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SECONDI

PESCE, PIATTO UNICO, RICETTE, SECONDI, seppie, VERDURE

Seppie in zimino con erbe di campo

31 marzo 2017

Tempo di gite e scampagnate, tempo di raccolta di erbe spontanne come radicchio, cicoria e borraggine. Oggi vi propongo un classico della cucina toscana ligure che è entrato a far parte anche di quella toscana, le seppie in zimino. La prima volta che ho assaggiato questa ricetta è stato a casa di nonna Nerina, cuoca eccellente, donna di altri tempi attenta ai particolari e amante della buona cucina. Sfortunatamente all’epoca ero giovanissima e non apprezzavo veramente la cucina, col senno di poi mi rendo conto che avrei potuto imparare molte cose da lei, ricette e aneddoti che certamente avrà trasmesso alle sue figlie ma che io mi sono persa. Quel che mi ricordo è che le seppie buone così come le cucinava nonna Nerina non le ho più mangiate. Lei le preparaava con le bietole, di questo son certa ma la ricetta che vi propongo oggi sostituiosce la bietola con le erbe di campo, qui radicchi e quelle cicoriette che si trovano in campagna insieme alla borragine che esplode spontanea a primavera. Quella lieve nota amarognola di questa verdura si sposa bene con il dolce della seppia, meglio della bietola.

La ricetta delle seppie in zimino è semplice ha solo bisogno che gli dedichiate tempo ed attenzioni. Durante la cottura lenta a fuoco basso è necessario controllare che non si aciughi troppo il sugo aggiungendo un po’ d’acqua se necessario. Riporto la definizione del vocabolario Trecani del termine ZIMINO:

“żimino s. m. [voce region., ligure (zemìn) e tosc., dall’arabo samīn «grasso, burroso»]. – Modo di cucinare alcuni pesci (o anche molluschi), consistente nel fare prima rosolare nell’olio bollente un battuto di sedano, carota, cipolla e aglio, con sale, pepe o peperoncino, pomodoro e prezzemolo, e poi farvi cuocere il pesce e insieme insaporire bietole e spinaci precedentemente lessati: tinche, calamaretti, stoccafisso in zimino; la vivanda stessa così preparata: mangiarsi due piatti di z. di baccalà (v. anche inzimino).”

La mia ricetta prende spunto da due ricette, la prima è quella di Paolo Petroni ne “Il grande libro della vera cucina toscana”, l’altra è de IlBoccaTv, seppie in zimino… ce ne vole ‘n ballino, onorevolissima fonte livornese.

Seppie in zimino con erbe spontanee

  • 4 seppie pulite (circa 1 kg)
  • 400 g di erbe spontanee lessate (radicchio, cicoria, borragine, ecc…)
  • 1 battutino do odori (cipolla, carota, sedano, aglio, prezzemolo)
  • 1 piccolo peperoncino piccante (facoltativo)
  • 1 bicchiere di vino bianco (buon vino bianco altrimenti astenersi)
  • 1 cucchiaio di concentrato di pomodoro
  • olio e.v.o., sale e pepe qb

Far imbiondire il battuto di odori in 4 cucchiai colmi d’olio, aggiungere le seppie tagliate a pezzi larghi circa 2 cm e lasciar colorire. Le seppie da bianche diventeranno rosa intenso. Aggiungere il vino bianco e lascir evaporare l’alcool a fuoco vivo. Coprire e lasciar cuocere circa 40 minuti. Le seppie rilasceranno la propria acqua ma se necessario ne andrà aggiunta altra durante la cottura. Unire il concentrato di pomodoro facendolo sciogliere bene nel sugo delle seppie, dopo 5 minuti unire le erbe spontanee lessate, strizzate e tagliate grossolanamente. Fare sempre attenzione che il sugo non si asciughi troppo e se necessario aggiungere acqua calda. Cuocere ancora dieci minuti, salare, pepape e servire accompagnando il piatto con qualche fetta di buon pane toscano.

barbabietole rosse, cavolo nero, CONCORSI&CONTEST, Fornitori, LEGUMI, Liquori, PESCE, RICETTE, SALSE E CONDIMENTI, SECONDI, stoccafisso

Stoccafisso su salsa di barbabietole e Dwójniak con fagioli di Wrzawa e cavolo nero

28 settembre 2015

stoccafisso e fagioli (58)

