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VEGETARIANO

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Panzanella con melanzane

21 agosto 2017

Questa è stata una calda estate, questa è una calda estate pigra che scorre lenta e leggera. Un’estate fatta di passeggiate in campagna fantasticando di nuovi progetti e cambiamenti, un’estate comoda nelle sere casalinghe quando sdraiati all’aperto si attende quell’arietta che verrà a darci sollievo, un’estate che abbiamo affrontato con serenità e determinazione come quando dobbiamo affrontare i problemi che la vita ci presenta ogni giorno. Una bella estate.

Nell’armadio della soffitta ho ritrovato una pagina di giornale strappata dietro la quale c’era una ricetta di un panino con le melanzane che ho trasformato in una panzanella estiva usando quel pane raffermo che non butto mai via, protagonista di moltissime ricette toscane e non, melanzane grigliate, pomodori secchi e pomodori maturi. Anche questo è un piccolo tesoro ritrovato, spero possiate apprezzarlo quanto me.

Panzanella con melanzane

  • pane raffermo
  • 2 melanzane
  • 350 g di pomodori Piccadilli maturi
  • 1 spicchio d’aglio
  • qualche foglia di basilico
  • 2 pomodori secchi sotto sale
  • aceto di mele
  • olio extravergine d’oliva
  • sale e pepe

Mette a mollo in acqua fredda il pane raffermo, pane toscano sciapo tipo Nibbiaia, per qualche minuto. Eliminare la crosta e strizzare molto bene la mollica. Tenere da parte. Tagliare a fette le melanzane e grigliarle. Disporre le fette su un vassoio, condire ogni fetta con qualche goccia di aceto e lasciare da parte. In una ciotola preparae il condimento con lo spicchio d’aglio ed il basilico tritati finemente, i pomodori maturi tagliati a rondelle ed i pomodori secchi (ben scaicquati e strizzati) battuti grossolanamente al coltello, infine aggiungere l’olio ed una macinata di pepe, salare se necessario. Aggiungere le melanzane grigliate tagliate a pezzetti e lasciar insaporire per un’ora circa. Unite il pane, girate bene con l’aiuto di un cucchiaio per amalgamare il tutto in maniera omogenea e servite.

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Crema di farro e cannellini freschi con verdure primaverili

5 giugno 2017

La primavera giunge all’improvviso, la natura esplode regalandoci verdure fresche, colorate e ricche di nutrienti ma dura poco, l’estate è così vicina che colgo l’attimo per preparare una ricetta che alla primavera si addice perfettamente, sana e gustosa per il progetto #SiamoGolosiani unendo alle verdure fresche i prodotti NuovaTerra che già conoscevo e già utilizzato come la quinoa ed il miglio.

Il progetto #SiamoGolosiani rispecchia perfettamente la mia idea di cucina, sana, con prodotti di stagione e provenienti da produttori locali. Una delle cose che mi rende felice è andare al mercato la mattina molto presto dove trovo i banchi colmi di verdura fresca, ormai da anni mi affido al banco di Antonio e Giusy, Il Re dell’Insalata, che come me sono sempre alla ricerca di produttori locali dei quali conoscono il tipo di coltivazione, è una questione di fiducia così come per i prodotti Nuova Terra, una linea che nasce dal rispetto della terra con particolare attenzione alle materie prime.

Per questa ricetta ho usato il farro perlato biologico e l’alga Ulva Lactuca, lattuga di mare in fiocchi, ricca di vitamina C e calcio e potassio. Avete mai fatto caso al profumo che si sprigiona durante la cottura del farro? Sembra il profumo del pane appena sfornato ed il sapore di questo farro perlato insieme ai cannellini freschi basterebbe già per soddisfare il palato e i fagiolini, i piattelloni, le zucchine, i cipollotti con l’aglio fresco completano il piatto.

Crema di farro e cannellini con verdure primaverili

per 4 persone

  • 100 g di farro perlato Bio Nuova Terra
  • 200 g di fagioli cannellini freschi già sgranati
  • 1 foglia di alloro e 2 di salvia
  • 500 ml di brodo vegetale (preparato con sedano, carota e cipolla)
  • sale
  • 100 g di fagiolini verdi
  • 100 g di piattelloni
  • 2 zucchine (circa 120 g)
  • 1 cipollotto presco
  • 1 spicchio di aglio fresco
  • 1 cucchiaio di lattuga di mare in fiocchi Nuova Terra
  • pepe nero
  • olio evo

Per la crema

Sciacquare il farro e lessarlo in acqua salata bollente per 15 minuti. Scolare. Lesare i cannellini con uno spicchio d’aglio intero,  2 foglie di salvia ed una foglia di alloro per circa 40 minuti. Eliminate la salvia e l’alloro e scolate. In un recipiente a bordo altro frullare il farro ed i cannellini insieme a mezzo litro di brodo vegetale. Salare.

