Visualizza categoria

SALSE E CONDIMENTI

LUOGHI&FOTO, SALSE E CONDIMENTI, SPEZIE e SEMI, VARIE

Capperi sotto sale, le inaspettate attività della Fattoria di Castiglionchio

26 giugno 2017

La Fattoria di Castiglionchio si trova a pochi chilometri da Firenze, facilmente raggiungibile ed al tempo stesso immersa nella natura, tra boschi e vigneti. Questo antico insediamento fortificato del XXII secolo, oggi agriturismo tipicamente toscano, è ricco di storia. Lapo da Castiglionchio nato a Firenze, aristocratico la cui famiglia proveniva dal castello di Quona nella Valdifiese, amico del Petrarca, adibì la Torre ad  abitazione-studio dove conservava i documenti e le pergamene della famiglia. Ma l’aspetto più tipico di questo luogo sono gli attrezzi, i suppellettili e gli strumenti  conservati e catalogati nel piccolo Museo dell’Arte Contadina, un immenso patrimonio storico e culturale.  Continue reading “Capperi sotto sale, le inaspettate attività della Fattoria di Castiglionchio” »

LUOGHI&FOTO, MENU', pic-nic, PRANZI&CENE, RICETTE, SALSE E CONDIMENTI, VARIE

Il mio primo Brunch

21 maggio 2017

Sono passati molti anni dal mio primo brunch ma lo ricordo ancora con entusiasmo, la prima volta che ne ho sentito parlare era il 1988 ed ero a New York City. Mio padre doveva partire per gli Stati Uniti per un viaggio di lavoro, prima tappa la capitale Washington D.C. dove avrebbe partecipato ad una conferenza dell’allora Presidente degli Stati Uniti d’America Ronald Reagan, seconda tappa New York City per poi rientrare in Europa, Londra e Roma. La data del suo viaggio coincideva con quella del mio compleanno e decise di portami con se, solo per le prime due tappe, a Londra andò solo, io tornai direttamente a Roma dove fui ospite per qualche giorno di amici di famiglia a causa di un lungo sciopero dei treni e degli aerei che mi impedì il rientro a casa. Di Washington ricordo il verde dei parchi, i musei come il National Air and Space Museum con la navetta che porto’ Armstrong a calcare i primi passi sulla Luna, la Milestones of flight, i monumenti nazionali come la Casa Bianca, il Lincoln Memorial ed il Campidoglio ma soprattutto rimasi colpita dal Cimitero nazionale di Arlington, 300.000 lapidi bianche ordinatamente disposte su questa distesa d’erba verde brillante. Qui mio padre si volle fermare davanti alla Tomb of the Unknowns -tomba al milite ignoto – dove è stato scolpito il motto che dice: Here rests in honored glory an american soldier know but to God – Qui riposa con gloria onorevole un soldato americano conosciuto solo a Dio.

Dall’ordine della capitale mi sono ritrovata nel caos della grande mela… sabato sera a New York è una cosa che non si può dimenticare tra luci, insegne, un frenetico vortice di persone e personaggi, limousine, centinaia di taxi gialli, suoni, rumori, ascensori supersonici e il ristorante girevole dove eravamo stati invitati a cena, il The View Restaurant & Lounge a Broadway dove mi servirono una magnifica aragosta con burro fuso e ketchup, fortunatamente in due ciotoline a parte. La mattina dopo, scendendo nella sala colazione dell’Hotel, mio padre mi informò che gli americami la domenica mattina, tra le 10.30 e le 15.00 circa, erano soliti consumare il brunch. Esatto, una sorta di pasto a metà tra la colazione, brekfast, e il pranzo, lunch, il brunch appunto perchè avendo fatto tardi il sabato sera non si alzano all’ora giusta per la colazione e comunque potrebbe essere presto per il pranzo o potrebbe essere tardi per il pranzo e si alzano con la voglia di una colazione abbondante… insomma noi diremmo che spilluzzicano un po’ di tutto.

Ieri ho fatto il mio secondo brunch americano con le mie colleghe blogger a casa di Marta e Chiara di La cucina spontanea con Alice di Panelibrienuvole e Ambra di A ogni pentola il suo coperchio e come al solito abbiamo passato una bellissima giornata insieme tra chiacchiere, rivelazioni, ricordi, scambi ma soprattutto a domandarci dove sono questi guadagni stratosferici di cui parlavano su Rai Tre l’altra sera durante la trasmissione di Report, no perchè a noi non risulta.