Portata principale – 3°  tappa della cucina polacca moderna expo 2015

Questa volta sono rientrata nei miei panni, per la terza ricetta ho scelto ingredienti per una cucina povera, quella semplice come piace a me ma non per questo meno gustosa rispetto ad una cucina più sofisticata. Molti grandi cuochi stanno tornando alle origini, cioè con le loro ricette stanno valorizzando i prodotti tradizionale mettendo il risalto gusto e abbinamenti. Nel libro APPETITI PER LA POLONIA       Siamo quasi alla fine del concorso per i blogger culinari  “Diventa ambasciatore della cucina moderna polacca!”, ho già ricevuto due ottime critiche (potete leggerle nei commenti delle ricette qui sul blog) sia per la prima che per la seconda ricetta, dalla rivista polacca USTA che con l’Agenzia Polacca per lo Sviluppo delle Imprese (Polska Agencja Rozwoiu Przedsiebiorczosci) presente all’Esposizione Mondiale EXPO 2015 ha organizzato questo contest. 

Per LA PORTATA PRINCIPALE ho pensato ad uno stoccafisso semplicemente bollito su una salsa tartare di barbabietole fatta ridurre con un idromele Dwójniak abbastanza dolce accompagnato da un’insalata di fagioli di Wrzawa e il toscanissimo cavolo nero.

Per votare la ricetta, se ti piace, clicca su questo link GRAZIE!

https://www.expo.gov.pl/ricettario/241_stoccafisso-su-crema-di-barbabietole-e-dwojniak-con-insalata-tiepida-di-fagioli-wrzawa-e-cavolo-nero.html

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ANTIPASTI, CARNE, fornitori, MENU', pici, PRANZI&CENE, PRIMI, RICETTE, SECONDI, VERDURE, vino

Menù per cena tra amici con i vini delle Cantine Natale Gini

21 gennaio 2015

Ci sono luoghi e persone che ti rimangono nel cuore inaspettatamente. Ho conosciuto Diletta Lavoratorini un paio di anni fa durante un press tour al quale sono stata invitata come food blogger in un gruppo tutto al femminile. In quell’occasione si è subito creato un feeling grazie alla professionalità, alla cordialità ed alla squisita gentilezza di questa giovane donna che si occupò del nostro gruppo coccolandoci con quelle attenzioni che si riservano solo ai cari amici, creando così una stima reciproca.

Cantine Natale Gini (81)

Qualche giorno fa Diletta mi ha contattata per farmi conoscere le Cantine Natale Gini di cui si occupa in qualità di addetta stampa, PR, marketing e responsabile vendite, sempre con la professionalità che la contraddistingue invitandomi ad una degustazione dei prodotti della Cantina. La filosofia che Lorenzo Gini, pronipote del fondatore, porta avanti nell’Azienda di famiglia mi ha conquistata così come i vini che ho degustato, nel rispetto della tradizione in questa terra del Chianti, in questi terreni colmi di quelli che Leonardo Da Vinci chiamava “nicchi” ovvero i resti fossili delle conchiglie conglomerati di carbonato di calcio ideali per la produzione vinicola, nelle zone collinari di Vinci, Cerreto Guidi e San Miniato in località S. Angelo, con esperienza, amore ed innovazione, vini di alta qualità che egli stesso definisce “vini da compagnia”, che rispecchiano uno stile di vita semplice e schietto, da mettere sulla tavola di tutti i giorni per accompagnare le pietanze che tutti i giorni prepariamo e mangiamo, vini veri. L’intera produzione delle Cantine Natale Gini occupa un posto di prestigio nel panorama vinicolo italiano ed internazionale grazie ai terreni particolarmente adatti alla produzione vitivinicola, agli stessi vitigni autoctoni toscani ed ai metodi di vinificazione realizzata nel profondo rispetto della tradizione.

Cantine Natale Gini (54)

Negli anni mi sono sempre più convinta che la condivisione di un buon piatto accompagnato da un genuino bicchiere di vino è il punto di partenza di sincere conoscenze e il consolidamento di grandi amicizie ed è proprio così che è nato il mio blog, grazie a tante cene tra amiche e nel gustare questi vini ho ritrovato l’essenza di qualcosa di intimo che si viene a creare quando le persone provano piacere a passare del tempo insieme. La mia anima da blogger, e soprattutto di buona forchetta, non poteva tacere ed ho immediatamente pensato ad un pranzo che rispettasse la tradizione toscana con ricette da abbinare a questi vini dalle piacevoli caratteristiche gustative, dall’eccellente bevibilità e dai prezzi contenuti grazie alla filiera corta, aspetto da non sottovalutare.

