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Crema di farro e cannellini freschi con verdure primaverili

5 giugno 2017

La primavera giunge all’improvviso, la natura esplode regalandoci verdure fresche, colorate e ricche di nutrienti ma dura poco, l’estate è così vicina che colgo l’attimo per preparare una ricetta che alla primavera si addice perfettamente, sana e gustosa per il progetto #SiamoGolosiani unendo alle verdure fresche i prodotti NuovaTerra che già conoscevo e già utilizzato come la quinoa ed il miglio.

Il progetto #SiamoGolosiani rispecchia perfettamente la mia idea di cucina, sana, con prodotti di stagione e provenienti da produttori locali. Una delle cose che mi rende felice è andare al mercato la mattina molto presto dove trovo i banchi colmi di verdura fresca, ormai da anni mi affido al banco di Antonio e Giusy, Il Re dell’Insalata, che come me sono sempre alla ricerca di produttori locali dei quali conoscono il tipo di coltivazione, è una questione di fiducia così come per i prodotti Nuova Terra, una linea che nasce dal rispetto della terra con particolare attenzione alle materie prime.

Per questa ricetta ho usato il farro perlato biologico e l’alga Ulva Lactuca, lattuga di mare in fiocchi, ricca di vitamina C e calcio e potassio. Avete mai fatto caso al profumo che si sprigiona durante la cottura del farro? Sembra il profumo del pane appena sfornato ed il sapore di questo farro perlato insieme ai cannellini freschi basterebbe già per soddisfare il palato e i fagiolini, i piattelloni, le zucchine, i cipollotti con l’aglio fresco completano il piatto.

Crema di farro e cannellini con verdure primaverili

per 4 persone

  • 100 g di farro perlato Bio Nuova Terra
  • 200 g di fagioli cannellini freschi già sgranati
  • 1 foglia di alloro e 2 di salvia
  • 500 ml di brodo vegetale (preparato con sedano, carota e cipolla)
  • sale
  • 100 g di fagiolini verdi
  • 100 g di piattelloni
  • 2 zucchine (circa 120 g)
  • 1 cipollotto presco
  • 1 spicchio di aglio fresco
  • 1 cucchiaio di lattuga di mare in fiocchi Nuova Terra
  • pepe nero
  • olio evo

Per la crema

Sciacquare il farro e lessarlo in acqua salata bollente per 15 minuti. Scolare. Lesare i cannellini con uno spicchio d’aglio intero,  2 foglie di salvia ed una foglia di alloro per circa 40 minuti. Eliminate la salvia e l’alloro e scolate. In un recipiente a bordo altro frullare il farro ed i cannellini insieme a mezzo litro di brodo vegetale. Salare.

Per le verdure

A parte lessare i fagliolini e i piattelloni precedentemente spuntati e lavati. Tagliateli a pezzetti grossi. Poi prendere una padella in cui far appassire il cipollotto fresco in 2 cucchiai d’olio, unire le zucchine tagliate a cubetti piccoli e cuocere per 10 minuti. Aggiungere un cucchiaio abbondante di alghe in fiocchi, i fagiolini ed i piattelloni. Saltare per un minuto, salare, pepape e togliere dal fuoco. Comporre i piatti mettendo in ogni ciotola da minestra un mestolo colmo di crema di farro e fagioli e 2 o 3 cucchiai di verdure. Condire con un filo d’olio e servire.

Potete trovare le mie ricette anche qui https://www.nuovaterra.net/i-golosiani/siamo-golosiani/una-cena-con-enrica/

aglio, cavolfiore, CONCORSI&CONTEST, RICETTE, VEG, VEGETARIANO, VERDURE

Il cavolo strascicato

4 febbraio 2016

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Oggi oltre alla ricetta vi lascio una riflessione. 

