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ANTIPASTI, ceci, FINGER FOOD, Fornitori, gamberetti, LEGUMI, PESCE, RICETTE, VERDURE, zucchine e fiori di zucca

Bicchierini con zucchine, ceci e gamberetti

3 settembre 2017

Ed ecco che settembre, inaspettatamente, improvvisamente, ci regala temperature gradevoli, passeggiate mattutine respirando quest’aria tersa, fresca, piluta. Mi rimetto ai fornelli ma solo per un paio di minuti perchè la ricetta di oggi è una di quelle ricette sfiziose e veloci da inizio pasto, ideale durante un pranzo o una cena per intrattenere gli ospiti mentre finiamo di preparae la portata successiva. Questa è anche la seconda ricetta per il progetto #SiamoGolosiani con i prodotti NuovaTerra, protagonisti i ceci nella comoda confezione Pronti per te cotti al naturale, senza l’aggiunta di sale e naturalmente biologici. Tre ingredienti, ceci, zucchine crude e gamberetti freschi, un accostamento classico, sano ma presentato in maniera diversa. Continue reading “Bicchierini con zucchine, ceci e gamberetti” »

aglio, alghe, cipolle, creme, fagioli, fagiolini, Fornitori, PRIMI, RICETTE, VEGETARIANO, VERDURE

Crema di farro e cannellini freschi con verdure primaverili

5 giugno 2017

La primavera giunge all’improvviso, la natura esplode regalandoci verdure fresche, colorate e ricche di nutrienti ma dura poco, l’estate è così vicina che colgo l’attimo per preparare una ricetta che alla primavera si addice perfettamente, sana e gustosa per il progetto #SiamoGolosiani unendo alle verdure fresche i prodotti NuovaTerra che già conoscevo e già utilizzato come la quinoa ed il miglio.

Il progetto #SiamoGolosiani rispecchia perfettamente la mia idea di cucina, sana, con prodotti di stagione e provenienti da produttori locali. Una delle cose che mi rende felice è andare al mercato la mattina molto presto dove trovo i banchi colmi di verdura fresca, ormai da anni mi affido al banco di Antonio e Giusy, Il Re dell’Insalata, che come me sono sempre alla ricerca di produttori locali dei quali conoscono il tipo di coltivazione, è una questione di fiducia così come per i prodotti Nuova Terra, una linea che nasce dal rispetto della terra con particolare attenzione alle materie prime.

Per questa ricetta ho usato il farro perlato biologico e l’alga Ulva Lactuca, lattuga di mare in fiocchi, ricca di vitamina C e calcio e potassio. Avete mai fatto caso al profumo che si sprigiona durante la cottura del farro? Sembra il profumo del pane appena sfornato ed il sapore di questo farro perlato insieme ai cannellini freschi basterebbe già per soddisfare il palato e i fagiolini, i piattelloni, le zucchine, i cipollotti con l’aglio fresco completano il piatto.

Crema di farro e cannellini con verdure primaverili

per 4 persone

  • 100 g di farro perlato Bio Nuova Terra
  • 200 g di fagioli cannellini freschi già sgranati
  • 1 foglia di alloro e 2 di salvia
  • 500 ml di brodo vegetale (preparato con sedano, carota e cipolla)
  • sale
  • 100 g di fagiolini verdi
  • 100 g di piattelloni
  • 2 zucchine (circa 120 g)
  • 1 cipollotto presco
  • 1 spicchio di aglio fresco
  • 1 cucchiaio di lattuga di mare in fiocchi Nuova Terra
  • pepe nero
  • olio evo

Per la crema

Sciacquare il farro e lessarlo in acqua salata bollente per 15 minuti. Scolare. Lesare i cannellini con uno spicchio d’aglio intero,  2 foglie di salvia ed una foglia di alloro per circa 40 minuti. Eliminate la salvia e l’alloro e scolate. In un recipiente a bordo altro frullare il farro ed i cannellini insieme a mezzo litro di brodo vegetale. Salare.

Per le verdure

A parte lessare i fagliolini e i piattelloni precedentemente spuntati e lavati. Tagliateli a pezzetti grossi. Poi prendere una padella in cui far appassire il cipollotto fresco in 2 cucchiai d’olio, unire le zucchine tagliate a cubetti piccoli e cuocere per 10 minuti. Aggiungere un cucchiaio abbondante di alghe in fiocchi, i fagiolini ed i piattelloni. Saltare per un minuto, salare, pepape e togliere dal fuoco. Comporre i piatti mettendo in ogni ciotola da minestra un mestolo colmo di crema di farro e fagioli e 2 o 3 cucchiai di verdure. Condire con un filo d’olio e servire.

