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Giulia e “La cucina dei Mercati in Toscana”

2 marzo 2017

Il 2017 è iniziato con non poche complicazioni che mi hanno portato a rivedere alcune cose. Sono sempre stata convinta che i cambiamenti facciano bene, che siano colpi di testa o scelte ragionate, che siano imposti o che dipendano dalla nostra volontà mi sono accorta che a me cambiare fa bene. Da piccola ogni tanto spostavo la disposizione dei mobili della mia stanza con grande disappunto di mia madre ma questa era già la mia personalità che aveva bisogno di esprimersi. Adesso, con qualche anno in più di vita vissuta, sono molto felice quando riesco a vedere le cose da un nuovo punto di vista pur rimanendo fedele a me stessa, a quello che è la mia vita, la mia persona, il mio essere. Questa premessa perchè anche se siamo a febbraio, questo è il primo post del 2017 e voglio iniziare parlandovi di Giulia, del primo incontro e di quando è venuta con Tommaso a Livorno.

Qualche anno fa, esattamente nel novembre del 2012, quando questo spazio virtuale era ancora alle prime ricette, andai a vedere la presentazione di un libro a Viareggio e lì incontrai Giulia. Il libro presentato non era uno dei suoi ma di una sua amica, una blogger che seguivo, Giulia era di supporto nella realizzazione dal vivo di alcune ricette. A quei tempi non lo sapevo ma quello era ciò che i moderni chiamano “cooking demo”. Per me tutto questo era emozionante, due blogger che cucinavano in un bellissimo negozio di casalinghi per presentare un libro di cucina; un sogno!

Da allora sono passati alcuni anni ma con Giulia sono rimasta in contatto; ho potuto conoscerla prima virtualmente tramite il suo blog, amato e seguito da molti, poi sfogliando le pagine del sul libro “I love Toscana”, in seguito ho avuto il piacere di fare da tester durante la stesura di un altro suo libro “Cucina da chef con ingredienti low cost” ricevendo i ringraziamenti per la collaborazione a pag.241 (…son soddisfazioni!!!) ed a settembre del 2015 ci siamo incontrate.

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Mi ha contattata per avere qualche informazione sui mercati che si svolgono abitualmente a Livorno per una ricerca che stata svolgendo in quei mesi ed io mi sono offerta di farle da guida. La mattinata passata con Giulia e Tommaso la ricordo con tanto affetto, era per me un momento non proprio felice ma con loro è arrivato il sole ed una ventata di serenità per cui li ringrazio ancora di avermi coinvolta in questo loro progetto. Qualche giorno fa finalmente è arrivato, attesissimo, il libro “La cucina dei mercati in Toscana”. Bello? Di più!!! Sapere cosa c’è tra le righe di questo libro, il lavoro, l’impegno, la determinazione, l’interesse sincero per le persone che ha incontrato, la gioia ed anche la fatica che hanno portato a questo risultato me lo fa apprezzare ancora di più.

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Sulla mia copia autografata Giulia ha scritto:

“… E’ stato bellissimo vedere Livorno attraverso i tuoi occhi e scoprirla più bella di sempre…”

Così, sfogliando le pagine di questo libro ho potuto vedere i mercati della nostra bella Toscana con i suoi occhi, i loro occhi, attraverso le ricette ma soprattutto leggendo le storie che legano le persone a luoghi e ricordi. Un viaggio in cui Giulia accompagna il lettore trasmettendo amore e rispetto per questa bella terra con immagini suggestive, profumi, persone e personaggi, racconti, aneddoti, indicazioni e suggerimenti. Oltre alla bella dedica ho ricevuto anche questa volta i ringraziamenti ufficiali a pagina 365 (…e son altre piccole soddisfazioni!!!). Spinta dall’entusiasmo ho preso il libro e l’ho usato prima come come guida turistica, alla ricerca di produttori e mercati in quel di Cortona e poi come ricettario seguendo una delle ricette di Giulia; provate anche voi, sarà divertente ed istruttivo.