” Ho aperto la mia pagina, questo spazio, nel gennaio del 2010, completamente allo sbando, senza sapere bene cosa stessi facendo e ad un certo punto mi hanno etichettato così: hai un blog di ricette? Sei una foodblogger!!! ed automaticamente mi sono sentita una foodblogger a tutti gli effetti, contenta e soddisfatta. Cioè? Bo, non lo so. Più di una volta nel corso di questi anni mi sono fermata ed ho cercato di fare il punto, di capire cosa stavo facendo e dove volevo arrivare con questo blog e mi sono sempre risposta che questo è IL MIO SPAZIO ed è una parte della mia vita, un aspetto di quello che è la mia vita nel momento in cui scrivo quel determinato post, libera di fare, scrivere, pensare ciò che mi pare, provando, sperimentando, ricredendomi su alcune scelte fatte o confermandole ma sempre senza dovermi giustificare con nessuno. Ci ho messo anni ad accettare i miei difetti, ora non permetto a nessuno di giudicarli, sono così come sono punto e basta e se non vi va bene è un problema vostro. E’ una continua ricerca, una continua scoperta. A me piace così. L’altro giorno nel leggere il post di un bellissimo blog che seguo ho scoperto che i momenti di pausa e di riflessione sono condivisi da molte altre persone e fanno benissimo. Essere liberi di essere se stessi è bellissimo, nel rispetto di noi stessi e degli altri, liberi di cambiare idea e direzione ma consapevoli che è il risultato di una nostra decisione e non la moda del momento. Chi sono, cosa faccio e dove sto andando? Sono Enrica, sto imparando a cucinare ed a fotografare quel che mangio insieme alla mia famiglia, per passione e divertimento e lo condivido con chi ha voglia di leggere le mie ricette, perchè il cibo è condivisione. Tutto ciò in questi anni mi ha arricchito molto a livello personale grazie alla conoscenza di persone uniche, speciali e realtà che non immaginavo, ci sono anche persone arriviste, invidiose e false ma è così in ogni ambiente e quelle le cancello con il tasto delete.

Ho iniziato a scrivere questo post il 12 Novembre del 2015, data a cui risale la riflessione qui sopra, poi per un motivo od un altro non l’ho finito, le foto non mi piacevano, non ho avuto tempo di scrivere la ricetta nel dettaglio, impegni ecc… rileggendo confermo e sottoscrivo.

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Ed ora passiamo alla ricetta del cavolo stascicato (cavolo strasciàto in livornese)che, da quando la figlia del mio capo ufficio me l’ha insegnata, faccio spesso nei periodi freddi ma quest’anno di freddo ce n’è stato veramente poco in realtà quindi era andata un po’ nel dimenticatoio. E’ una ricetta tipica livornese e quando ho letto l’invito di Giovanna Menci di Acquacotta e Fantasia a partecipare a #VerdureInvernali per le RICETTE REGIONALI dell’Italia nel Piatto, ho pensato che fosse giunto il momento di pubblicarla. solitamente questa ricetta viene abbinata alle salsicce che si possono aggiungere alla cottura del cavolo come ultimo ingrediente, dopo i pomodori pelati, pelati che certamente come me avrete preparato a fine agosto per conservarli durante tutto l’inverno. Le ultime volte che ho preparato questa ricetta ho aggiunto un cm di alga kombu ammollata in acqua calda o una foglia di alloro per ovviare al temuto gonfiore di pancia dato dai cavoli, alcune ricette prevedono anche i semi di finocchio presumo per lo stesso motivo.

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Cavolo strascicato

  • 1 palla (per palla a Livorno si intende il cavolfiore) 
  • olio evo
  • 2 spicchi d’aglio 
  • 1 peperoncino
  • pomodori pelati
  • sale qb

In una casseruola capiente versare 4 cucchiai d’olio, i due spicchi d’aglio schiacciati ed il peperoncino sbriciolato. Dopo un paio di minuti rimuovere l’aglio e unire il cavolfiore con le foglie più tenere tagliato a grandi pezzi. Coprire e lasciar stufare per circa 10 minuti, aggiungendo un po’ d’acqua se necessario. Unire i pelati schiacciandoli leggermente con la forchetta, salare e portare a cottura, ci vorranno circa 40 minuti. Durante la cottura girare il cavolfiore più volte con un cucchiaio di legno, deve essere strascicato appunto.

aglio, caprino sott'olio, Fornitori, Libri, PIATTO UNICO, porri, RICETTE, sedano, VEGETARIANO, zenzero

Porri e caprino sott’olio

27 ottobre 2015

 Buongiorno, un altro mese è passato, ci avviciniamo passo passo all’inverno godendoci questo autunno calmo e lento, approfittandone per vivere momenti di raccoglimento. Abbiamo spostato le lancette e le giornate sembrano  più corte, durante le passeggiate nelle prime ore del pomeriggio facciamo avidamente scorta di raggi di sole in attesa di  affrontare la stagione fredda. Amo l’alternarsi delle stagioni, amo ogni stagione per quel che è, amo l’autunno come la primavera, amo l’inverno come l’estate.