Potete trovare le mie ricette anche qui http://www.nuovaterra.net/i-golosiani/siamo-golosiani/una-cena-con-enrica/

DOLCI, Fornitori, marmellate, more, RICETTE

Pie con confettura extra di more di rovo selvatiche

27 maggio 2017

Dopo il brunch di sabato scorso mi è rimasta una voglia irresistibile di dolci, circostanza per me abbastanza nuova. Ho atteso che Alice pubblicasse la ricetta della Bakewell Tart per poterla preparare ma poi il destino avverso mi ha regalato un sipatico virus che mi ha debilitato non poco costringendomi a rimandare la preparazione di una qualsiasi pietanza dolce a giorni migliori… però non m i sono persa d’animo ed ho deciso di preparare delle piccole crostatine, più semplici, più veloci e più alla mia portata, con una delle marmellate che ho acquistato ad inizio mese sul sito weloveat

Le marmellate Chiaverini le conosco e le consumo da tempo, per chi invece non le conoscesse sono quelle confetture di alta qualità, buonissime vendute in caratteristici vasetti color argento, un packaging esclusivo brevettato nel 1928 dai Fratelli Chiaverini & C., ma la sorpresa è stata trovare sul sito weloveat anche i tubetti in alluminio di confettura extra di more e di albicocche, che sono veramente deliziosi, perchè l’occhio vuole la sua parte anche nella confezione!

Per l’impasto invece ho preso spunto da una ricetta di Marianna Franchi dal libro di farina in farina, libro che consulto spesso per variare l’alimentazione usando farine di tipi diversi ed in questo caso, invece di preparare la classica pasta frolla per le crostate, ho usato una base che da a queste tortine una consistenza biscottosa e fragrante.

Pie di confettura extra di more di rovo

(per 8 crostatine)

per la base

  • 200 g di farina di farro
  • 70 g di farina di riso
  • 90 g di burro freddo
  • 35 g di zucchero semolato
  • 50 g di acqua fredda
  • sale

per il ripieno

  • 1 tubetto di confettura extra di more
  • latte per spennellare la scostata qb

Preparare la base mettendo in una ciotola capiente le due farine, lo zucchero, un pizzico di sale ed il burro freddo tagliato a cubetti. Sbriciolare il burro con la punta delle dita insieme alle farine fino ad ottenere un composto bricioloso, aggiungere l’acqua fredda ed impastare velocemente per ottenere un composto uniforme. Avvolgere l’impasto nella pellicola e lasciar riposare in frigo per mezz’ora. Stendere il composto su carta forno e ritagliare 8 cerchi del diametro di 10 cm e delle striscioline per la guarnizione delle tortine. Mettere i dischi nei pirottini (del diametro di 8 cm) in modo da formare un bordo ai lati, versare la confettura di more (volendo potete usare più gusti di marmellata) e rifinire con le stiscioline di impasto spennellate con un po’ di latte. Infornare a 180° per circa 20 minuti, fino a che le piccole pie saranno dorate.

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Fragole a Natale – Pasticceria Dolce Vita

14 dicembre 2016
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Casetta di pan di zenzero tutta da mangiare – Mini Panettone classico

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Appuntamento imperdibile con la Pasticceria Dolce Vita di Cecina sotto le feste di Natale per seguire le fasi della preparazione del Pandoro e dei Panettoni. Vi avevo già parlato di Alessandro Bianco a giugno in questo articolo, del suo contagioso entusiasmo, della sua passione, la costante ricerca e l’incessabile studio, una sfida continua per migliorarsi e offrire ai suoi clienti prodotti di alta qualità. In questa occasione ho conosciuto tutte le persone che collaborano con lui e che condividono la sua filosofia ma soprattutto ho conosciuto i suoi genitori di cui mi sono follemente innamorata, Toni e Stefania sono quelle coppie che sei felice di incontrare nella vita, quelle persone che, ognuno con il proprio carattere calmo e paziente il babbo solare e dolcissima la mamma, ti accolgono con semplicità e affetto facendoti sentire di casa.

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Panettone della Pasticceria Dolce Vita di Cecina, fichi e mandorle.

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Riso al cavolfiore e melograno mantecato con mascarpone – #ilpalagiaccio

15 novembre 2016

Siamo già a novembre, siamo passati dalle Zucche di Halloween alle vetrine natalizie in un batter d’occhio. In questo autunno che ci mette a dura prova con cambi repentini di temperature, da sole a pioggia, da magliette a maniche corte a piumini imbottiti e poi ancora caldo ed il giorno dopo freddo. Un’alternanza a cui fatico ad adattarmi. E così anche in cucina è difficile aver voglia di un buon minestrone caldo quando fuori ci sono ventisei gradi ma non ho riesco neanche più a mangiare panzanella e caprese, questi poveri pomodori avranno pur diritto a riposarsi dopo l’estate.