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Risotto alla Borragine di Jul’s Kitchen

(liberamente tratto, con qualche modifica, da “La cucina dei mercati in Toscani” di Giulia Scalpaleggia)

per 1 persona

  • una manciata abbondante di foglie di borragine
  • 1 scalogno
  • 80 g di riso
  • 6 nocciole
  • 1 cucchiaio di pecorino romano grattugiato
  • olio evo
  • sale

Lavare e cuocere per circa 15 minuti in acqua bollente e leggermente salata le foglie di borragine. Scolare  tenendo da parte l’acqua di cottura. Frullare la borragine con un mestolo di acqua di cottura. In una casseruola far appassire lo scalogno tritato con poco olio, aggiungere il riso e farlo tostare un minuto, coprire con l’acqua di cottura della borragine e portare a cottura. a fuoco spento mantecare con la crema di borragine e il pecorino. Servire nei piatti guarnendo con le nocciole sbriciolate e qualche petalo di fiore di borragine.

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Riso al cavolfiore e melograno mantecato con mascarpone – #ilpalagiaccio

15 novembre 2016

Siamo già a novembre, siamo passati dalle Zucche di Halloween alle vetrine natalizie in un batter d’occhio. In questo autunno che ci mette a dura prova con cambi repentini di temperature, da sole a pioggia, da magliette a maniche corte a piumini imbottiti e poi ancora caldo ed il giorno dopo freddo. Un’alternanza a cui fatico ad adattarmi. E così anche in cucina è difficile aver voglia di un buon minestrone caldo quando fuori ci sono ventisei gradi ma non ho riesco neanche più a mangiare panzanella e caprese, questi poveri pomodori avranno pur diritto a riposarsi dopo l’estate.

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Anche questo mese volevo partecipare alla sfida degli ingredienti ma sono stata tratta in inganno a causa di una incomprensione dialettale, diciamo così, ed ho sbagliato ingredienti. A Livorno il cavolo, detto anche “la palla, è il cavolfiore e quindi nella dicitura cavolo/venza ho pensato che ci fosse la possibilità di scegliere tra cavolo come cavolfiore e verza come cavolo verza, del resto nel mese di ottobre tra gli ingredienti facoltative c’era la dicitura camembert/brie che sono due formaggi diversi e si poteva scegliere tra uno dei due. Poco male, dopo un breve momento di gloria, la mia ricetta è uscita dalla gara. Sarà per la prossima volta.

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Mi consolo con questo risotto, che anche se con gli ingredienti sbagliati, è un lodevole comfortfood, uno di quei piatti che scaldano le fredde giornate di Novembre. Per mia natura e per esperienza, sono fermamente convinta che alla base di un buon piatto ci siano buoni ingredienti e per buono intendo di qualità. Diffido sempre di quei ristoranti che hanno piatti troppo complicati con una serie di ingredienti infinita, specialmente quando sono ristoranti di basso/medio livello (i grandi chef fanno parte di un altro pianeta); o sei uno stellato e quindi sai come abbinare tanti ingredienti, sai come armonizzarli ed esaltarli o secondo il mio modesto parere sarebbe meglio non azzardare troppo e mantenere un profilo più contenuto. Per avere un ottimo risultato basta saper scegliere la materia prima, fresca, di stagione, locale e meglio ancora conoscere produttori per poterci fidare di ciò che usiamo ed io nel mio piccolo scelgo il mascarpone del Palagiaccio, fattoria che ho visitato che da un latte squisito produce latticini molto buoni, il cavolfiore dell’orto e il melograno dell’albero in giardino. Il risultato è garantito.

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Riso con cavolfiore e melograno mantecato con mascarpone

  • 320 g di riso Carnaroli
  • mezzo cavolfiore
  • 1 melograno maturo
  • 3 cucchiai di MASCARPONE Il Palagiaccio
  • 1 cucchiaio d’olio
  • sale
  • pepe bianco macinato fresco

Lavare il cavolfiore, tagliarlo a cimette e cuocerlo a vapore. Mettere a bollire il riso in acqua leggermente salata. Nel frattempo aprire il melograno, tenere da parte due cucchiai di chicchi interi ed estrarre dalla parte restante il succo. In una casseruola saltare le cimette di cavolfiore con l’olio schiacciandole con la forchetta, salare, scolare il riso tenendo da parte un po’ d’acqua di cottura ed unire al cavolfiore. Mantecare il tutto con il mascarpone, macinare un po’ di pepe bianco e versare il riso nei piatti. In ogni piatto aggiungere qualche chicco di melograno ed un cucchiaio di succo di melograno. Servire.

