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SPEZIE e SEMI

biscotti, DOLCI, Libri, mandorle, RICETTE, vaniglia

Biscotti morbidi alle mandorle

17 settembre 2017

Da circa 5 anni, specialmente negli Stati Uniti, non si fa altro che parlare di gluten free ma attenzione, non è la moda del momento, è un regime alimentare che dovrebbero seguire solo le persone affette da celiachia, ovvero coloro che hanno un’infiammazione cronica dell’intestino tenue causata dal glutine. Esiste anche la sensibilità al glutine (NCGS) che prevede l’eliminazione del glutine ma sono tollerati i prodotti che possono contenerne solo piccole tracce. Per il resto dell’umanità è sbagliato eliminare il glutine dall’alimentazione, potrebbero esserci conseguanze molto gravi. Mai seguire le mode e le diete faidate. Una riflessione sul perchè siano in aumento le persone affette da celiachia bisogna farla.

Come ho più volte specificato non sono una dietologa ma come la maggior parte delle persone, anche io ho un medico di famiglia e consulto gli specialisti all’occorrenza. Per qunato riguarda il glutine, sono tutti d’accordo nell’affermare che eliminarlo definitivamente senza motivo non è cosa buona ma che va bene se se ne diminuisce il consumo. Infatti non è solo presente nel grano, nella segale, nel kamut, nel farro, nell’ orzo e nell’avena, mi hanno spiegato che il glutine fa da collante e che per questo motivo viene usato in prodotti insospettabili come sughi, condimenti,  prodotti confezionati, in scatola, insaccati, yogurt addirittura in creme e prodotti farmaceutici, per fare alcuni esempi. Ecco spiegato il perchè di questo fenomeno sempre più in aumento. Detto questo, con l’intenzione di alleggerire la nostra dieta quotidiana dal glutine, ho preparato questi biscotti veramente molto buoni. Ho trovato la ricetta nel libro di farina in farina di Marianna Franchi, libro che da anni consulto spessissimo, apportando alcune modifiche.

Biscotti alle mandorle e scorza di limone

(ricetta modificata tratta dal libro di farina in farina di Marianna Franchi)

  • 200 g di mandorle (con la pellicina)
  • 2 albumi
  • 80 g di zucchero
  • 35 g di farina di riso
  • scorza grattugiata di un limone bio
  • 1 baccello di vaniglia
  •  un pizzico di sale

Tritare grossolanamente le mendorle con lo zucchero in un mixer per qualche minuto. Versare il tutto in una ciotola insieme ad un albume sbattuto, la scorza di limone, il sale e i semini di vaniglia. Amalgamare bene, avvolgere l’impasto ottenuto nella pellicola trasparente e far riposare in frigo per una notte. In giorno dopo tirate fuori dal frigo l’impasto e, dopo averlo fatto riposare per una mezz’ora a temperatura ambiente, aggiungere la farina di riso e l’altro albume sbattuto impastando nuovamente. Formare delle palline grandi come una noce e adagiatele sulla teglia del forno ricoperta da cartaforno, schiacciandole leggermente al centro. Infornare in forno preriscaldato a 170° per circa 30 minuti. Nella ricetta originale sono indicati tempi e temperature diverse, 10 minuti a 160°, probabilmente diperderà dal mio forno. Lasciate raffreddare e gustate!

PS I due rossi d’uovo che avanzano dalla ricetta, li ho aggiunti ad altre uova intere per fare una’abbondante frittata di cipolle.