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Anche questo mese volevo partecipare alla sfida degli ingredienti ma sono stata tratta in inganno a causa di una incomprensione dialettale, diciamo così, ed ho sbagliato ingredienti. A Livorno il cavolo, detto anche “la palla, è il cavolfiore e quindi nella dicitura cavolo/venza ho pensato che ci fosse la possibilità di scegliere tra cavolo come cavolfiore e verza come cavolo verza, del resto nel mese di ottobre tra gli ingredienti facoltative c’era la dicitura camembert/brie che sono due formaggi diversi e si poteva scegliere tra uno dei due. Poco male, dopo un breve momento di gloria, la mia ricetta è uscita dalla gara. Sarà per la prossima volta.

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Mi consolo con questo risotto, che anche se con gli ingredienti sbagliati, è un lodevole comfortfood, uno di quei piatti che scaldano le fredde giornate di Novembre. Per mia natura e per esperienza, sono fermamente convinta che alla base di un buon piatto ci siano buoni ingredienti e per buono intendo di qualità. Diffido sempre di quei ristoranti che hanno piatti troppo complicati con una serie di ingredienti infinita, specialmente quando sono ristoranti di basso/medio livello (i grandi chef fanno parte di un altro pianeta); o sei uno stellato e quindi sai come abbinare tanti ingredienti, sai come armonizzarli ed esaltarli o secondo il mio modesto parere sarebbe meglio non azzardare troppo e mantenere un profilo più contenuto. Per avere un ottimo risultato basta saper scegliere la materia prima, fresca, di stagione, locale e meglio ancora conoscere produttori per poterci fidare di ciò che usiamo ed io nel mio piccolo scelgo il mascarpone del Palagiaccio, fattoria che ho visitato che da un latte squisito produce latticini molto buoni, il cavolfiore dell’orto e il melograno dell’albero in giardino. Il risultato è garantito.

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Riso con cavolfiore e melograno mantecato con mascarpone

  • 320 g di riso Carnaroli
  • mezzo cavolfiore
  • 1 melograno maturo
  • 3 cucchiai di MASCARPONE Il Palagiaccio
  • 1 cucchiaio d’olio
  • sale
  • pepe bianco macinato fresco

Lavare il cavolfiore, tagliarlo a cimette e cuocerlo a vapore. Mettere a bollire il riso in acqua leggermente salata. Nel frattempo aprire il melograno, tenere da parte due cucchiai di chicchi interi ed estrarre dalla parte restante il succo. In una casseruola saltare le cimette di cavolfiore con l’olio schiacciandole con la forchetta, salare, scolare il riso tenendo da parte un po’ d’acqua di cottura ed unire al cavolfiore. Mantecare il tutto con il mascarpone, macinare un po’ di pepe bianco e versare il riso nei piatti. In ogni piatto aggiungere qualche chicco di melograno ed un cucchiaio di succo di melograno. Servire.

CON QUESTA RICETTA PARTECIPO AL MASCARPONE CONTEST DELLA FATTORIA IL PALAGIACCIO

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Cerreto Guidi, una passione che dura nel tempo, Medicea 2016

17 luglio 2016

Una passione, la mia, che dura da anni da quando per la prima volta nel 2012 sono stata ospitata in questo paese nel cuore della Toscana; una passione per il paese stesso ma soprattutto per le persone che ho incontrato, una passione, la loro, che riescono a trasmettere con entusiasmo ogni volta.

Anche quest’anno la grande manifestazione Medicea 2016 che si conclude stasera ha avuto un grande successo tra mostre, spettacoli ed eventi. Dal 6 al 17 luglio le innumerevoli iniziative hanno focalizzato l’attenzione su Cerreto Guidi ed in particolare quest’anno, grazie al lavoro di Lorenzo Caponi sommelier del Ristorante PS, il concorso Rubino Mediceo ha coinvolto ben 28 Aziende toscane che hanno partecipato con 94 vini, un risultato di cui poter esser fieri.

La prima giornata a cui ho partecipato è stata intensa a partire dalla visita alla Villa Medicea che nel giugno 2013, insieme ad altre 11 ville e 2 giardini medicei della Toscana, è entrata a far parte del Patrimonio dell’Umanità Unesco. Insieme all’Assessore all’Agricoltura Paolo Feri e accompagnati da Silvia, guida preparatissima, ho visitato le sale del museo della Villa. Nella prima sala, la sala degli arazzi, sono esposti quattro arazzi del 1637 recentemente restaurati che rappresentano le quattro stagioni. Bellissimi i particolari che ci raccontano la vita e gli usi dell’epoca. 