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Oggi una ricetta che vede protagonisti i porri, non nella solita vellutata o torta salata da tagliare a rondelle o frullare ma cucinati in pezzi molto grossi in agrodolce. E’ importante consumare questo vegetale in questa stagione per le sue proprietà disintossicanti  e diuretiche.

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Per questa ricetta mi sono liberamente ispirata alla ricetta che ho letto su una rivista di cucina naturale, vegetariana e vegana – Slowly Veggie! –  dello scorso mese ed ho subito voluto provarla, prima fra tutte le ricette per l’anima suggerite. Per completare il piatto ho aggiunto dei piccoli crackers già pronti a forma di coppetta ripieni di caprino sott’olio e spezie, piccante quanto basta, uno dei tanti prodotti della Fattoria il Palagiaccio. Non ricordo dove li ho comprati ma in sostituzione potete usare grissini, pane o altro che avete nella vostra dispensa.

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Porri in agrodolce con barchette di caprino piccante sott’olio

(per 2 persone)

  • 2 grossi porri
  • 2 foglie di alloro
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 pezzetto di zenzero fresco (circa 2 cm)
  • olio evo
  • 1/4 di litro d’acqua
  • sale
  • 2 cucchiai di aceto di mele
  • 1 cucchiaino zucchero di canna integrale
  • 1 gambo di sedano con le foglie
  • 10 g di uvetta ammollata in poca acqua tiepida
  • caprino piccante sott’olio Il Palagiaccio
  • crackers

Lavare e pulire i porri tenendo anche buona parte dell’estremità verde e tagliarli in quattro parti uguali. Mettere i porri in una pentola larga uno accanto all’altro con 2 cucchiaio d’olio, l’aglio e lo zenzero tagliati a fette, salare,  coprire i porri con l’acqua e cuocere fino a che si saranno ammorbiditi. Togliere i porri dalla pentola e farli rosolare in una padella antiaderente con un cucchiaio d’olio girandoli un paio di volete. Nel liquido di cottura dei porri aggiungere l’uvetta, il sedano finemente tritato, l’aceto, lo zucchero, un pizzico di sale e far ridurre di circa la metà. Comporre il piatto mettendo 4 porri conditi con la riduzione agrodolce di sedano e uvetta insieme a tre crackers con caprino piccante.

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Una famiglia di “mangiafagioli”

25 gennaio 2015

Ogni tanto mi piace partecipare ai food contest, non sempre riesco a trovare il tempo ma questo proposto da Alice nel suo blog panelibrienuvole mi ha talmente incuriosita che ho cercato di mettere in moto la fantasia. Diciamo subito che non ci sono riuscita, non sono stata molto creativa; il contest si chiama “Ricette a regola d’arte” e chiede di abbinare una ricetta ad un’opera d’arte spaziando liberamente tra pittura, scultura, architettura, archeologia, ecc… Già il banner, bellissimo, mi doveva far capire che non sarebbe stato facile essere all’altezza del compito e tutto quello che mi è venuto in mente è il famosissimo dipinto di Annibale Carracci “Il mangiafagioli”. Si, la mia ricetta  è una semplicissima zuppa di fagioli. Ho sempre amato la storia dell’arte, ho avuto un’insegnante bravissima, temutissima, suor Lucia, come insegnava la storia dell’arte lei credo non la insegni più nessuno e soprattutto era unica per come riusciva a fartela amare. Il dipinto è datato tra il 1584 ed il 1585, alle superiori non capivo cosa ci fosse di tanto straordinario in questo quadro che rappresentava un uomo che mangiava voracemente una zuppa di fagioli dal momento che in casa mia i fagioli si mangiano almeno una volta alla settimana (!). In realtà l’innovazione di questo quadro sta nel fatto che il Carraccio dà vita alla pittura di genere cioè ad una fedele rappresentazione pittorica della vita quotidiana in una straordinaria armonia di colori, osservata con un arguto punto di vista la quotidianità e la rappresenta tale e quale contrapponendola alla pittura storica e mitologica che fino ad allora veniva celebrata indiscussa.