LUOGHI&FOTO, SALSE E CONDIMENTI, SPEZIE e SEMI, VARIE

Capperi sotto sale, le inaspettate attività della Fattoria di Castiglionchio

26 giugno 2017

La Fattoria di Castiglionchio si trova a pochi chilometri da Firenze, facilmente raggiungibile ed al tempo stesso immersa nella natura, tra boschi e vigneti. Questo antico insediamento fortificato del XXII secolo, oggi agriturismo tipicamente toscano, è ricco di storia. Lapo da Castiglionchio nato a Firenze, aristocratico la cui famiglia proveniva dal castello di Quona nella Valdifiese, amico del Petrarca, adibì la Torre ad  abitazione-studio dove conservava i documenti e le pergamene della famiglia. Ma l’aspetto più tipico di questo luogo sono gli attrezzi, i suppellettili e gli strumenti  conservati e catalogati nel piccolo Museo dell’Arte Contadina, un immenso patrimonio storico e culturale.  Continue reading “Capperi sotto sale, le inaspettate attività della Fattoria di Castiglionchio” »

curcuma, ERBE AROMATICHE, FORMAGGI, fornitori, maggiorana, mozzarella, PIATTO UNICO, piselli, PRIMI, RICETTE, riso, UOVA, VEGETARIANO

Di erbe aromatiche e di supplì

30 aprile 2016

Le erbe aromatiche, basilico, aneto, dragoncello, menta, timo per citarne alcune, hanno sempre avuto in cucina un ruolo da protagoniste, dalle antiche civiltà fino ai giorni nostri sono state usate sia per insaporire le pietanze che in cosmesi con tisane, decotti, tinture madri, grazie ai principi attivi dalle caratteristiche antibatteriche, antinfiammatorie, digestive e alle loro molteplici proprietà purificanti, idratanti ed antiossidanti.

TIMO

TIMO

Sono un prezioso aiuto in cucina, mia nonna mi ha insegnato a mettere una  foglia di alloro nella preparazione delle minestre di legumi e di cavoli , nella minestra di cavolo nero e fagioli borlotti ne metto due, così come quando cucino la trippa e le pietanze che richiedono lunghe cotture,  perché l’alloro è una pianta che ha proprietà antispasmodiche e digestive e limita la proliferazione dei batteri.

Un’altra erba che ho imparato ad usare, molto versatile dalle proprietà antifermentative, è il finocchietto selvatico che aggiungo nella cottura dei baccelli sempre presenti sulle tovaglie delle nostre scampagnate in questo periodo o amalgamato a formaggi morbidi da spalmare sul pane tostato.

Alcune tra queste piante sono ricche di vitamine A e C ed hanno un aroma che si sposa bene con tutto come il prezzemolo, tanto buono e versatile da dare vita al detto “essere come il prezzemolo” riferito ad una persona o ad una cosa che si trova ovunque. Lo si usa spessissimo nelle ricette di pesce, spaghetti alle vongole o nel polpo sotto il pesto, preparato con un trito di prezzemolo, pepe nero, olio, succo di limone, capperi, aglio e il peperoncino, per fare un paio di esempi.

SALVIA

SALVIA

Nei piatti tipici toscani, specialmente quelli dell’entroterra, sono molto presenti sia la salvia e che il rosmarino; un bel battuto di aglio, salvia e rosmarino con qualche bacca di ginepro (antireumatico e diuretico) è la base di ricette come il famoso Peposo dell’Impruneta che, come dice il nome stesso oltre al pepe, aveva bisogno di aromi intensi per coprire quel sapore delle carni che ai tempi del Brunelleschi non sempre erano fresche, aromi questi con proprietà antibatteriche, digestive e antinfiammatorie non a caso.

ROSMARINO

Alla nepitella, ottimo rimedio contro depressione ed insonnia, nel Medioevo attribuivano proprietà curative molto fantasiose, quasi magiche, oggi si usa soprattutto con i funghi, ottima nel ragù bianco di Cinta Senese con cipolla rossa, aglietto fresco, carota, pepe nero ed olio evo con il quale amo condire la pasta corta di grani antichi. 

rosmarino e maggiorana (7)