CON QUESTA RICETTA PARTECIPO AL MASCARPONE CONTEST DELLA FATTORIA IL PALAGIACCIO

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Di erbe aromatiche e di supplì

30 aprile 2016

Le erbe aromatiche, basilico, aneto, dragoncello, menta, timo per citarne alcune, hanno sempre avuto in cucina un ruolo da protagoniste, dalle antiche civiltà fino ai giorni nostri sono state usate sia per insaporire le pietanze che in cosmesi con tisane, decotti, tinture madri, grazie ai principi attivi dalle caratteristiche antibatteriche, antinfiammatorie, digestive e alle loro molteplici proprietà purificanti, idratanti ed antiossidanti.

TIMO

TIMO

Sono un prezioso aiuto in cucina, mia nonna mi ha insegnato a mettere una  foglia di alloro nella preparazione delle minestre di legumi e di cavoli , nella minestra di cavolo nero e fagioli borlotti ne metto due, così come quando cucino la trippa e le pietanze che richiedono lunghe cotture,  perché l’alloro è una pianta che ha proprietà antispasmodiche e digestive e limita la proliferazione dei batteri.

Un’altra erba che ho imparato ad usare, molto versatile dalle proprietà antifermentative, è il finocchietto selvatico che aggiungo nella cottura dei baccelli sempre presenti sulle tovaglie delle nostre scampagnate in questo periodo o amalgamato a formaggi morbidi da spalmare sul pane tostato.

Alcune tra queste piante sono ricche di vitamine A e C ed hanno un aroma che si sposa bene con tutto come il prezzemolo, tanto buono e versatile da dare vita al detto “essere come il prezzemolo” riferito ad una persona o ad una cosa che si trova ovunque. Lo si usa spessissimo nelle ricette di pesce, spaghetti alle vongole o nel polpo sotto il pesto, preparato con un trito di prezzemolo, pepe nero, olio, succo di limone, capperi, aglio e il peperoncino, per fare un paio di esempi.

SALVIA

SALVIA

Nei piatti tipici toscani, specialmente quelli dell’entroterra, sono molto presenti sia la salvia e che il rosmarino; un bel battuto di aglio, salvia e rosmarino con qualche bacca di ginepro (antireumatico e diuretico) è la base di ricette come il famoso Peposo dell’Impruneta che, come dice il nome stesso oltre al pepe, aveva bisogno di aromi intensi per coprire quel sapore delle carni che ai tempi del Brunelleschi non sempre erano fresche, aromi questi con proprietà antibatteriche, digestive e antinfiammatorie non a caso.

ROSMARINO

Alla nepitella, ottimo rimedio contro depressione ed insonnia, nel Medioevo attribuivano proprietà curative molto fantasiose, quasi magiche, oggi si usa soprattutto con i funghi, ottima nel ragù bianco di Cinta Senese con cipolla rossa, aglietto fresco, carota, pepe nero ed olio evo con il quale amo condire la pasta corta di grani antichi. 

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La maggiorana, che preferisco all’origano (ricco di potassio, ferro e magnesio) perché il suo profumo è più dolce e speziato, è ottima per insaporire primi piatti con sugo di pomodoro, filoncini di pane e il ripieno della carne insieme alle verdure; ne faccio grande uso anche per le sue proprietà tonico-stimolanti. La ricetta di oggi, che è una ricetta del recupero, prevede l’uso di questa erba aromatica per insaporire il risotto ai piselli avanzato con il quale ho preparato una sorta di arancini, anzi per essere precisi sono supplì da non confondersi con le crocchette che sono un’altra cosa ancora… Continue reading “Di erbe aromatiche e di supplì” »