Per le verdure

A parte lessare i fagliolini e i piattelloni precedentemente spuntati e lavati. Tagliateli a pezzetti grossi. Poi prendere una padella in cui far appassire il cipollotto fresco in 2 cucchiai d’olio, unire le zucchine tagliate a cubetti piccoli e cuocere per 10 minuti. Aggiungere un cucchiaio abbondante di alghe in fiocchi, i fagiolini ed i piattelloni. Saltare per un minuto, salare, pepape e togliere dal fuoco. Comporre i piatti mettendo in ogni ciotola da minestra un mestolo colmo di crema di farro e fagioli e 2 o 3 cucchiai di verdure. Condire con un filo d’olio e servire.

Potete trovare le mie ricette anche qui http://www.nuovaterra.net/i-golosiani/siamo-golosiani/una-cena-con-enrica/

ANTIPASTI, canapè, FINGER FOOD, fiori eduli, RICETTE, ricotta, VARIE, VEGETARIANO

Canapè con patate viola, ricotta e fiori eduli

1 maggio 2017

E’ arrivato un bastimento carico di… fiori! Ho finalmente trovato un fornitore di fiori eduli, vicino a casa, ovviamente bio e sono felice! Quest’inverno la mia amica Francesca mi ha messo in contatto con Valter perchè cercavo dei fiori eduli da abbinare ad alcune ricette che avevo in mente ed è cosi che ho conosciuto Giovanna, la moglie di Valter, colei che in un angolo del grande orto di famiglia coltiva fiori da mangiare sperimentando personalmente le ricette che poi consiglia ai suoi clienti.

Giovanna mi ha preparato un cestino di fiori da portar via per poterli provare tra cui geranio, rosa, pansè, petunia, bocca di leone e calendula, belli, carnosi, frofumati e colorati. Ogni fiore ha la sua caratteristica e quindi un possibile impiego in cucina. I fiori sono giunti nella mia cucina in piena primavera qualche giorno prima di un brunch da organizzare tra amiche e mi è venuta l’idea di preparare un canapè con purè di patate viola e ricotta cotta con fiori eduli, il risultato lo potete vedere da soli!

Presto mi organizzerò per tornare da Valter e Giovanna a Cecina a cogliere la seconda mandata di fiori – tageti, zinna, dalia, begonia e nasturzio – per mettere in pratica altre idee. Al contrario di quello che si pensa i fiori non sono affatto delicati, dal momento che vengono colti durano qualche giorno in frigo, anche una settimana, basta aver cura di conservarli nel modo giusto, per quel che riguarda l’uso Giovanna dice che vanno trattati come le cipolle, senza tanti riguardi ed effettivamente ne ho avuto la prova. Dei fiori si mangiano solo i petali, nel prepararli eliminate i pistilli ed il gambo. La cosa fondamentale è che siano fiori biologici e di ottima qualità.

Canapè con patate viola, ricotta cotta e fiori eduli

  • 3 fette di pane in cassetta fatto in casa o comprato dal panettiere, insomma di buona qualità
  • 3 patate viola
  • 250 d di ricotta fresca
  • una manciata di fiori eduli misti (geranio, rosa, pansè, petunia, bocca di leone e calendula)
  • olio eco
  • sale e pepe

Con un coppapasta rotondo ricavate 6 dischetti dalle fette pane e tostateli in forno a 180° per pochi minuti, fino a quando avranno preso colore da entrambe i lati. Lessare le patate viola sbucciate, scolatele e create una purea aggiungendo olio, sale e pepe. Sciacquare i fiori sotto l’acqua corrente fresca e lasciarli asciugare su uno stroficaccio. In una ciotola amalgamate la ricotta, una parte dei petali dei fiori, un pizzico di sale e un cucchiaino d’olio. Versate la ricotta in una piccola pirofila stendendola su cartaforno formando uno strato di circa 1 cm. Cuocere a 180° per trenta minuti. Sfornate e lasciate raffreddare atemperatura ambiente. Con lo stesso coppapasta usato per il pane tagliate 6 cerchi di ricotta cotta. Componete i canapè mettendo un cucchioio di purè di patate viola su ogni disco di pane, sovrapponete il cerchio di ricotta cotta e guarnite con altri pelati colorati.