La maggiorana, che preferisco all’origano (ricco di potassio, ferro e magnesio) perché il suo profumo è più dolce e speziato, è ottima per insaporire primi piatti con sugo di pomodoro, filoncini di pane e il ripieno della carne insieme alle verdure; ne faccio grande uso anche per le sue proprietà tonico-stimolanti. La ricetta di oggi, che è una ricetta del recupero, prevede l’uso di questa erba aromatica per insaporire il risotto ai piselli avanzato con il quale ho preparato una sorta di arancini, anzi per essere precisi sono supplì da non confondersi con le crocchette che sono un’altra cosa ancora… Continue reading “Di erbe aromatiche e di supplì” »

carote, cavolo verza, cipolle, patate, RICETTE, sedano, SPEZIE e SEMI, VEG, VEGETARIANO, VERDURE

Sformato di verza con spezie berberè

27 febbraio 2016

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Il Natale scorso ho ricevuto un bellissimo regalo, mia cugina è venuta da Roma apposta per pranzare con me e nel pomeriggio è ritornata a casa. E’ una cugina speciale. Per tradizione noi festeggiamo la Vigilia a casa mia, quindi nei giorni precedenti preparo anche per il pranzo del 25 quando so che ho ospiti perchè la mattina di Natale c’è sempre da rigovernare ancora qualcosa e da mettere a posto quello che è stato rigovernato la sera prima. Tempo per cucinare poco. 

E se la Vigilia è di pesce il pranzo di Natale è: tortellini in brodo, arrosto con le patate, spinaci saltati, lesso con salsa verde, ecc… nella più classica delle tradizioni. Quest’anno invece ho pensato ad un menù diverso, ravioli ricotta e radicchio trevisano con salsa al gorgonzola ed uno sformato di verza per dare un’alternativa a chi non mangia carne. Un successo, a mia cugina è piaciuto talmente tanto che se n’è portata via una bella porzione per il giorno seguente.

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Prima che arrivi la primavera (anche se il clima è ufficialmente impazzito e non si capisce più niente) l’ho voluto cucinare un’altra volta cambiando le spezie. La prima volta avevo usato il tandoori masala mix di spezie della cucina indiana, oggi ho usato la miscela di berberè ingrediente tipico della cucina eritrea ed etiope. Quando cucinate con le spezie approfittate per salare poco, le spezie stesse doneranno sapore e sapidità alla pietanza.

Sformato di verza con spezie berberè

  • 14 foglie di cavolo verza
  • 1/2 cipolla rossa 
  • 1 gambo di sedano
  • 500 g di patate tagliate a cubetti 
  • 300 g di carote tagliate a rondelle 
  • 1 cucchiaino di berberè (mix di spezie)
  • 1 uovo
  • olio evo

Sbollentare le foglie di verza intere in acqua leggermente salata. Scolarle, aprirle e asciugarle. Cuocere le patate e le carote a vapore per 10 minuti circa. In una padella con 2 cucchiai d’olio e 2 d’acqua far stufare la cipolla ed il sedano affettati, aggiungere 1/2 cucchiaino di spezie berberè, lasciar insaporire per qualche minuto e unire le patate e le carote. Mescolare con un cucchiaio di legno, le verdure risulteranno cremose. Spegnere il fuoco e lasciar raffreddare.

Prendere le foglie di verza, allargarle delicatamente su un piano ed eliminare la costa centrale a tutte le foglie tranne a due, le più BELLE, che serviranno per la base degli stampi.

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Sbattere l’uovo ed unirlo alle verdure. Ungere con un po’ d’olio uno stampo da torta con bordo rimovibe (con queste dosi ho riempito due stampi di 15 cm di diametro), mettere una BELLA foglia di verza sul fondo e poi rivestire anche i bordi. Mettere un primo strato di verdure, poi altre due fogli di verza, ancora verdure fino a esaurimento e finire con le foglie di verza.

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Infornare a 180° per circa 25 minuti. Capovolgere lo sformato in un piatto da portata se non si stacca bene rimuovete il bordo e poi il forndo, servire.