ANTIPASTI, Blu Mugello, CONCORSI&CONTEST, cozze, FORMAGGI, Fornitori, Gran Mugello, MENU', nero di seppia, PESCE, PRIMI, RICETTE, riso

lattidamangiare2.0 – Il menù per la Storica Fattoria Il Palagiaccio

4 marzo 2016

Non potevo non partecipare anche quest’anno al CONTEST della Storica Fattoria il Palagiaccio lattidamangiare2.0. Essere arrivata prima è stata una grande gioia e soprattutto una grande soddisfazione, la qualità dei formaggi abbinata alla semplicità ha conquistato i giudici. Questa volta le cose si complicano un po’ e oltretutto devo difendere la mia reputazione (speriamo bene). La richiesta è un menù di due portate, antipasto e primo o primo e secondo o antipasto e secondo. L’anno scorso con le 3 ricette con cui ho partecipato ho voluto abbinare i formaggi alle verdure, cavolo viola, carote, erbe aromatiche, baccelli, spinaci e nocciole, quest’anno ho avuto una folgorazione. Dopo essere stata ad una degustazione di erborinati ho avuto l’idea, dai contrasti, se ben dosati possono nascere connubi favolosi. 

Per dar voce alla mia città Livorno, città di mare nata da un guazzabuglio di etnie dove il cibo ne è lo specchio, dal cuscussù di origine araba alle triglie alla mosaica di origine ebraica, per non parlare del cacciuccio che rappresenta perfettamente il miscuglio di quelle razze che hanno dato origine a questa città. Quindi per unire l’entroterra toscano del Mugello ed il mio amato mare ho pensato di preparare due ricette che abbiano come protagonista il formaggio abbinato al pesce.

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Prendendo spunto dalla ristorazione labronica, a partire dai cuochi delle storiche trattorie livornesi ai grandi chef rinomati della nostra provincia, mi sono persuasa che la missione formaggio-pesce era possibile. Chi, ad esempio, non ha mai mangiato pane burro e acciughe o la burrata con le acciughe? Molti piatti di pesce prevedono il formaggio in realtà; sia nel risotto alle seppie che nei totani ripieni alla livornese è previsto del parmigiano grattugiato perchè la dolcezza del nero di seppia e dei totani ha bisogno del contrasto sapido del formaggio. Da qui le mie ricette, antipasto e primo menù per due persone:

 Crema di Gran Mugello con cozze fritte con fiori eduli

 Risotto al nero di seppia con gelato di Blu Mugello

Per la prima ricetta ho usato il Gran Mugello, formaggio a pasta semi cotta, compatta di color avorio, dal gusto inizialmente delicato e dolce che poi si apre al palato deciso e intenso, unito alla croccantezza delle cozze fritte e alla delicatezza dei fiori secchi è un antipasto invitante.

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Crema di Gran Mugello con cozze fritte e fiori eduli

  • 60 g di Gran Mugello Il Palagiaccio
  • 100 ml di panna fresca
  • pepe nero macinato fresco
  • 6 cozze
  • 1 uovo
  • farina qb
  • pan grattato di farro integrale qb
  • olio per friggere di semi di girasole
  • mix di fiori e petali secchi (sambuco, cerfoglio, fiori di calendula, fiori di papavero, fiori di lavanda, prugnolo, fiordaliso, violetta, petali, fiori d’arancio, rosa, menta nana)

Lavare bene le cozze e farle aprire in una padella. Tenere da parte l’acqua delle cozze e sgusciarle. Passare le cozze prima nella farina, poi nell’uovo sbattuto ed in fine nel pangrattato.

Intanto preparare la crema facendo sciogliere in 100 ml di panna fresca portata ad ebollizione, i 60 g di Gran Mugello grattugiati. Aggiungere del pepe nero macinato fresco. 

Friggere le cozze in olio di semi di girasole. Versare la crema in due coppette da antipasto, mettere al centro di ognuna 3 cozze e decorare con il mix di fiori. Servire subito.