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Giulia e “La cucina dei Mercati in Toscana”

2 marzo 2017

Il 2017 è iniziato con non poche complicazioni che mi hanno portato a rivedere alcune cose. Sono sempre stata convinta che i cambiamenti facciano bene, che siano colpi di testa o scelte ragionate, che siano imposti o che dipendano dalla nostra volontà mi sono accorta che a me cambiare fa bene. Da piccola ogni tanto spostavo la disposizione dei mobili della mia stanza con grande disappunto di mia madre ma questa era già la mia personalità che aveva bisogno di esprimersi. Adesso, con qualche anno in più di vita vissuta, sono molto felice quando riesco a vedere le cose da un nuovo punto di vista pur rimanendo fedele a me stessa, a quello che è la mia vita, la mia persona, il mio essere. Questa premessa perchè anche se siamo a febbraio, questo è il primo post del 2017 e voglio iniziare parlandovi di Giulia, del primo incontro e di quando è venuta con Tommaso a Livorno.

Qualche anno fa, esattamente nel novembre del 2012, quando questo spazio virtuale era ancora alle prime ricette, andai a vedere la presentazione di un libro a Viareggio e lì incontrai Giulia. Il libro presentato non era uno dei suoi ma di una sua amica, una blogger che seguivo, Giulia era di supporto nella realizzazione dal vivo di alcune ricette. A quei tempi non lo sapevo ma quello era ciò che i moderni chiamano “cooking demo”. Per me tutto questo era emozionante, due blogger che cucinavano in un bellissimo negozio di casalinghi per presentare un libro di cucina; un sogno!

Da allora sono passati alcuni anni ma con Giulia sono rimasta in contatto; ho potuto conoscerla prima virtualmente tramite il suo blog, amato e seguito da molti, poi sfogliando le pagine del sul libro “I love Toscana”, in seguito ho avuto il piacere di fare da tester durante la stesura di un altro suo libro “Cucina da chef con ingredienti low cost” ricevendo i ringraziamenti per la collaborazione a pag.241 (…son soddisfazioni!!!) ed a settembre del 2015 ci siamo incontrate.

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Mi ha contattata per avere qualche informazione sui mercati che si svolgono abitualmente a Livorno per una ricerca che stata svolgendo in quei mesi ed io mi sono offerta di farle da guida. La mattinata passata con Giulia e Tommaso la ricordo con tanto affetto, era per me un momento non proprio felice ma con loro è arrivato il sole ed una ventata di serenità per cui li ringrazio ancora di avermi coinvolta in questo loro progetto. Qualche giorno fa finalmente è arrivato, attesissimo, il libro “La cucina dei mercati in Toscana”. Bello? Di più!!! Sapere cosa c’è tra le righe di questo libro, il lavoro, l’impegno, la determinazione, l’interesse sincero per le persone che ha incontrato, la gioia ed anche la fatica che hanno portato a questo risultato me lo fa apprezzare ancora di più.

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Sulla mia copia autografata Giulia ha scritto:

“… E’ stato bellissimo vedere Livorno attraverso i tuoi occhi e scoprirla più bella di sempre…”

Così, sfogliando le pagine di questo libro ho potuto vedere i mercati della nostra bella Toscana con i suoi occhi, i loro occhi, attraverso le ricette ma soprattutto leggendo le storie che legano le persone a luoghi e ricordi. Un viaggio in cui Giulia accompagna il lettore trasmettendo amore e rispetto per questa bella terra con immagini suggestive, profumi, persone e personaggi, racconti, aneddoti, indicazioni e suggerimenti. Oltre alla bella dedica ho ricevuto anche questa volta i ringraziamenti ufficiali a pagina 365 (…e son altre piccole soddisfazioni!!!). Spinta dall’entusiasmo ho preso il libro e l’ho usato prima come come guida turistica, alla ricerca di produttori e mercati in quel di Cortona e poi come ricettario seguendo una delle ricette di Giulia; provate anche voi, sarà divertente ed istruttivo.

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Risotto alla Borragine di Jul’s Kitchen

(liberamente tratto, con qualche modifica, da “La cucina dei mercati in Toscani” di Giulia Scalpaleggia)

per 1 persona

  • una manciata abbondante di foglie di borragine
  • 1 scalogno
  • 80 g di riso
  • 6 nocciole
  • 1 cucchiaio di pecorino romano grattugiato
  • olio evo
  • sale

Lavare e cuocere per circa 15 minuti in acqua bollente e leggermente salata le foglie di borragine. Scolare  tenendo da parte l’acqua di cottura. Frullare la borragine con un mestolo di acqua di cottura. In una casseruola far appassire lo scalogno tritato con poco olio, aggiungere il riso e farlo tostare un minuto, coprire con l’acqua di cottura della borragine e portare a cottura. a fuoco spento mantecare con la crema di borragine e il pecorino. Servire nei piatti guarnendo con le nocciole sbriciolate e qualche petalo di fiore di borragine.