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Le ricette del Sor Fattore #4 – Lenticchie, barbabietole e carote

25 gennaio 2016

Anche gennaio sta per finire, qui le settimane e i mesi passano troppo velocemente e questo significa che ci sono talmente tante cose di cui occuparsi che non ci si annoia davvero. Avevo promesso una ricetta pugliese dopo il mio mini-tour in quel di Lecce ed invece, prima che finisca il mese di gennaio vi propongo una ricetta tratta da un libro di cucina molto ma molto bello per il quarto appuntamento del Sor Fattore, protagonista le LENTICCHIE della Storica Fattoria Il Palagiaccio. Non è una ricetta tipica toscana ma ho pensato che comunque gli ingredienti sono quelli di stagione che troviamo nei nostri mercati, nei campi dei nostri contadini, anche se il libro da cui ho preso spunto è The Green Kitchen scritto da David Frenkiel, svedese, e Luise Vindahl, danese, che vivono a Stoccolma, decisamente lontani dalla Toscana ma solo per chilometraggio, non certo per la filosofia del mangiar sano, meglio e bene.

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Ho pensato che per il primo mese dell’anno, di questo incerto 2016, la ricetta del Sor Fattore dovesse  essere di lenticchie anche perchè questo è l’anno dei LEGUMI; l’ONU ha lanciato l’Anno Internazionale dei legumi, per chi volesse avere più informazioni consiglio la lettura di questo articolo, per quel che mi riguarda sono sempre stati presenti nella mia alimentazione, semplicemente perchè mi piacciono tantissimo, fagioli, ceci, lenticchie, ecc…

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 Lenticchie, barbabietole e carote

  • 3 barbabietole
  • 3 carote
  • 150 g di lenticchie toscane piccole 
  • 1/2 cipolla bionda
  • 2 spicchi d’aglio
  • 2 foglie d’alloro
  • 1 rametto di timo fresco
  • 1 cucchiaino di spezie in polvere (tandoori masala: coriandolo, cumino, fieno greco, peperoncino, cannella, paprika, pepe, chiodi di garofano)
  • 1 cucchiaino di concentrato di pomodoro
  • 1/2 bicchiere di vino rosso, un buon Chianti 
  • sale qb
  • 1/2 bicchiere d’acqua 
  • 2 cucchiai d’olio evo

Lessare le lenticchie dopo averle ben sciacquate per circa 20 minuti (seguire le indicazioni della confezione delle lenticchie che state usando). In una casseruola far appassire la cipolla tagliata a fette con l’aglio, unire le barbabietole e le carote lavate, mondate e tagliate a pezzi grossi, l’alloro, il timo, le spezie, il sale e cuocere a fuoco basso con il coperchio per circa 20 minuti, aggiungendo acqua se necessario. Quando le lenticchie saranno cotte, scolare ed unire alle barbabietole, sfumare con il vino rosso e lasciar cuocere ancora per circa 15 minuti. Servire come piatto unico o come contorno ben caldo.

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Prime foto con il cavalletto… (ma?!!!)

aglio, caprino sott'olio, Fornitori, Libri, PIATTO UNICO, porri, RICETTE, sedano, VEGETARIANO, zenzero

Porri e caprino sott’olio

27 ottobre 2015

 Buongiorno, un altro mese è passato, ci avviciniamo passo passo all’inverno godendoci questo autunno calmo e lento, approfittandone per vivere momenti di raccoglimento. Abbiamo spostato le lancette e le giornate sembrano  più corte, durante le passeggiate nelle prime ore del pomeriggio facciamo avidamente scorta di raggi di sole in attesa di  affrontare la stagione fredda. Amo l’alternarsi delle stagioni, amo ogni stagione per quel che è, amo l’autunno come la primavera, amo l’inverno come l’estate.

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Oggi una ricetta che vede protagonisti i porri, non nella solita vellutata o torta salata da tagliare a rondelle o frullare ma cucinati in pezzi molto grossi in agrodolce. E’ importante consumare questo vegetale in questa stagione per le sue proprietà disintossicanti  e diuretiche.