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All’epoca i fagioli erano un piatto povero, umile che non compariva sulle tavole dei ricchi signori, erano chiamati la carne dei poveri perchè rappresentavano il cibo dei contadini in assoluto; nel dipinto si può osservare la particolarità dei fagioli che fagioli all’occhio, all’epoca infatti erano i fagioli più coltivati già conosciuti dai Greci e dai Romani che anche essi consideravano cibo per poveri. Oltre alla zuppa di fagioli sulla tavola di questo villano troviamo del pane che egli si tiene ben stretto con una mano, un orcio ed un bicchiere di vino, una presumibile frittata di carciofi (così sembra e così ricordo di aver letto da qualche parte) ed un mazzo di cipollotti freschi che anche nella tradizione Toscana è uso affettarli crudi sopra le minestre ed i fagioli in genere. 

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aglio, cavolo viola, PRIMI, RICETTE, riso integrale, sale integrale, salvia, semi di lino, VEG, VEGETARIANO

Riso basmati integrale e cavolo viola

29 aprile 2014

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Mi hanno regalato un cavolo viola da coltivazione biologica e l’ho voluto subito cucinare! Oltre ad essere squisito è anche bellissimo, guardate che colore!!! Per la precisione si tratta di cavolo cappuccio viola e fa parte della famiglia delle crucifere dalle proprietà antitumorali ormai note a tutti, ricco di vitamina C (che si mantiene se viene consumato crudo altrimenti se ne perde la gran quantità), B1, B2, acido folico, K e  minerali quali il magnesio, il rame, il ferro e il calcio. Un toccasana. Inoltre gli ortaggi la frutta di colore viola/blu riducono il rischio di patologie cardiovascolari e di tumori (mirtilli, more, prugne, fichi, uva, melanzane, radicchio, patate e carote viola…), contengono sostanze importanti per la funzione urinaria, per la vista e per la struttura dei capillari sanguigni e sono ricchi di fibre.

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Ero indecisa se preparare una confortevole vellutata o mangiare il cavolo semplicemente saltato in padella con un filo d’olio evo ma oggi ho voluto sperimentare anche la cottura del riso suggeritami dal un commento postato su FB da Marco Bianchi; sono passata a pasta, pane e riso integrali che sono meno raffinati e ricchi di fibre, però il riso in particolare non piace molto perchè, a detta della mia famiglia, sa di terra. Ho seguito il consiglio letto ed ho messo due foglie di salvia nell’acqua di cottura del riso; soluzione geniale!!!  La ricetta che vi propongo è semplicissima e gustosa, in questo periodo di alimentazione vegana condividerò questo tipo di ricette senza dimenticare i dolci che ho scoperto essere buonissimi anche senza burro e uova. 

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Riso basmati integrale con cavolo viola e germogli di semi di lino

  • 300 g di riso basmati biologico integrale
  • 2 foglie di salvia
  • 1/2 cavolo cappuccio viola biologico (quello che mi hanno regalato era abbastanza grande)
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 peperoncino
  • olio evo
  • sale marino integrale
  • 1 manciata di germogli di semi di lino

Cuocere il riso in acqua bollente, salata, con 2 foglie di salvia. In una padella con olio evo mettere l’aglio intero schiacciato e il peperoncino, dopo un minuto aggiungere il cavolo tagliato a listarelle e cuocere con il coperchio per 15 minuti, aggiungere un po’ d’acqua se necessario, salare. Scolare il riso, condirlo con il cavolo viola e guarnire ogni piatto con i germogli di semi di lino.

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Con questa ricetta partecipo al contest

“Food revolution Day Milano – beccati un #TAG – a Tavola con un Arcobaleno di Gusti”

aglio, cavoletti di bruxelles, cavolfiore, VERDURE

Che cavoli!