Impeccabile ospitalità, compagnia gradevolissima e menù da far invidia a quello del 1988 a New York, del resto il nostro è un duro lavoro e questi sono i sacrifici a cui andiamo incontro: pan brioche, burro aromatizzato alle erbe, uova strapazzate, guacamole, pomodori, bagel ai semi farciti in due maniere diverse, club sandwich classico e con arista e frittata, canapè con robiola e salmone, tè freddo, acqua aromatizzata con limone e menta, bloody mery analcolico, pancake con sciroppo d’acero e fragole, bakewell tart. Mi sembra di non aver scordato niente oltre al caffè ovviamente.

Club sandwich classico

  • 3 fette quadrate di pane in cassetta (possibilmente fatto in casa o dal panettiere)
  • 1 pomodoro
  • 1 fetta di tacchino
  • 2 fettine di bacon (pancetta o guanciola di maiale)
  • 2 foglioline di insalata
  • maionese
  • senape all’antica

Club sandwich alternativo

  • 3 fette quadrate di pane in cassetta
  • 1 foglia di insalata
  • 1 fetta di arista
  • 1 piccola frittata fatta con 1 uovo e 1 cucchiaio di parmigiano reggiano
  • 1 cucchiaio di formaggio spalmabile condito con sale, pepe, olio e maggiorana fresca
  • 1 pomodoro
  • senape
  • maionese

Tostare leggermente le fette di pane.

Per il club sandwich (o ClubHouse): spendere la maionese sulla prima fetta di pane in cassetta tostato, mettere l’insalata e la fetta di tacchino taglaita molto fine e grigliata, mettere la secoda fetta di pane, cospargerla con altra maionese, mettere il bacon abbrustolito, qualche fetta di pomodoro, cospargere la parte interna dell’ultima ferra di pane con la senape all’antica e chiudere il sandwich. Tagliare a metà il sandwich formando due triangoli e fermare le fette con un bastoncino di legno.

Per l’altro sandwich: spalmare la prima fetta di pane con la senape. Mettere l’insalata,  l’arista di maiale cotto al forno e tagliato molto fine, spalmare la seconda fetta di pane con la crema di formaggio da entrambe i lati, mettere la frittata. due fettine di pomodoro, plalmare l’ultima fetta con la maionese e chiudere il sandwich. Tagliare a metà il sandwich formando due triangoli e fermare le fette con un bastoncino di legno.

Servire con il bloody mary analcolico (dalla ricetta originale: 9 cl di succo di pomodoro, 1,5 cl di succo di limone, 2/3 gocce di Salsa Worcester, 1 pizzico di sale e di pepe nero, Tabasco, servire con un gambo di sedano come decorazione).

Camembert, chutney, FORMAGGI, miele, RICETTE, SALSE E CONDIMENTI, uvetta, VARIE, zucca

Ottobre, il tempo delle zucche – chutney di zucca e uvetta verde su camembert al forno #seiincucina

24 ottobre 2016

zucche-43

Sempre grazie alla generosità dei miei amici di Montescudaio sono riuscita a mettere insieme una piccola collezione di zucche, una più bella dell’altra, dalla piccola zucca che prende il nome di Turbate Turco detta anche Turbante di Aladino alla White Squash, dalla zucca Cilindrica Delicata a quelle gialle a forma di pera, a quella bianca bitolsoluta ed altre ancora. L’avrò detto migliaia di volte ma la natura è incredibilmente fantasiosa ed ogni volta ne rimango affascinata. Continue reading “Ottobre, il tempo delle zucche – chutney di zucca e uvetta verde su camembert al forno #seiincucina” »

Fornitori, gomasio, insalata, PIATTO UNICO, RICETTE, VEG, VEGETARIANO, VERDURE, zucchine e fiori di zucca

Pensavo fosse primavera – Quinoa con zucchine, pomodori secchi, olive nere e germogli di alfa-alfa

12 aprile 2016

Penavo fosse primavera, le temperature si erano alzate, l’aria fresca della mattina diventava sempre più calda con lo scorrere delle ore fino ad arrivare al caldo del dopo pranzo quando già pensavamo di prendere la prima tintarella. In questo tepore primaverile mi è venuta voglia di germogli ed ho scelto i semi di alfa-alfa, anche detta erba medica, e poi 10 gradi in meno così da un momento all’altro ma i germogli erano già pronti per la mia ricetta.