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Per questa ricetta mi sono liberamente ispirata alla ricetta che ho letto su una rivista di cucina naturale, vegetariana e vegana – Slowly Veggie! –  dello scorso mese ed ho subito voluto provarla, prima fra tutte le ricette per l’anima suggerite. Per completare il piatto ho aggiunto dei piccoli crackers già pronti a forma di coppetta ripieni di caprino sott’olio e spezie, piccante quanto basta, uno dei tanti prodotti della Fattoria il Palagiaccio. Non ricordo dove li ho comprati ma in sostituzione potete usare grissini, pane o altro che avete nella vostra dispensa.

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Porri in agrodolce con barchette di caprino piccante sott’olio

(per 2 persone)

  • 2 grossi porri
  • 2 foglie di alloro
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 pezzetto di zenzero fresco (circa 2 cm)
  • olio evo
  • 1/4 di litro d’acqua
  • sale
  • 2 cucchiai di aceto di mele
  • 1 cucchiaino zucchero di canna integrale
  • 1 gambo di sedano con le foglie
  • 10 g di uvetta ammollata in poca acqua tiepida
  • caprino piccante sott’olio Il Palagiaccio
  • crackers

Lavare e pulire i porri tenendo anche buona parte dell’estremità verde e tagliarli in quattro parti uguali. Mettere i porri in una pentola larga uno accanto all’altro con 2 cucchiaio d’olio, l’aglio e lo zenzero tagliati a fette, salare,  coprire i porri con l’acqua e cuocere fino a che si saranno ammorbiditi. Togliere i porri dalla pentola e farli rosolare in una padella antiaderente con un cucchiaio d’olio girandoli un paio di volete. Nel liquido di cottura dei porri aggiungere l’uvetta, il sedano finemente tritato, l’aceto, lo zucchero, un pizzico di sale e far ridurre di circa la metà. Comporre il piatto mettendo 4 porri conditi con la riduzione agrodolce di sedano e uvetta insieme a tre crackers con caprino piccante.

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Colazione, la cucina polacca moderna EXPO 2015

14 settembre 2015

Qualche settimana fa sono stata scelta dalla famosa rivista polacca USTA e all’Agenzia Polacca per lo Sviluppo delle Imprese (Polska Agencja Rozwoiu Przedsiebiorczosci) presente all’Esposizione Mondiale EXPO 2015 insieme ad altre 9 foodblogger italiane e 10 foodblogger polacche,  per partecipare al concorso per i blogger culinari  “Diventa ambasciatore della cucina moderna polacca!”; nonostante il momento difficile personale in cui mi trovavo ho accettato non potendo immaginare che i tempi di questo concorso coincidessero con un momento molto particolare della mia vita. Grazie anche all’incoraggiamento delle bravissime blogger con cui mi trovo a condividere questa esperienza sono riuscita, bene o male, a presentare la prima ricetta per la prima tappa del concorso: LA COLAZIONE.

Ho ricevuto un enorme pacco con 20 prodotti tipici polacchi, naturali, che serviranno per la preparazione di quattro ricette con l’intento di valorizzare un paese ricco di tradizioni ma lanciato verso l’innovazione. Per questa ricetta ho avuto in prestito tre bellissimi bricchi tipici di questi paesi, tre  “cezve” di epoche diverse una più bella dell’altra per la preparazione del caffè ed un macina caffè da Mauro Carli, uno dei maggiori collezionisti in Europa di macchine da caffè di uso domestico di cui vi ho già parlato qui. Mauro e sua moglie Daniela Tinacci sono sempre molto disponibili e gentili ed io molto fortunata ad avere amici come loro; Daniela, oltre ad essere una bravissima fotografa è anche un’eccellente cuoca ed a lei ho regalato il primo dei 5 libri che erano nel pacco. Ne dovrò distribuire altri quattro, sono bellissimi ve lo garantisco quindi seguitemi e votate le mie ricette sul sito del contest, esattamente qui per la prima ricetta:

http://www.expo.gov.pl/ricettario/159_artellette-alla-curcama-con-salsiccia-lisiecka.html 