15 marzo 2012

E che cavoli! I miei 145 MERAVIGLIOSI Sostenitori, i followers, sono spariti; io ero sparita da blogger e quindi non ero più la Sostenitrice di nessuno dei blog che seguo (ma questo l’ho rimediati, spero, credo, insomma se qualcuno non mi trova mi avverta), il mio blogghettino sta un po’ soffrendo! Non mi voglio adirare contro la tecnologia, tanto  siamo compatibili solo a metà… i cavoli me li mangio che fanno bene alla salute.

Cavolfiore e cavoletti in padella

  • 2 etti di cavoletti di bruxelle
  • 1/2 cavolfiore
  • 1/2 cipolla rossa
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 peperoncino
  • 2 mestoli di acqua di cottura dei cavoli
  • 1 cucchiaino di aceto balsamico
  • sale
Lavare le verdure e cuocere a vapore i cavoletti e il cavolfiore tagliato a cimette per pochi minuti, devono essere al dente, belli sodi. Tenere da parte 2 mestoli di acqua di cottura. In una padella far appassire la cipolla tagliata a fette sottili in un mestolo d’acqua di cottura, aggiungere il peperoncino, lo spicchio d’aglio tagliato a metà e unire i cavoli cotti al vapore. Unire l’aceto e far rosolare un paio di minuti; finire la cottura con l’altro mestolo d’acqua di cottura, aggiustare di sale e servire.

 

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Orecchiette pomodoro, rucola e maggiorana

21 giugno 2011

Vi ricordate tutte quelle belle piantine di erbe amoratiche che avevo comprato tempo fa? Bene, stanno bene tutte tranne la maggiorana che si è (quasi) completamente seccata. Con pazienza certosina ho tolto tutte le foglioline secche e le ho messe in un barattolino di vetro per usarle nel tempo. Oggi è giunto il momento di usarle; questo è un primo che molti anni fa, cucinavo con gran successo per amici e parenti. Anche questo è un piatto molto semplice che ha bisogno solo di buona materia prima, pochi ma buoni, e talmente buoni che ne ho mangiate due piattate… non ho saputo resistere.

Orecchiette pomodoro, rucola e maggiorana

  • 350 g di orecchiette
  • 4/5 pomodori costoluti
  • 1 mazzo di rucola
  • 1 cucchiao di maggiorana secca
  • 1 spicchio d’aglio intero
  • olio e.v.o.

Sbollentare i pomodori per un minuto in acqua bollente, scolartli, privarli della buccia e tagliarli a pezzi. In una padella mettere l’olio, l’aglio intero schiacciato, il pomodoro, la maggiorana e cuocere a fuoco basso per tutto il tempo di cottura della pasta. Cuocere le orecchiette e la rucola (ben lavata) in acqua bollente salata. Scolare molto al dente e mettere in padella per completare la cottura. Servire.

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Gian Burrasca e la pappa col pomodoro!

11 giugno 2011

Ok, è scontato, Il Giornalino di Gian Burrasca, Rita Pavone, viva la pappa al pomodoro… Come si fa a non associare questa ricetta alla famosa canzone di Rita Pavone che interpretava, nel lontano 1965 (io non ero ancora nata… giusto per puntualizzare…), Gian Burrasca e cantava VIVA LA PAPPA COL POMODORO. Il libro addirittura è stato scritto nel 1907, in forma di diario e venne pubblicato a puntate sul Giornalino della Domenica . Giovanni Stoppani, Giannino, era un ragazzino molto esuberantema mai mosso da cattiveria, e questo dovrebbe farmi riflettere sul mio “Gian Burrasca”, che ne combina una dietro l’altra ma che sicuramente è un ragazzino puro, mosso dall’irrequietezza dell’età, che deve affermare la sua personalità vincendo le insicurezze. Forse dovrei suggerirgli di tenere un diario su cui scrivere le sue avventure, ce ne sono delle belle e altre credo di non conoscerle neanche… e forse è meglio così!!! Ma torniamo alla pappa la pomodoro che ultimamente è tornata di moda anche per l’aperitivo e visto che adoro fare l’aperitivo mi bevo le bollicine con la pappa rossa!