L’entusiasmo contagioso di Diletta, oggi come due anni fa, mi ha dato lo slancio per organizzare una cena tra amici abbinando ad ogni portata i vini delle Cantine Natale Gini e di cimentarmi nella preparazione dei pici fatti a mano. Era da un po’ di tempo che volevo provare a farli, ok ci vuole un po’ di pazienza e tanto tempo, specialmente se a tavola siamo in sei e tutte buone forchette ma il risultato vale il sacrificio; per il condimento ho pensato ad un pesto di cavolo nero, noci e pecorino così da abbinare a questo primo una bottiglia di DIRUPI, vino base dell’Azienda, Sangiovese di razza, vinificato in acciaio a temperatura controllata con macerazione delle bucce di due settimane, un parte del vino viene fatto maturare in piccole botti di rovere francese e dopo il taglio rimane quattro mesi in bottiglia prima di poter essere consumato. Un vino corposo, con un lungo retrogusto e con un intenso profumo di frutti rossi, ciliegie e vaniglia.

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CARNE, origano, Polpette, RICETTE, SECONDI

polpette classiche al sugo di pomodoro

13 ottobre 2014

polpette al sugo (7)

Questa non poteva mancare, la classica polpetta di macinato al sugo. Questa è la POLPETTA con la P maiuscola, in casa mia quando dico “stasera per cena faccio le polpette” nessuno chiede “polpette di cosa?”, tutti sanno che la polpetta per definizione è quella che fa mia madre, che ha insegnato a me, che ho insegnato a mia figlia; ognuna di noi nel prepararla apporta delle piccole modifiche, la personalizza aumentando o diminuendo qualche ingrediente ma le polpette al sugo sono solo e sempre queste, le migliori. Le polpette al sugo sono ottime anche il giorno dopo e se volete un consiglio munitevi di qualche fetta di buon pane toscano per gustare il sugo di pomodoro.

polpette al sugo (1)polpette al sugo (3)

Polpette classiche al sugo (per tante polpette perché non bastano mai)

  • 500 g di macinato di carne magro
  • 2 uova
  • 4 fette di pane secco ammollato nel latte
  • origano
  • noce moscata
  • sale
  • 1 bottiglia di salsa di pomodoro fatta in casa (o quella che comprate abitualmente, meglio bio)
  • olio evo
  • 1 spicchio d’aglio

In una ciotola mettere il macinato, le uova sbattute, le fette di pane ammollate nel latte e strizzate (volendo ci potete mettere anche un po’ di latte), l’origano ed una grattugiata di noce moscata a seconda del vostro gusto, sale quanto basta ed amalgamare bene. Intanto scaldate l’olio in un padella con l’aglio intero schiacciato, aggiungete il pomodoro e aggiustate di sale. Con le mani umide formare delle polpette e mano a mano che le avrete preparate mettetele a cuocere nel sugo di pomodoro. Tappate la padella con il coperchio e lasciate cuocere a fuoco lento per circa 15/20 minuti, girate le polpette aiutandovi con un cucchiaio e cuocete per altri 15/20 minuti. Le polpette saranno tenere e sprigioneranno un delicato profumo di origano.

 

merluzzo, PESCE, RICETTE, SECONDI

Merluzzetto al forno in due modi

12 aprile 2014

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Questa semplicissima ricetta si presta a molteplici interpretazioni, io ne ho provate due con le verdure e i frutti che avevo a disposizione, ognuno può aggiungere gli ingredienti che preferisce seguendo il proprio gusto e la stagionalità. Anche questa fa parte del progetto “Tutti pazzi per il pesce dimenticato” e farà parte con le altre mie due ricette ( crema di ceci con totano saltato e pomodoro marinato, risotto verza e sugarello ) e quelle di altre bravissime blogger, di un libro che descrive il progetto e offrirà informazioni scientifiche sulle specie. 