appetito per la polonia (16) Continue reading “Colazione, la cucina polacca moderna EXPO 2015” »

curcuma, insalata, VARIE, VEG, VEGETARIANO, VERDURE

Smoothie, questo sconosciuto

2 luglio 2015

Qualche giorno fa Daniel Dal Ben del blog Daniela&Diocleziano mi ha invitata a partecipare alla sua raccolta SUMMER DETOX, una raccolta dedicata a smoothies, frullati vegetali, zuppe fredde, cocktail ecc… bene io non sapevo niente sull’argomento, anche se gli smoothies sono “il tormentone dell’estate 2015” ed è facile trovarne ovunque, riviste, libri, blog, mi sono dovuta documentare ed in pratica si tratta di bevande a base di ortaggi alle quali si può aggiungere frutta, succhi e spremute, latte, yogurt, gelati, sorbetti, erbe, spezie, ecc… 

smoothie (1)

Sono partita da una base  di pomodori misti, sedano, carote e basilico alla quale ho aggiunto curcuma, cipolla fresca bianca, lattuga riccia. Si può partire dalla base di ortaggi e aggiungere uno solo di questi ingredienti personalizzando a proprio gusto la bevanda detox.

smoothie (7)

Da tempo ho scoperto che il sedano è un alimento, anzi uno dei super alimenti, di cui non si può fare a meno e cerco di mangiarne un po’ tutti i giorni quindi non poteva mancare in questo smoothie, è ricco di fibre, aiuta la digestione eliminando i gas nell’apparato digerente, riduce trigliceridi e colesterolo, è ricco di vitamina A, consumato crudo contrasta la ritensione idrica; si iniziamo a trovare pomodori maturi buoni e saporiti, ovviamente sarebbe meglio che fossero biologici come il resto degli ortaggi perchè come per la frutta, la buccia contiene sostanze benefiche per il nostro organismo tra cui il licopene, un antiossidante naturale in grado di proteggere le nostre cellule dall’invecchiamento; le carote sono quasi prive di grassi e ricche di fibre, queste che ho usato sono arancioni ma esistono anche rosse, bianche, gialle o nero/viola e sono ricche di beta-carotene utile per contrastare i radicali liberi; il basilico ha proprietà antinfiammatorie e aiuta la digestione, non tutti sanno che è un ottimo alleato anche per capelli e pelle; per quanto riguarda la curcuma sembra che abbia in se tante di quelle proprietà benefiche che viene definita una spezia magica, a me piace molto e la uso sempre con tutte le preparazioni che prevedono il pomodoro perchè ne riduce l’acidità; la cipolla bianca, fresca, è un potente antibatterico e soprattutto in estate andrebbe consumata cruda; infine l’indivia riccia è ricca di vitamina A e K, è diuretica ed ha un effetto saziante.  Continue reading “Smoothie, questo sconosciuto” »

insalata, Libri, PIATTO UNICO, RICETTE, riso integrale, salmone, SALSE E CONDIMENTI, semi di sesamo

Insalata di riso venere e salmone affumicato

12 maggio 2015

riso venere e salmone (18)

Quando Francesca e Vincenzo con la figlia Margherita sono venuti a cena a casa mia, hanno portato un dono meraviglioso, anzi tre. Tre confezioni di riso, riso BALDO INTEGRALE, riso CORALLO e riso VENERE, belli da vedere e buoni da mangiare. Amici cari che sapendo della mia passione per il cibo e la cucina mi hanno regalato qualcosa che sapevano avrei apprezzato tantissimo. Francesca a dire il vero è sempre molto generosa, l’anno passato mi portò l’origano e le mandorle dalla Sicilia, altri doni graditissimi; l’origano lo uso con parsimonia ma lo uso spessissimo, le mandorle sono sottovuoto e ancora non ho aperto la confezione, aspetto una ricetta speciale, magari i cantuccini…

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Ma torniamo al riso, oggi ho usato il riso VENERE, quello nero dall’intenso profumo, richiede una lunga cottura 35/40 minuti ma le sue proprietà sono così tante che vale la pena avere un po’ di pazienza ed inserirlo più spesso nella nostra dieta. Oltre a calcio, vitamine e ferro è ricco di antociani, cioè antiossidanti capaci di contrastare i radicali liberi ed è infatti considerato un super alimento. 