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Pasticceria Dolce vita, tra cioccolatini e lievitati un infuso per l’estate

28 giugno 2016

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Queste sono le mani di Alessandro Bianco, 36 anni, laureato in Scienze della Produzione Animale, inizialmente ha lavorato in questo settore  fino a quando ha capito che la sua strada era l’attività di famiglia, la pasticceria Dolce Vita di Cecina. Il padre però, uomo saggio, ha accettato che Alessandro lasciasse il lavoro che svolgeva relativo alla laurea conseguita per lavorare con lui nella pasticceria dandogli un consiglio, quello di prendersi un anno di tempo per girare il mondo e fare esperienza all’estero per ampliare i suoi orizzonti, per conoscere realtà differenti dalla loro e questo credo che abbia fatto la differenza.

Dopo aver conosciuto e lavorato a fianco di personaggi noti a livello internazionale, Alessandro è tornato in Italia, a Cecina nella sua pasticceria per elaborare e mettere a frutto il bagaglio di esperienza accumulato all’estero mettendoci la sua creatività e la sua determinazione con tanta, tanta forza di volontà. 

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E’ un ragazzo certamente intelligente che crede in se stesso ed ha ben chiaro in mente cosa vuole, ha molti progetti, ha voglia di imparare ancora e di approfondire, crede che mettersi alla prova e sperimentare sia la strada giusta per crescere e migliorarsi, crede nelle persone con cui lavora, crede nel suo lavoro che è la sua grande passione.

Solo per fare un esempio, per i lievitati usa la pasta madre che nelle due foto in alto è al momento della legatura, ogni giorno ripete questo gesto ma non è mai uguale perchè cambia il clima, la stagione, l’umidità e non bastano gli ingredienti di prima qualità che usa, serve anche la sua esperienza per vedere se il rinfresco ha bisogno di quelle piccole modifiche per garantire una lievitazione sana e naturale. L’anno passato non per niente ha venduto un numero altissimo di panettoni senza contare le brioches per la colazione, io l’altra mattina ne ho mangiare tre per assaggiare, oltre alla classica, anche quella integrale e quella con l’uvetta, le altre farciture, le torte, la pasticceria mignon, i dolci tradizionali e i salati li lascio per le volte successive.

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DOLCI, Fornitori, Foto, pere

Dolci estivi: gelato al cioccolato, pere giugnoline e meringa – tiramisù con gelato alla crema

23 giugno 2016

Anche quest’anno ho ricevuto in regalo da Gianna dell’Osteria del Ghiotto di Canneto le pere giugnoline! E siccome la voglia di qualcosa di dolce è irresistibile anche in estate ho pensato a due classici dolci dei pranzi della domenica di quando ero piccola, crostata pere e cioccolato e tiramisù ma in una versione più fresca e soprattutto facile e veloce da realizzare. 

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L’ispirazione viene dal sito di DALANI, fonte di nuove idee e shopping perchè oltre alla passione per la cucina ed il buon cibo ho anche una stana mania relativa all’arredamento della casa, ogni tanto sento il bisogno di cambiare disposizione dei mobili in una stanza o di sostituire qualche vecchio oggetto con uno nuovo per cambiare stile o di dare nuova vita ad un angolo della casa cambiando l’illuminazione ecc… Non credo di essere l’unica donna che subisce il fascino del desing e dell’arredo!

Nel sito c’è una sezione Magazine con articoli e suggerimenti sempre molto interessanti, quello che mi ha fatto venir voglia di un dolcino estivo è stato l’articolo Banana split e Iced coffee: dolce estate retrò.

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Da piccola non mangiavo dolci ma ricordo benissimo quelli che mangiavano i miei. La domenica si consumava il pasto in sala da pranzo, una stanza con una delicata carta da parati che veniva usata solo nei giorni di festa e non mancava mai un dolce a fine pasto. mio padre andava matto per i cannoli alla crema ma mia madre sapeva fare solo crostate e un dolce alto e morbido alla ricotta più adatto a merende e colazioni. La crostata cioccolato e pere era un classico e spesso, se avevamo ospiti, c’era il tiramisù servito in una grande pirofila di vetro. Adesso al pranzo della domenica ci penso io e non sempre c’è il dolce a fine pasto ma con l’arrivo dell’estate è giunta anche la voglia di qualcosa di dolce e fresco. Queste sono due proposte veloci da fine pasto, un gelato alla cioccolata con pere giugnoline sciroppate e meringa e un tiramisù con gelato alla crema, biscotti savoiardi sbriciolati, caffè liofilizzato e cacao in polvere.