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Merluzzetto con porri, cipollotti freschi e goji

  • 1 merluzzetto
  • 2 cipollotti freschi
  • 1 porro
  • 20 bacche di goji ammollate nell’acqua
  • 2 cucchiai di brodo di pesce
  • sale e pepe (facoltativo)
  • olio evo

Lavare le verdure, tagliare i cipollotti a metà per il verso della lunghezza e il porro a rondelle. Pulire il pesce e adagiarlo in una pirofila sulla quale avrete messo un rettangolo di carta forno. Coprire il pesce con le rondelle del porro, il cipollotto, le bacche di goji, versare due cucchiaini brodo di pesce, salare (e pepare se lo gradite). Con la carta forno avvolgere il pesce con le verdure e formare un cartoccio, cuocere in forno a 200° per circa 15 minuti. Servire con un filo d’olio a crudo.

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Merluzzetto con porri finocchi e scorzette d’arancio

  • 1 merluzzetto
  • 1 finocchio con la sua erbetta
  • 1 arancio biologico
  • 2 sale e pepe
  • olio evo

Lavare il finocchio, mondarlo delle prime foglie sterne, tagliarlo finemente con la mandolina e tenere da parte qualche ciuffetto verde. Lavare l’arancio e tagliare con il rigalimoni la scorza. Pulire il pesce e adagiarlo in una pirofila sulla quale avrete messo un rettangolo di carta forno. Coprire il pesce con le fettine di finocchio, le scorzette d’arancio e i ciuffetti verdi, aggiungere un filo d’olio, salare e pepare. Con la carta forno avvolgere il pesce con le verdure e formare un cartoccio, cuocere in forno a 200° per circa 15 minuti. 

CARNE, pepe nero, RICETTE, SECONDI, tonno, UOVA, vitello

Vitel tonnè all’antica

27 settembre 2013

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Lo so sono molto assente, latitante ma ho veramente molto altro da fare in questo periodo. Ho un progetto da definire e mettere in pratica che richiede tutto il mio tempo e le mie energie senza contare la vita quotidiana che è ripresa a pieno ritmo con famiglia, lavoro, scuola, sport, corsi, ecc… come quasi tutte le donne mi sento una trottola! 

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Come l’anno passato per il primo giorno di scuola ho preparato un secondo pronto all’uso, versione classica del vitello tonnato.

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Vitello tonnato

  • 1 pezzo di girello da 800 g 
  • 1 bicchiere di vino bianco secco
  • 1 carota
  • 1 cipolla rossa
  • 1 foglia di alloro
  • olio evo
  • sale e pepe nero macinato fresco

per la salsa

  • 100 g di tonno sott’olio d’oliva
  • 2 filetti di acciuga
  • 1 cucchiaio di capperi (più 1 cucchiaio per la decorazione)
  • 150 g di maionese fatta in casa con succo di limone

 Far rosolare il girello in una pentola con un po’ d’olio dopo averlo sala e pepato interamente. Aggiungere il vino e lasciar sfumare. Mettere il girello in una pirofila con il sugo che ha rilasciato nella pentola, la carota e la cipolla tagliate a pezzi e l’alloro. Cuocere in forno per circa un’ora a 180° (a seconda del proprio forno). Intanto preparare la maionese con abbondante limone, in alternativa usatene una confezionata con l’aggiunta di un cucchiaino di limone. Quando la carne è pronta lasciatela raffreddare e tagliatela a fette sottili disponendole in un piatto di portata; unire il sugo con la carota e la cipolla ai capperi, all’acciuga e alla maionese frullando tutto nel mixer. Versare la salsa ottenuta sulla carne in modo da ricoprirla interamente e decorare con qualche cappero. servire a temperatura ambiente.

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Macinato in foglia di limone

24 luglio 2013

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Dopo le acciughe arrotolate in foglia di limone ho provato a fare la carne nelle foglie di limone. Mia figlia non ama molto  gli hamburger, neanche quelli fatti in casa con macinato scelto e magro quindi per dare un po’ di sapore e una nuova immagine al macinato ho provato a cuocerlo in forno tra due foglie di limone. Il limone è quello del mio giardino, non trattato e sano. Per chi non avesse voglia di accendere il forno va bene anche la cottura alla brace, attività che in estate è molto frequente; dai giardini delle case di villeggiatura è facile sentire un buon profumo di carne, pesce e verdura cotta alla brace.

macinato in foglia di limone 002

Pochi ingredienti che insaporiscono i 350 g di macinato magro; 8 foglie di limone non tratto, i filetti di 2 pomodori maturi, la scorza di un limone non trattato, 1 spicchio d’aglio tritato finemente, sale, pepe nero macinato al momento e olio evo. In questi giorni sto usando un olio un po’ più delicato di quello che uso solitamente, il mio è toscano di nome e di fatto, rustico e robusto, quello che sto usando ora è ligure, un po’ più delicato e leggero. Si uniscono tutti gli ingredienti e si formano 4 hamburger un po’ allungati, (devono avere più o meno la forma delle foglie di limone). Si adagiano 4 foglie di limone ben lavate in una pirofila unta con un po’ d’olio, si mette su ogni foglia l’hamburger, si appoggia un’altra foglia su ogni hamburger e si ferma ogni coppia di foglie con uno stecchino di legno. Si inforna per circa 15/20 minuti a 180° (a seconda del prorpio forno e a seconda del gradimento della cottura della carne).