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La ricetta che vi propongo è un’insalata condita con una vinaigrette particolare, ho preso spunto da un’insalatona descritta nel libro intitolato RISO! di Laurence e Gilles Lauderon, adattandola agli ingredienti che avevo in casa, in pratica solo il salmone affumicato è l’ingrediente che è presente nella ricetta originale. Oltre al tempo di cottura del riso c’è solo da preparare il condimento e tagliare il salmone a striscioline, veramente molto semplice.

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Insalata di riso venere con salmone affumicato e vinaigrette

  • 250 g di riso venere
  • 200 g di salmone affumicato
  • 2 cucchiai di semi di sesamo bianchi

per la vinaigrette

  • 1 cucchiaio di senape di Digione
  • 1 cucchiaio di aceto di mele
  • 1 cucchiaio di sciroppo d’agave
  • 1 cucchiaio di JIANGYOU salsa di soia
  • 3 cucchiai di olio di semi di vinacciolo

Sciacquare bene il riso e cuocerlo a fuoco lento per 35 minuti in acqua bollente leggermente salata. Nel frattempo preparare la vinaigrette sbattendo bene tutti gli ingredienti con una forchetta fino a che non si sarà formata una cremina densa color nocciola. Quando il riso è pronto, deve rimanere un po’ al dente, scolarlo e passarlo velocemente sonno l’acqua fredda, metterlo in una ciotola, condirlo con la vinaigrette e i semi di sesamo leggermente tostati in padella per un paio di minuti e finire con il salmone affumicato tagliato a stiscioline. Buon appetito.

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asparagi, crespelle, pecorino, PIATTO UNICO, PRIMI, RICETTE, ricotta, RISTORANTI, VARIE, zafferano

Una cena Da Burde e le crespelle agli asparagi

9 aprile 2015

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Finalmente sono riuscita ad andare a cena alla Trattoria Da Burde! Quest’anno per il mio compleanno ho passato una magnifica giornata a Firenze, tra shopping e gastronomia. Ho scoperto la cucina di Paolo Gori qualche mese fa, come ho già raccontato qui, guardando alla televisione l’esecuzione della ricetta del cacciucco di ceci. E’ stato amore a prima “ricetta”… una cucina semplice, della tradizione toscana e fiorentina in particolare, che esalta i sapori veraci e la qualità dei singoli prodotti. Sfortunatamente non sono riuscita ad incontrare Paolo, che era impegnato altrove quella sera ma i suoi collaboratori hanno reso la serata veramente piacevole raccontandomi la storia e gli aneddoti che nel tempo hanno fatto di Burde la trattoria tanto amata e frequentata da fiorentini e non.

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Il locale è molto caratteristico, si entra dal bar-bottega per passare ad altre sale, due molto grandi ed una più piccola, la più caratteristica e suggestiva alla quale si giunge passando davanti alla grande cucina a vista. La cucina è il regno di Paolo e delle sue collaboratrici, il menù cambia spesso a seconda di quel che la stagione ed il mercato offrono, mentre Andrea si occupa della cantina e dei vini. Per iniziare ci hanno servito un piccolo antipasto di ottimo prosciutto di cinta, finocchiona fatta da Paolo e olive verdi servito su un tagliere di legno tanto per accompagnare il vino consigliatoci, Barone Ricasoli Chianti Classico DOCG Brolio Riserva 2011, per proseguire con l’assaggio di tre zuppe, una di cavolo nero e farinata, una di farro e fagioli e la classica ribollita toscana. Continue reading “Una cena Da Burde e le crespelle agli asparagi” »