Ogni anno è così, la voglia di rinnovamento, di insalate, delle tante verdure che si trovano in questo periodo mi assale e pianifico menù verdissimi. Un paio di anni fa ho fatto germogliare  semi di lino, soia rossa e lenticchie con grande soddisfazione, quest’anno ho iniziato dall’erba medica che pare sia un concentrato di salute ma la verità è che mi piace il sapore di questi germogli e la loro croccantezza specialmente nelle insalate.

 

germogli di erba medica (18)

FOTO 1

FOTO 1

Per i germogli questa volta ho usato il metodo del barattolo di vetro; si mettono i semi sul fondo del barattolo, circa 1/2 cm, devono appena ricoprire il fondo altrimenti non hanno lo spazio per germogliare (FOTO 1).

FOTO 2

FOTO 2

Si riempie il barattolo di acqua a temperatura ambiente e si lasciano i semi in ammollo per circa 3 minuti (FOTO 2).

germogli di erba medica (31)

FOTO 3

Poi si elimina tutta l’acqua con l’aiuto di un colino, non ne deve rimanere altrimenti il ristagno rischierebbe di far marcire i semi (FOTO 3). Questa operazione andrà ripetuta due volte al giorno, mattina e sera, conservando i semi in un posto riparato da luce e polvere avendo cura di coprire il vasetto di vetro con della garza (FOTO 4).

germogli di erba medica (35)

FOTO 4

Continue reading “Pensavo fosse primavera – Quinoa con zucchine, pomodori secchi, olive nere e germogli di alfa-alfa” »

acciughe, burro, Fornitori, PANE E PANIFICAZIONE, RICETTE

Le ricette del Sor Fattore #7 – pane di segale, burro e acciughe

1 aprile 2016

Poco ma buono, potrei definire così il mio modo di mangiare, dove buono sta per “di qualità, di stagione, fresco, possibilmente di produttori locali, ecc…”. L’altro giorno invece ho scoperto che la mia alimentazione è flexitarian. Si, non lo sapevo e giuro che non l’ho fatto di proposito ma pare che sia così!! 

pane di segale, burro e acciughe (73)

In pratica, dopo essere stata etichettata come food blogger per aver aperto uno spazio virtuale sul quale scrivo e condivido ricette e foto, mi hanno fatto sapere che sono anche flexitarian, ultima moda  proveniente dall’America, perché seguo i principi dell’alimentazione vegetariana ma sono più flessibile e mi concedo un uso molto limitato di carne e pesce, quindi la mia scelta è salutare e non etica. Bella scoperta! Sinceramente non capisco bene questa esigenza di dare un nome, una definizione, di dividere tutto e tutti in caselle,  definire, classificare, qualificare, bollare qualsiasi tipologia di cosa o persona.

Nei secoli l’uomo ha cambiato più volte tipo di alimentazione dovendosi adattare al clima, al territorio, alle stagioni, a ciò che la natura offriva e soprattutto ai mezzi che aveva, per fare un esempio prima della scoperta del fuoco probabilmente l’uomo era crudista ma onnivoro, si nutriva di frutti, bacche, erbe ma anche di vermi, larve, insetti. Poi ha imparato a cacciare e pescare, a coltivare ecc… ma tutti questi cambiamenti si sono verificati in  centinaia di anni dando modo all’organismo di modificarsi ed adeguarsi. Oggi viviamo in un paese dove abbiamo tutto a portata di mano, subito ed i cambiamenti alimentari sono velocissimi tanto da non permettere al nostro organismo di adattarsi; se è vero che il sistema metabolico dell’uomo si è formato nella preistoria è anche vero che è flessibile a seconda degli stimoli che arrivano al corpo tramite i diversi alimenti. Il nostro problema non è più solo quello di soddisfare un’esigenza nutritiva di sopravvivenza ma anche e soprattutto di benessere. Quindi per non traumatizzare il nostro corpo è bene mangiare un po’ di tutto dando priorità a frutta e verdura senza escludere carne e pesce da consumare in dosi limitate, che è anche quello che diceva mia nonna. 

