for Foodper il mese di marzo in bianco e giallo, fino al 25.03.2013

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Con queste ricette partecipo alla raccolta di La forchetta nel brodo “Forno che passione”, fino al 7 giugno 2013

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L’arte povera del riciclaggio, pane raffermo

29 dicembre 2012

Trovo che lo spreco sia una cosa stupida! Buttare il pane ancor di più. Gli gnocchi di pane e verdure sono un ottimo impiego del pane raffermo, quello avanzato da quattro o cinque giorni, duro, da condire semplicemente con burro e parmigiano o con un buon ragù di carne.

La base è pane raffermo ammollato nel latte qualche minuto, più il pane è vecchio e duro più ha bisogno di restare nel latte, anche mezzora se serve. Quando sarà completamente sfatto strizzatelo con le mani per eliminare il latte in eccesso e mettetelo in una ciotola con un uovo, una spolverata di noce moscata, sale e 3 cucchiai di farina.

A piacere aggiungete della verdura lessata, strizzata e sminuzzata o qualche avanzo di formaggio tagliato a cubetto o prosciutto se preferite, a vostro gusto. Io avevo un pezzetto di sformato di spinaci, quello del libro di Giulia, uno dei contorni che avevo preparato per il pranzo di Natale.

Amalgamare bene e con le mani umide formare delle palline grandi come noci e cuocerle in acqua bollente fino a che vengono a galla. Consiglio di metterne quattro o cinque per volta per non rischiare di romperle, ci mettono pochissimo a cuocere quindi si fa presto a tirarle su con la schiumarola.

Quando saranno tutte pronte, mettere le palline ottenute, cioè questi gnocconi, nei piatti e condire con burro fuso e parmigiano o con del buon ragù di carne fatto in casa. Servire caldi.

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Oggi scarti… finocchio, porro e spinaci novelli saltati

25 febbraio 2012

Il commento di Silvia all’ultima ricetta postata mi ha fatto venire in mente che con gli scarti si possono fare ottimi pranzetti. Leggere è una di quelle cose che ho fatto in quel momento di pausa (troppo breve) che mi sono presa a dicembre scorso ed ho approfondito La cucina a impatto (quasi) zero di cui avevo parlato qui... Ieri, il resto della famiglia era altrove e ho potuto sperimentare questa ricetta senza dover convincere nessuno a provare questo piatto; a volte le novità trovano qualche resistenza. non è una ricetta del libro ma dal libro si impara a ridurre gli sprechi. In realtà senza sprechi,  con semplicità e gusto ho mangiato benissimo.

La prossima volta che pulite patate, carote, cipolle, finocchi, porri o altra verdura, pensateci…

Vellutata di scarti (finocchi e porri) con spinaci novelli saltati

  • gli scarti della pulitura di 2 finocchi (foglie esterne dure e cuiffi verdi)
  • gli scarti della pulitura di 2 porri (la parte verde)
  • 2 mazzi di spinaci novelli
  • olio e.v.o.
  • 1 cucchiaino di dado granulare Bauer
  • sale e pepe

In una pentola con un cucchiaio d’olio e mezzo bicchiere d’olio far appassire il porro tagliato a rondelle. Aggiungere gli scarti di finocchio tagliati a pezzetti piccoli, coprire d’acqua e insaporire con il dado granulare. Lasciar cuocere per 30 minuti con il tappo girando di tanto in tanto. a fine cottura frullare il tutto e aggiustare di sale. Intanto in una padella con un po’ d’olio saltare gli spinaci, salare e pepare. Servire la vellutata con gli spinaci e un filo di olio a crudo.

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Gli “gnudi”, i ravioli (nudi) toscani

5 novembre 2011

Si chiamano gnudi perchè gli manca il vestito naturalmente, in toscana gnudo significa appunto nudo… e questi ravioli sono in pratica il ripieno dei ravioli, spinaci e ricotta con l’aggiunta di uovo e farina nell’impasto, tutto insieme. per me sono buonissimi sia conditi con burro, salvia e pecorino o con un sughetto di pomodoro semplice, semplice.

Gli gnudi, ravioli toscani

  • 350 g di spinaci già lessati e ben strizzati
  • 180 g di ricotta fresca
  • 1 uovo
  • 30 g di farina
  • sale e pepe nero macinato fresco qb
  • burro, salvia e pecorino romano per condire

In una ciotola amalgamare gli spinaci sminuzzati al contello con la ricotta, l’uovo e la farina. Aggiustare il sale e il pepe. Su una spianatoia formare delle palline (o delle chenelle) con le mani ben infarinate, che siano più o meno della stessa dimensione. buttare gli gnudi delicatamente in una pentola con abbondante acqua salata  bollente. dopo circa tre o quattro minuti tirare su con la schiumarola. Condire con burro e salvia e un’abbondante grattugiata di pecorino romano.

 

 Con questa ricetta partecipo al contest “La Toscana nel piatto” di Pan di Ramerino, scade il 5 febbraio 2012

contest 1 Con questa ricetta partecipo al contest RAVIOLI di aboutfood, scade il 12 Novembre 2011

 

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Insalata di la primavera…(o autunno…)

10 aprile 2010

La primavera si fa sentire. Dormire, sonnecchiare, dolce far niente… Anche in cucina c’è voglia di leggerezza, di preparazioni poco impegnative e fresche! Tra le ricette del concorso e le sperimentazioni di quelle con la birra si insinua la pigrizia, ecco perchè oggi c’è un’insalata con caprino!

Insalata di spinaci freschi, formaggio di capra, radicchio e pere

(per 2 persone)

  • 1 piccolo formaggio di capracremoso
  • 2 cucchiai di gherigli di noci
  • 1 pera rossa
  • circa 20 foglie di spinaci novelli
  • 1 radicchio trevigiano (di quelli lunghi)
  • il succo di 1/2 limone
  • olio e.v.o.
  • sale (a piacere)

Lavare e tagliare gli spinaci e il radicchio. Tostare i gherigli di noce sbriciolati in una padella antiaderente per qualche minuto. Tagliare la pera nel verso della lunghezza  a fettine (con la buccia ben lavata se la si vuole tenere), e versare sopra il succo di limone per non farla annerire. Comporre l’insalata mettendo le fettine di pera (sgocciolate dal limone in eccesso), il radicchio e gli spinaci conditi con un filo di olio, i gherigli di noce e il formaggio di capra sbriciolato. Volendo si può anche passare in forno per qualche minuti per intiepidirla.

Oserei dire sorprendente!