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CARNE, CONCORSI&CONTEST, Foto, funghi, RICETTE, SECONDI, VERDURE

Ma che colore è???

8 ottobre 2012

Il marrone,  con tutte le sue sfumature nei toni dei tortora, dei beige mi piace per l’abbigliamento e per l’arredamento ma meno per un piatto… Mi riferisco al colore del contest di Cinzia e Valentina ovviamente, ottobre però è il mese perfetto per questo colore: castagne e funghi. Probabilmente ho un Santo in Paradiso che veglia su di me… ieri sono andata a fare una passeggiata munita di macchina fotografica nella speranza di trovare qualche bella immagine, qualche scorcio autunnale con i toni caldi dell’arancione e del marrone appunto (!) ed ecco che ho trovato questi funghi; com’è bella la natura, che gioia!

Ma l’entusiasmo non finisce qui. Sono tornata a casa e volevo subito scaricare le foto di questi funghi non commestibili ma tenerissimi e cosa trovo ad aspettarmi?? CINQUE meravigliosi PORCINI che l’amica della mia mamma ci ha portato, parte di una raccolta miracolosa

Basta poco per esser felici… I porcini mi piacciono fritti, in assoluto, in alternativa nel risotto o grigliati con un buon filetto, punto! Ho preparato un magnifico risotto, dose per 4 mangiato in 2 ma qualcosina è avanzato… Due cappelle le ho grigliate ed un funfhetto l’ho affettato, passato nella farina gialla e fritto, una cena da Re e Regina!

Filetto con cappella di porcino grigliata (per 2 persone)

  • 2 filetti di persone
  • 2 cappelle di fungo porcino
  • 1 spicchio d’aglio
  • nepitella
  • farina
  • olio e.v.o.
  • sale e pepe

Infarinare i filetti e rosolarli, prima da un lato e poi dall’altro, in una padella con un po’ d’olio, la nepitella e l’aglio schiacciato, salare e pepare. Pulire le cappelle dei funghi con un pennellino e cuocerle sulla griglia per qualche minuto sui due lati. Adagiare i filetti sul piatto (io li ho adagiati sulle rape cotte con aglio e peperoncino), sovrapporre i funghi e servire con olio e nepitella.

 Con questa ricetta partecipo al contest Brown like Autumn per colors&food da Valentina

 

 Con questa ricetta partecipo al contest PASSEGGIANDO NEL BOSCO.. FINO A TAVOLA da Semplicemente Buono

CARNE, emmental, Libri, LUOGHI&FOTO, pollo, prezzemolo, RICETTE, SALSE E CONDIMENTI, SECONDI

Pollo all’elbana e un bel libro

28 settembre 2012

Cavo, Rio nell’Elba, Porto Azzurro, Marina di Campo, Rio Marina, Parata-Volterraio, Capoliveri, Parata-Nisporto, Monte Perone, Poggio-La Pila, Monumento… 

Ogni anno parto con un libro nuovo da leggere, il caso ha voluto che nel libro di queste vacanze ci fosse questa ricetta, il pollo all’elbana. Le coincidenze… “La bambina che contava le formiche” di Gabriella Ganugi è stata un’intuizione, ho letto una piccola recensione sul numero di aboutfood  di luglio 2012 ed ho capito che era il libro per me; mi sono ritrovata nelle sue parole scritte con semplicità con uno stile pulito e scorrevole, nei suoi odori come la salvia che per me è l’odore delle domeniche in famiglia dell’infanzia, e la scoperta dell’importanza della cucina nel momento in cui si perde qualcosa; lo consiglio mi è piaciuto moltissimo sia la parte personale che quella che chiama meditazioni in cucina di ricette e sapori. Non amo mischiare i sapori, il pollo è il pollo, il formaggio è formaggio ma la curiosità mi ha spinto a provare questa ricetta anche se non è una di quelle che fanno parte della mia cultura culinaria! 