Ma passiamo alla ricetta del SOR FATTORE, una di quelle cose semplici e genuine che le nonne ci davano da mangiare dopo aver fatto i compiti a casa, ve lo ricordate? Io si, a volte era pane e pomodoro, altre volte solo pane, olio e sale oppure pane bagnato con vino rosso e zucchero, lo sento ancora scricchiolare sotto i denti. Capitava poi che se si saltava la merenda perché si era fatto tardi si poteva mangiare una bella fetta di pane, burro e acciughe subito prima di cena, giusto per smorzare la fame ed era l’estasi. Continue reading “Le ricette del Sor Fattore #7 – pane di segale, burro e acciughe” »

Fornitori, PRIMI, SALSE E CONDIMENTI

Le ricette del Sor Fattore #3 – Pappardelle con ragù di cinghiale

1 dicembre 2015

pappardelle al sugo di cinghiale (22)pappardelle al sugo di cinghiale (51)

Per il terzo appuntamento con le ricette del Sor Fattore vi propongo un primo che mi riporta all’infanzia quando con la famiglia andavo a pranzo da amiche di mia madre che sapevano cucinare bene soprattutto i piatti classici della cucina contadina toscana.

pappardelle al sugo di cinghiale (31)pappardelle al sugo di cinghiale (48)

Le pappardelle sono un tipico formato di pasta toscano, simili alle tagliatelle tosco-romagnole ma più larghe. E’ la classica pasta fatta in casa, ruvida che trattiene bene quei sughi della tradizione come il sugo ai funghi, alla lepre o al cinghiale, di caccia in generale. La larghezza canonica delle tagliatelle è di 7 mm, la misura delle pappardelle misurano circa una volta e mezza la larghezza delle tagliatelle, tra i 15 ed i 20 mm. Oggi le ho preparate in casa, dire a mano non è esatto visto che sia per l’impasto che per tirare la sfoglia ho usato il KitchenAid, a mano ho solo tagliato le pappardelle larghe quasi 2 cm, il proposito sarebbe quello di fare la pasta in casa almeno una volta alla settimana, la realtà è che ci riesco due o tre volte l’anno è tanto. Il sugo invece è quello del Palagiaccio, in attesa che Ambra mi insegni a cucinare il cinghiale mi sono affidata ad un ragù confezionato ma di qualità. Continue reading “Le ricette del Sor Fattore #3 – Pappardelle con ragù di cinghiale” »

ceci, insalata, insalate, lattuga, maggiorana, nocciole, olio di noci, PIATTO UNICO, RICETTE, VEG, VEGETARIANO, VERDURE

Fare la spesa, cucinare, mangiare e non sprecare; insalata di pane

6 novembre 2015

Stavo pensando che non è affatto facile. Compro troppo, mangio troppo, cucino troppo e spreco troppo. “Fare la spesa” dovrebbe essere una materia scolastica insegnata fin dalle elementari, forse anche prima. Ci sono vari motivi per cui sbagliamo a fare acquisti a partire dal consumismo, parola astratta ma che ognuno di noi ha fin troppo radicata nel proprio DNA, nevrosi da acquisto compulsivo, mode alimentari del momento sommate alle reali esigenze della famiglia, ecc… Ad esempio io compro cavoli, porri, ceci, quinoa e miglio ma a cena i figli vogliono pollo arrosto con patate fritte e nel tentare di trovare una pietanza che accontenti tutti finisce che si mangia pasta al pomodoro con la conseguenza che mi ritrovo un sacco di cose che non riuscirò a consumare da sola e che andranno sprecate. Oppure compro farine integrali bio e confeziono confetture homamade da brava casalinga per preparare dolcetti sani e gustosi ma non avendo il tempo per cucinarli nella dispensa finiscono biscotti e brioches industriali pronti all’uso per la merenda dei figli affamati. C’è qualcosa che non torna. Colpa delle cattive abitudini della famiglia, del poco tempo a disposizione in questa vita sempre di fretta ma anche mia che compro libri e riviste di cucina fonte inesauribile di desideri e voglie da soddisfare. Necessita un reset.