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Riso al cavolfiore e melograno mantecato con mascarpone – #ilpalagiaccio

15 novembre 2016

Siamo già a novembre, siamo passati dalle Zucche di Halloween alle vetrine natalizie in un batter d’occhio. In questo autunno che ci mette a dura prova con cambi repentini di temperature, da sole a pioggia, da magliette a maniche corte a piumini imbottiti e poi ancora caldo ed il giorno dopo freddo. Un’alternanza a cui fatico ad adattarmi. E così anche in cucina è difficile aver voglia di un buon minestrone caldo quando fuori ci sono ventisei gradi ma non ho riesco neanche più a mangiare panzanella e caprese, questi poveri pomodori avranno pur diritto a riposarsi dopo l’estate.

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Anche questo mese volevo partecipare alla sfida degli ingredienti ma sono stata tratta in inganno a causa di una incomprensione dialettale, diciamo così, ed ho sbagliato ingredienti. A Livorno il cavolo, detto anche “la palla, è il cavolfiore e quindi nella dicitura cavolo/venza ho pensato che ci fosse la possibilità di scegliere tra cavolo come cavolfiore e verza come cavolo verza, del resto nel mese di ottobre tra gli ingredienti facoltative c’era la dicitura camembert/brie che sono due formaggi diversi e si poteva scegliere tra uno dei due. Poco male, dopo un breve momento di gloria, la mia ricetta è uscita dalla gara. Sarà per la prossima volta.

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Mi consolo con questo risotto, che anche se con gli ingredienti sbagliati, è un lodevole comfortfood, uno di quei piatti che scaldano le fredde giornate di Novembre. Per mia natura e per esperienza, sono fermamente convinta che alla base di un buon piatto ci siano buoni ingredienti e per buono intendo di qualità. Diffido sempre di quei ristoranti che hanno piatti troppo complicati con una serie di ingredienti infinita, specialmente quando sono ristoranti di basso/medio livello (i grandi chef fanno parte di un altro pianeta); o sei uno stellato e quindi sai come abbinare tanti ingredienti, sai come armonizzarli ed esaltarli o secondo il mio modesto parere sarebbe meglio non azzardare troppo e mantenere un profilo più contenuto. Per avere un ottimo risultato basta saper scegliere la materia prima, fresca, di stagione, locale e meglio ancora conoscere produttori per poterci fidare di ciò che usiamo ed io nel mio piccolo scelgo il mascarpone del Palagiaccio, fattoria che ho visitato che da un latte squisito produce latticini molto buoni, il cavolfiore dell’orto e il melograno dell’albero in giardino. Il risultato è garantito.

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Riso con cavolfiore e melograno mantecato con mascarpone

  • 320 g di riso Carnaroli
  • mezzo cavolfiore
  • 1 melograno maturo
  • 3 cucchiai di MASCARPONE Il Palagiaccio
  • 1 cucchiaio d’olio
  • sale
  • pepe bianco macinato fresco

Lavare il cavolfiore, tagliarlo a cimette e cuocerlo a vapore. Mettere a bollire il riso in acqua leggermente salata. Nel frattempo aprire il melograno, tenere da parte due cucchiai di chicchi interi ed estrarre dalla parte restante il succo. In una casseruola saltare le cimette di cavolfiore con l’olio schiacciandole con la forchetta, salare, scolare il riso tenendo da parte un po’ d’acqua di cottura ed unire al cavolfiore. Mantecare il tutto con il mascarpone, macinare un po’ di pepe bianco e versare il riso nei piatti. In ogni piatto aggiungere qualche chicco di melograno ed un cucchiaio di succo di melograno. Servire.

CON QUESTA RICETTA PARTECIPO AL MASCARPONE CONTEST DELLA FATTORIA IL PALAGIACCIO

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I piselli alla francese secondo l’Artusi

27 maggio 2016

In un batter d’occhio è finito anche maggio! Il tempo sta volando come mai prima, tra novità e cambiamenti ho dovuto trascurare il blog ma non potevo non postare almeno un’altra ricetta. Sarò comunque sintetica. Protagonisti indiscussi di questo inizio primavera sono i piselli, dolci e di un verde acceso. Parlando con la mia insegnante di Pilates ho scoperto che ha fatto la tesi di laurea sull’Artusi, a volte i casi della vita. mi ha fatto leggere le due pubblicazioni da lei scritte, interessantissime, e mi è venuta voglia di sfogliare il libro che tutti conoscono: Artusi, la Scienza in cucina e l’Arte di mangiare bene.

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