Pappa al pomodoro (per due persone)

  • 150 g di pane rafferno toscano (tipo Nibbiaia)
  • 4 pomodori costoluti (Pisanelli)
  • 300 ml di brodo vegetale
  • qualche foglia di basilico
  • 1 spicchio d’aglio
  • sale qb
  • olio e.v.o.

Sbollentare i pomodori in acqua bollente per qualche minuto, scolare e privarli della buccia. In una pentola mettere 3/4 cucchiai d’olio, lo spicchio d’aglio tagliatoa metà e far insaporire per un minuto; aggiungere i pomodori e il brodo, quando bolle aggiungere il pane taglaito a cubetti piccoli e cuocere per mezz’ora girando spesso. Al termine della cottura aggiustare di sale e unire il basilico tagliato grossolanamente. Servire con un filo d’olio.

 Con questa ricetta partecipo al contest “La Toscana nel piatto” di Pan di Ramerino, scade il 5 febbraio 2012

Il mio primo contest:Con questa ricetta partecipo al contestCucinando con il… pomodorodi “Cucinanndo con mia sorella”. Scade il 21 giugno.

 

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Farro spezzato

4 aprile 2011

Finalmente mi sono decisa ad usare il farro spezzato che ho comprato due settimane fa. Ho lasciato passare tutto l’inverno senza mai preparare la minestra di farro lucchese, uno dei mie piatti preferiti, e solo ora mi sono decisa ad usare quel pacchettino di farro spezzato per preparare qualcosa di più primaverile. Una delle cose che mi piacciono di più è andare al mercato ortofrutticolo la mattina presto, quando ancora stanno montando i banchi e ognuno espone la propria mercanzia, bella fresca, abbondante, colorata. Il mio banco di fiducia per la verdura è (l’ho già detto) “il Re dell’Insalata”; stamani ho preso le carote a mazzo, le zucchine piccole col fiore, le cipolle di tropea, il sedano e 3 teste d’aglio fresco. L’aglio fresco ha subito la sua trasformazione per essere digeribile e delicato come piace a me, il procedimento lo trovate qui. Le altre verdure le ho pulite e tagliate a tocchettini lunghi, una julienne un po’ più grossa. Trovo che i colori delle verdure abbia un certo effetto benefico sull’umore!!! Sono bellissime, è anche per questo che per cucinare è necessario avere tempo, serve il tempo per gustare anche i colori. Questa settimana mi voglio dedicare al farro ed ho in mente altre due ricette da proporvi ma ora pensiamo a questa.

Farro spezzato con verdure croccanti

  • 250 g di farro spezzato
  • 4 carote carote
  • 2 cipolle di Tropea
  • 2 gambi di sedano
  •  6 piccole zucchine
  • sale
  • olio e.o.

Cuocere il farro in acqua , come fosse riso, dopo averlo messo ammollo per una notte. In una pentola antiaderente saltare tutte le verdure tagliate a tocchetti con un po’ d’olio e salare. Quando il farro è pronto, scolarlo e condirlo con le verdure che devono rimanere croccanti.

aglio, VARIE

Quando non è possibile cucinare si conserva…

25 maggio 2010

 

Il dolore al momento non è poco e quindi cucinare non mi è facile. Oggi mi sono limitata a preparare una scorta di aglio fresco per l’inverno; finchè si trova questo bell’aglio profumato e potente sarà bene apprifittarne. Ho preso tanti piccoli barattoli per avere tante monodosi da scongelare al bisogno.

  • 3 teste d’agio fresche
  • acqua
  • olio e.v.o.
  • tanti barattolini di vetro

Sbucciare l’aglio, dividerlo in spicchi e metterli in un pentolino con acqua fredda. Portare a ebollizione, scolare e ripetere l’operazione per (voglio esagerare) una decina di volte sempre partendo con acqua fredda. Asciugare bene gli spicchi, dividerli nei vasetti  e coprirli completamente d’olio. Conservare nel freezer.

Questi spicchi, una volta scongelati possono essere usati per insaporire i sughi di pomodoro che durante tra luglio e agosto preparerete, le minestre, la pastasciutta, spalmati sul pane e per fare la cremina all’aglio.