insalata di pane (7)

Qualche anno fa (esattamente in questo periodo, non dev’essere una coincidenza) mi sono messa in testa di svuotare la credenza piena di cibo che non volevo andasse sprecato cercando di non comprarne altro, esperimento riuscito ma solo a metà perchè dopo essere riuscita a far fuori tutto quello che c’era in frigo-freezer-dispensa-ecc…  nel giro di pochissimo tempo sono riuscita a rifornirmi di cibarie come se andassimo incontro ad un lungo periodo di carestia o come se fossimo costretti a vivere in un rifugio antiatomico per mesi! Già allora mi sarei dovuta render conto che c’era qualcosa che non tornava…

In questa fase di riordino e cambio armadi stagionale non ho trascurato la cucina ed ho deciso di riprovarci magari insieme a voi ed ai vostri consigli, passo passo insieme, aiutandoci vicendevolmente. Per prima cosa ho fatto un controllo sulle scadenze degli alimenti; primo smacco, moltissime cose tra cui farine, sali (è più una collezione che una necessità), confezioni di frutta secca e legumi erano scaduti da moltissimo tempo, un pacco di riso aveva addirittura ospitato quelle orribili farfalline (blea!!!). Secondo controllo in freezer dove ho trovato oggetti non ben identificati che giacevano ormai trasformati e mutati, diventati una cosa sola con la struttura stessa del freezer, secondo smacco. Nel frigo e nella dispensa (altra stanza diversa dalla cucina dove, nel mobile bianco, ripongo le scorte) è andata meglio, poche cose freschissime e commestibili in frigo e conserve di pomodoro e frutta perfettamente integre e lontanissime dalla data di scadenza nella dispensa. 

sale (6)

Adesso la parte più difficile, non comprare o meglio non comprare quantità industriali di qualsiasi cosa. Al momento porgo l’attenzione solo verso i generi alimentari, tralascio detersivi e altri prodotti per la casa ma ci sarebbe da parlare anche di questo, una cosa alla volta, mai mettere al troppa roba al fuoco (giusto per rimanere in tema) altrimenti faccio confusione e mi scoraggio prima ancora di iniziare. Oggi quindi non farò la spesa sia per non cadere in tentazione sia per consumare prima quello che ho già comprato: quelle patate viola che stimolano la mia fantasia, quei biscotti senza zuccheri aggiunti di farina di farro integrale che sono tanto sani e quel formato di pasta perfetto per la prossima ricetta del blog non li comprerò fino a quando non avrò consumato le patate che ho già, i biscotti che comunque potrei fare in casa e la pasta che può aspettare tranquillamente la fine degli altri pacchi già comprati.

E tutte quelle ricette buonissime che sono sulle 4 riviste di cucina del mese di Novembre appena comprate – compulsivamente-?? Facendo un calcolo approssimativo, calcolando che ogni giorno ci sono almeno 3 pasti principali nei quali però non mangiamo mai antipasto, primo, secondo, contorno e dolce ma solo un paio di queste categorie per volta, per farle tutte nel mese di novembre dovrei cucinare 6 o 7 ricette diverse ogni giorno avendo le giornate libere e di almeno 48 ore ed uno stipendio che mi permetta di comprare tutti gli ingredienti descritti dalle spezie e dalle farine introvabili ai tagli di carne molto costosi o alle verdure coltivate solo in piccole località sperdute situate nell’altro emisfero della terra. Senza parlare dei tre libri di cucina (bellissimi) che mi sono regalata a fine mese. Quindi? 

insalata di pane (14)insalata di pane (26)