Ho portato il libro in ufficio per comprare gli ingredienti, quando sono tornata a casa mi sono accorta di aver dimenticato il libro, con la necessaria spiegazione della ricetta e le dosi degli ingredienti, in ufficio… poco male; la ricetta l’avevo letta ed ho improvvisato sulle quantità. Risultato: una ricetta da leccarsi le dita!

Pollo all’elbana (di Gabriella Ganugi)

  • 1 pollo tagliato a pezzi
  • farina qb
  • 2 cucchiai di olio e.v.o.
  • 250 ml di vino bianco secco
  • 120 g di formaggio groviera grattugiato
  • 1 tazza di brodo di pollo
  • sale e pepe
  • prezzemolo tritato qb 
Infarinare i pezzi di pollo e rosolarli in padella nell’olio su tutti i lati. Salare, pepare e versare i 2/3 del vino facendolo sfumare a fuoco vivo. Aggiungere il brodo di pollo e cuocere per circa mezz’ora. Aggiungere il formaggio grattato, il resto del vino e cuocere fino a che non si sarà formato un sughetto abbastanza denso. Completare con il prezzemolo tritato grossolanamente e servire caldo con abbondante sugo per fare scarpetta.
PIATTO UNICO, RICETTE, SECONDI, UOVA, VERDURE, zucchine e fiori di zucca

I colori degli ortaggi – zucchine gialle

3 settembre 2012

Oggi è la volta delle zucchine gialle e non mi è venuto niente di meglio che una bella frittatona gialla. Mia madre mi ha dato 6 uova freschissime e volevo consumarle subito. La frittata di zucchine è una di quelle pietanze che piacciono a tutti, come antipasto si trova spesso nei piatti di terra misti anche nei ristoranti di cucina tipica toscana, come secondo o piatto unico mi ha risolto molte cene in cui sei terribilmente in ritardo, non hai fatto la spesa e trovi occhi affamati che ti guardano minacciosi… 

Questa frittata è bellissima, sembra una frittata di limoni, incredibile, il sapore è il classico sapore della zucchina ma un po’ meno acuto, più dolce.

Anche questa è servita per una cena improvvisata… ore 19.00 del 15 agosto, prima telefonata, primo figlio:”Ti spiace se a cena viene anche Tizio?” “Ma certo che no, si mangia quello che c’è in frigo, improvviso qualcosa”… 15 minuti dopo, seconda telefonata, secondo figlio: “Senti, allora viene anche Caio, ah e anche Sempronio va bene? Tanto sei brava, uno più uno meno…” “Ah! Va bene, si certo; si continua a mangiare quello che c’è in frigo, magari scongelo anche il petto di pollo e mi invento qualcosa, senza troppe pretese ovviamente”… 

I figli non hanno ben chiaro che in un giorno di festa non è semplicissimo mettere 8 persone in tavola ma a dire il vero mi fa sempre piacere quando portano gli amici a casa e da quel frigorifero semivuoto è uscita una panzanella classica con pomodori, sedano, cipollotti mignon e basilico, un’ insalata di pomodori (piccadilly, neri, cuore di bue, san marzano), bocconcini di pollo al curry con padellata di carote al burro (bianche, gialle, viola e parisien carrot), una frittatona di zucchine gialle e come dessert pesche con amaretti. Ancora i miracoli non li faccio ma una cena improvvisata per otto persone riesco ancora a sostenerla con successo, specialmente se frutta e verdure sono fresche e di ottima qualità, la compagnia è piacevole e si accontenta di quel che c’è…

Frittata di zucchine gialle

  • 4 grosse zucchine gialle
  • 6 uova freschissime
  • 1/2 bicchiere di latte
  • 2 cipollotti mignon
  • olio evo
  • sale e pepe

 In una padella anti-aderente capiente far appassire i cipollotti tritati finemente con 3 cucchiai d’olio. Tagliare le zucchine gialle a rondelle e cuocerle nella padella con l’olio per una quindicina di minuti con il coperchio girandole di tanto in tanto, aggiustare di sale. Sbattere le uova con il latte, poco sale e il pepe nero macinato fresco e versarle sopra le zucchine. Cuocere fino a che non si sarà formata una base compatta, poi con l’aiuto del coperchio o di un grande piatto girare la frittata e finire la cottura sull’altro lato. Servire tiepida.