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FORMAGGI, Fornitori, Foto, LUOGHI&FOTO, Raveggiolo, RICETTE, timo, VARIE

Le ricette del Sor Fattore #8 – dal latte al raveggiolo passando dalla Fattoria Il Palagiaccio

4 maggio 2016

Questa volta il Sor Fattore è andato in fattoria per seguire le fasi della lavorazione del latte fino a diventare formaggio. Un percorso dalla stalla al caseificio, dai formaggi freschi a quelli stagionati, dalla grotta del Gran Mugello Ubaldino alla tavola passando anche dai prodotti della Tuscany Farm , grande sorpresa ma di questo parlerò in un post dedicato alla cosmesi. 

FORMAGGI AL PALAGIACCIO

Ospite dell’Antica Fattoria il Palagiaccio per aver vinto il primo premio del contest #lattidamangiare nell’ottobre del 2015, ho avuto la possibilità di visitare l’Azienda della famiglia Bolli sotto la guida di Carlo, uno dei due figli, che insieme a sua madre mi hanno ospitata con la fondamentale collaborazione dello loro staff. Con me c’era Daniela del blog chiediloalladani terza classificata, per motivi di lavoro mancava Giovanna del blog acquacottaefantasia seconda classificata.  

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FOTO 1 – ELEONORA VIVOLI

Abbiamo iniziato dalla produzione della ricotta dove Eleonora (FOTO 1) ci ha spiegato il procedimento e quali sono gli ingredienti con cui viene fatta, siero di latte vaccino con aggiunta di latte vaccino pastorizzato e sale. Il latte ed il siero vengono scaldati  80-90°C, poi si attende la coagulazione che si vede dal formarsi dei tipici fiocchi che caratterizzano la tessitura leggera e delicata della ricotta (FOTO 2) e dopo la spannatura manuale con dei grandi ramaioli si mette la ricotta negli appositi cestelli per far uscire il liquido in eccesso (FOTO 3).

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FOTO 2 – SCHIUMAROLA

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FOTO 3 – RIEMPIMENTO DELLE FUSCELLE

Le fuscelle colme di ricotta vengono trasferite nella cella refrigerata a 0-2°C, raggiunta la temperatura di raffreddamento il prodotto è pronto per la vendita e viene etichettato come FIOR DI RICOTTA. Continue reading “Le ricette del Sor Fattore #8 – dal latte al raveggiolo passando dalla Fattoria Il Palagiaccio” »

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Pensavo fosse primavera – Quinoa con zucchine, pomodori secchi, olive nere e germogli di alfa-alfa

12 aprile 2016

Penavo fosse primavera, le temperature si erano alzate, l’aria fresca della mattina diventava sempre più calda con lo scorrere delle ore fino ad arrivare al caldo del dopo pranzo quando già pensavamo di prendere la prima tintarella. In questo tepore primaverile mi è venuta voglia di germogli ed ho scelto i semi di alfa-alfa, anche detta erba medica, e poi 10 gradi in meno così da un momento all’altro ma i germogli erano già pronti per la mia ricetta.

Ogni anno è così, la voglia di rinnovamento, di insalate, delle tante verdure che si trovano in questo periodo mi assale e pianifico menù verdissimi. Un paio di anni fa ho fatto germogliare  semi di lino, soia rossa e lenticchie con grande soddisfazione, quest’anno ho iniziato dall’erba medica che pare sia un concentrato di salute ma la verità è che mi piace il sapore di questi germogli e la loro croccantezza specialmente nelle insalate.

 

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FOTO 1

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Per i germogli questa volta ho usato il metodo del barattolo di vetro; si mettono i semi sul fondo del barattolo, circa 1/2 cm, devono appena ricoprire il fondo altrimenti non hanno lo spazio per germogliare (FOTO 1).

FOTO 2

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Si riempie il barattolo di acqua a temperatura ambiente e si lasciano i semi in ammollo per circa 3 minuti (FOTO 2).

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FOTO 3

Poi si elimina tutta l’acqua con l’aiuto di un colino, non ne deve rimanere altrimenti il ristagno rischierebbe di far marcire i semi (FOTO 3). Questa operazione andrà ripetuta due volte al giorno, mattina e sera, conservando i semi in un posto riparato da luce e polvere avendo cura di coprire il vasetto di vetro con della garza (FOTO 4).

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FOTO 4

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