Quindi niente, la parola magica è “rimanere con i piedi per terra”. Se la ricetta parla di farro e in dispensa avete un pacchetto di farro, usate quello, vi assicuro che nessuno ve ne farà una colpa. Oggi ad esempio, prendendo spunto da una ricetta delle famose 4 riviste di cui sopra, userò quello che ho in casa; in pratica non avevo nessun ingrediente tra quelli elencati ma avevo comunque un altro tipo di insalata, un altro tipo di legume, un altro tipo di erba aromatica e del pane di ieri (che oggi è pane raffermo o posato come si dice in Toscana) dal momento che oggi non l’ho comprato, un altro tipo di olio, quello di noci comprato in Francia a giugno (altri ingredienti non li avevo e non li ho messi) ed il pranzo è servito con un po’ d’uva rossa per finire. Per la cena ancora pane raffermo per una splendida e confortevole pappa al pomodoro cucinata seguendo una nuova ricetta, un barattolo di pelati home made perché non è più il momento di comprare i pomodori freschi (siamo a Novembre le mie piante di pomodoro ho finito da un pezzo il loro ciclo vitale) il basilico che cresce ancora felice in giardino accanto alla maggiorana (anche se siamo a Novembre buon per lui), aglio, olio evo e pepe nero macinato fresco, una frittata di patate (così le faccio fuori e la prossima volta potrò comprare quelle viola) e sedano ed anche la cena è servita senza aver fatto la spesa con una parte di verdure fresche e qualcosa di conservato ma al naturale. Niente sprechi, usando le dosi che abbiamo a disposizione rimanendo elastici sulla scelta dei prodotti che offre il mercato in questa stagione e tanta salute e tanta bontà. La prima regola è: TROVARE IL TEMPO, la seconda è: POCO è MEGLIO. Vi lascio la ricetta e aspetto i vostri suggerimenti preziosi.

insalata di pane (38)insalata di pane (33)insalata di pane (37)

Insalata con pane raffermo

  • 3  fette di pane raffermo toscano (non salato tipo Montegemoli)
  • 1 cucchiaio di olio evo
  • insalata a piacere
  • 100 g di ceci lessati
  • quelche fogliolina di maggiorana
  • 10 g di nocciole
  • sale qb
  • Jiangyou (salsa di soia)
  • olio di noci qb

Tagliare le fette di pane a cubetti e saltarle in padella con l’olio evo e poco sale. Aggiungere anche le nocciole schiacciate grossolanamente e tostare qualche minuto.  Lavare e tagliare l’insalata, metterla in una ciotola, unire il pane, le nocciole, i ceci, le foglie di maggiorana e condire con olio di noci e salsa di soia.

insalata di pane (10)

 

cipolle, FORMAGGI, Fornitori, Gran Mugello, miele, RICETTE, SALSE E CONDIMENTI

Le ricette del Sor Fattore #1 Confettura di cipolla rossa toscana

23 ottobre 2015

Ho preso molto seriamente l’incarico che la Storica Fattoria Palagiaccio mi ha affidato:

ATTESTATO DI MERITO per l’importante risultato ottenuto nel Food Blogger Contest “Latti da Mangiare” , dovuto all’assiduo impegno teso alla divulgazione, alla corretta informazione e alla proposta delle Eccellenze Agroalimentari di filiera corta a km 0: viene per tali meriti conferita la qualifica professionale onorifica di “SOR FATTORE” della Storica Fattoria Palagiaccio dal XIII sec. Tale riconoscimento per l’impegno, la passione e l’inventiva Le attribuisce di diritto per un anno l’incarico di “AMBASCIATORE” della vera cultura agroalimentare toscana, che Ella vorrà adempire con professionalità e passione nell’interesse generale del Paese. Scarperia, 04/10/2015 – Dr Luigi Achille Bolli.

ed ho deciso di preparare una ricetta al mese selezionando alcuni dei prodotti della fattoria stessa e in generale prodotti tipici toscani. A partire dalla produzione di latte esclusivamente del Mugello, la fattoria Il Palagiaccio realizza  una vasta gamma di latticini, formaggi freschi e stagionati, fino a promuovere alcune realtà locali. L’appellativo di Sor Fattore mi ha riportato ai racconti di quelle antiche famiglie contadine toscane quando la cena era il momento di riferimento dell’intera giornata agricola, dove attorno al tavolo ci si nutriva, si raccontava la giornata e si organizzava il lavoro per il giorno seguente con lo scoppiettio del fuoco del grande caminetto come sottofondo. Iniziamo dalla cipolla rossa toscana.

cipolla rossa toscana (6) cipolla rossa toscana (4)CONFETTURA DI CIPOLLE ROSSE #1 (10)CONFETTURA DI CIPOLLE ROSSE #1 (11)

L’altra sera ho organizzato una piccola degustazione tra amici con 5 formaggi della Fattoria Palagiaccio, CAPRINO DI LATTE VACCINO SOTT’OLIO DI OLIVA E SPEZIE, DIAVOLINO MUGELLANO, BIANCO MUGELLO, FIOR DI MUGELLO e GRAN MUGELLO. Per accompagnare questi formaggi, oltre al miele di acacia Palagiaccio, ho preparato un chutney di pere e zenzero ed una composta di cipolle rosse particolarmente adatta per formaggi stagionati come il Gran Mugello Ubaldino. Nell’ottica di valorizzare il territorio della Regione Toscana per questa preparazione ho acquistato cipolle rosse toscane bio a km zero. Tra le varietà toscane troviamo la cipolla rossa di Certaldo, la cipolla rossa vernina di Firenze a forma di trottola, la cipolla dolce savonese coltivata nel Valdarno nelle province di Firenze ed Arezzo e la classica cipolla rossa toscana, per citarne alcune.

CONFETTURA DI CIPOLLE ROSSE #1 (3)CONFETTURA DI CIPOLLE ROSSE #1 (17)CONFETTURA DI CIPOLLE ROSSE #1 (5)

Confettura di cipolla rossa toscana piccante

  • 800 g di cipolle rosse toscane
  • 2 cucchiai di olio extravergine d’oliva
  • 200 g di zucchero di canna integrale
  • 1/ bicchiere di vino bianco fermo
  • 1 cucchiaino di erbe aromatiche, timo e maggiorana tritati
  • 1 peperoncino piccante tritato
  • sale e pepe qb

Mondare e affettare finemente le cipolle, metterle in una pentola capiente con l’olio, le erbe aromatiche, il peperoncino e cuocerle a fuoco basso lentamente fino a farle diventare morbide, non devono soffriggere. Unire lo zucchero di canna, il vino bianco, lasciarlo sfumare, salare e pepare leggermente, tappare la pentola con il coperchio e lasciar cuocere sempre a fuoco basso fino a che la confettura si sarà addensata, per circa un’ora. Lasciar raffreddare e servire con formaggi stagionati.

Se la volete conservare mettete la confettura ancora bollente in un barattolo sterilizzato, chiudete bene il coperchio, capovolgete e lasciate raffreddare fino a che si sarà formato il sottovuoto.

cipolla rossa toscana (8)

barbabietole rosse, cavolo nero, CONCORSI&CONTEST, Fornitori, LEGUMI, Liquori, PESCE, RICETTE, SALSE E CONDIMENTI, SECONDI, stoccafisso

Stoccafisso su salsa di barbabietole e Dwójniak con fagioli di Wrzawa e cavolo nero

28 settembre 2015

stoccafisso e fagioli (58)

Portata principale – 3°  tappa della cucina polacca moderna expo 2015

Questa volta sono rientrata nei miei panni, per la terza ricetta ho scelto ingredienti per una cucina povera, quella semplice come piace a me ma non per questo meno gustosa rispetto ad una cucina più sofisticata. Molti grandi cuochi stanno tornando alle origini, cioè con le loro ricette stanno valorizzando i prodotti tradizionale mettendo il risalto gusto e abbinamenti. Nel libro APPETITI PER LA POLONIA       Siamo quasi alla fine del concorso per i blogger culinari  “Diventa ambasciatore della cucina moderna polacca!”, ho già ricevuto due ottime critiche (potete leggerle nei commenti delle ricette qui sul blog) sia per la prima che per la seconda ricetta, dalla rivista polacca USTA che con l’Agenzia Polacca per lo Sviluppo delle Imprese (Polska Agencja Rozwoiu Przedsiebiorczosci) presente all’Esposizione Mondiale EXPO 2015 ha organizzato questo contest. 

Per LA PORTATA PRINCIPALE ho pensato ad uno stoccafisso semplicemente bollito su una salsa tartare di barbabietole fatta ridurre con un idromele Dwójniak abbastanza dolce accompagnato da un’insalata di fagioli di Wrzawa e il toscanissimo cavolo nero.

Per votare la ricetta, se ti piace, clicca su questo link GRAZIE!

https://www.expo.gov.pl/ricettario/241_stoccafisso-su-crema-di-barbabietole-e-dwojniak-con-insalata-tiepida-di-fagioli-wrzawa-e-cavolo-nero.html

appetito per la polonia Continue reading “Stoccafisso su salsa di barbabietole e Dwójniak con fagioli di Wrzawa e cavolo nero” »

CONCORSI&CONTEST, DOLCI, Fornitori, menta, SALSE E CONDIMENTI

Cupola di caramello con panna cotta DAIDAI e salsa di menta, non c’è due senza tre!

22 maggio 2015

pannacotta in rete di caramello e salsa di menta (36)

Si, confesso ci ho preso gusto. Oggi è Santa Giulia, patrona di Livorno e non si lavora, perlomeno il mio ufficio è chiuso e siccome mi sono alzata anche oggi alle 5.30 nonostante potessi rimanere a letto a poltrire, dopo aver pulito quei tre pezzi scalcinati di argenteria mi è venuta l’idea per un’altra ricetta per il contest della Gelateria Artigianele DAIDAI.

pannacotta in rete di caramello e salsa di menta (24)pannacotta in rete di caramello e salsa di menta (29)

La panna cotta è uno dei pochi dolci che mi è sempre piaciuto e dopo aver assaggiato la versione gelato del DAIDAI mi è venuta in mente l’Isola d’Elba, si proprio L’isola d’Elba, a volte le associazioni gusto luoghi sono bizzarre ma ricordo una meravigliosa panna cotta la menta che è diventato il mio cavallo di battaglia come fine pasto di molte mie cene, servita con del caramello liquido. Non potendo preparare la panna cotta con la menta dentro ho pensato di preparare una crema alla menta, rigogliosissima nei nostri giardini in questi mesi e profumatissima. La salsa home made deve mantenere l’aspetto rustico di una salsa casalinga, con le foglie tritate ma visibili, ben lontana da quegli sciroppi all’aroma di menta che si trovano in commercio però se non avete tempo vi do il permesso di usarli.

pannacotta in rete di caramello e salsa di menta (50)pannacotta in rete di caramello e salsa di menta (30)

La presentazione sotto la cupola di caramello è stata difficoltosa… dopo un paio di prove fallite in cui nel cercare di staccarla dalla sfera precedentemente unta con olio di vinacciolo si è miseramente sbriciolata, al terzo tentativo ci sono riuscita, bellissima ma vi avverto, se dovessi andare tra i finalisti e presentare questa ricetta SCORDATEVI la cupola, posso fare una per come campione ma nel caso (come per il cooking show) dovessi prepararne una certa quantità per farla assaggiare ai giudici e al pubblico, il caramello sarà una griglia piatta come nelle foto qui sotto!

pannacotta in rete di caramello e salsa di menta (32)pannacotta in rete di caramello e salsa di menta (33)pannacotta in rete di caramello e salsa di menta (35)pannacotta in rete di caramello e salsa di menta (49)

Cupola di caramello con panna cotta DAIDAI e salsa alla menta

  • 1 panna cotta DAIDAI
  • 4 o 5 cucchiai di zucchero semolato
  • olio di vinacciolo (o olio di semi, il più neutro e insapore possibile)
  • qualche fogliolina di menta fresca per la decorazione

per la salsa alla menta

  • 10 g  di foglie di menta
  • 50 ml di latte 
  • 1 cucchiaino di zucchero
  • 1/2 cucchiaino di frumina

In una padellina antiaderente sciogliere lo zucchero. Con un cucchiaio formare una rete con il caramello liquido sopra una semisfera di vetro unta con dell’olio e lasciar solidificare. preparare la salsa alla menta. Far bollire nel latte le foglie di menta ben lavate e asciugate, aggiungere lo zucchero e la frumina e cuocere qualche minuto fino a che la salsa sarà diventata cremosa. Frullare tutto col minipimer e passare al setaccio se necessario. Prendere la panna cotta e adagiarla sul piatto di portata, versare la salsa alla menta, adagiare la cupola che avrete staccato delicatamente, molto delicatamente dalla semisfera di vetro e decorate con delle foglioline di menta fresca.

pannacotta in rete di caramello e salsa di menta (4)

 

11083846_443813695773970_3150392122587737729_n

Con questa ricetta partecipo al contest “Una ricetta per Caffè DAIDAI”