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Per la seconda ricetta ho preparato un risotto con il solo nero delle seppie ed ho contrastato la sua dolcezza con il Blu Mugello, formaggio a pasta cremificata, tenera, fiorita ed erborinata dandogli la consistenza del gelato per creare un contrasto anche di temperatura, il calore del risotto scioglierà pian piano il gelato di Blu Mugello fondendo i sapori. Le ricette richiedono un po’ di tempo e vari passaggi ma sono ricette semplici alla portata di tutti.

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Risotto al nero di seppia con gelato di Blu Mugello

  • 200 g di Blu Mugello Il Palagiaccio
  • 200 ml di latte intero cremoso
  • 180 g di riso Carnaroli
  • 1/2 cipolla bionda
  • 2 foglie di salvia
  • 500 ml di brodo di pesce
  • 1 sacchetto di nero di seppia (chiedete nella vostra pescheria) sciolto in un po’ di brodo di pesce tiepido
  • olio evo 

La sera prima (o almeno con 6 ore di anticipo) preparare il “gelato”. Sciogliere il Blu Mugello nel latte schiacciando leggermente le muffe. Quando sarà ben diluito metterlo in un contenitore di metallo appoggiato sul ghiaccio in modo da raffreddarlo rapidamente. Quando sarà abbastanza freddo mettetelo in freezer per circa 6 ora. 

In una casseruola far appassire la cipolla tritata finemente con le due foglie di salvia. Togliere la salvia ed unire il riso e farlo tostare per un minuto. Coprire con il brodo di pesce (io ho aggiunto anche l’acqua delle cozze della prima ricetta) e portare a cottura. All’ultimo momento mantecare bene con il nero di seppia e lasciar insaporire. 

Mettere il riso in due piatti da portata con al centro il gelato di Blu Mugello, decorare con una fogliolina di salvia ed un filo d’olio. servire subito.

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DOLCI, RICETTE, riso

Torta di riso ed un libro da leggere

16 luglio 2014

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Diluvio, bombe d’acqua, temperature autunnali, esondazioni, allagamenti, grandine, pioggia e temporali! Con questo tempo la vita di una food blogger diventa difficile, cosa cucinare quando gli ingredienti di stagione ti fanno venir voglia solo di insalate, panzanelle e macedonie, e come fotografare con una semplice automatica e una luce da catacomba romana??? Dopo un primo scoraggiamento ho pensato di prendermi un po’ di tempo in totale relax e leggere un libro che avevo comprato due anni fa e non avevo ancora iniziato, “Manuale di cucina sentimentale” di Martina Liverani, carino, piacevole, divertente, da leggere tutto di un fiato. Ad un certo punto leggo:

“Mangiare i suoi passatelli, le tagliatelle al ragù, i tortellini in brodo, l’arrosto di coniglio, la torta di riso, era come sentire una voce familiare o un profumo che ti accompagna in un posto recondito della tua mente, un posto che ti fa sentire sicuro, amato e ti ricorda chi sei nel profondo.”

Ed ecco che mi torna in mente la torta di riso che faceva mia nonna e quei budini di riso che quando ero piccola il mio babbo comprava in pasticceria per il pranzo della domenica, uno dei rari pasticcini che mangiavo, non amando molto i dolci. I segnali meteo si uniscono a quelli del destino… mentre faccio mentalmente l’elenco di tutti gli ingredienti che mi servono accendo il forno, accendo in computer per confrontare la ricetta di mia nonna (scritta a mano un po’ approssimativamente, probabilmente andava molto ad occhio) con quella della nonna di Giulia (che è sempre una sicurezza in cucina) e mi metto all’opera. E poi sono in buona compagnia, oggi molte colleghe-blogger hanno postato ricette di dolci da forno, uno tra tutte quello di Annarita, anche lei in attesa dell’estate! 

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Torta di riso

per la base di pasta frolla

  • 150 g di farina 2
  • 150 g di Manitoba
  • 150 g burro freddo tagliato a tocchetti
  • 150 g di zucchero semolato
  • 1 uovo biologico
  • la scorza grattugiata di 1 arancio non trattato, biologico
  • 1 pizzico di sale fino, come per tutti i dolci

per il ripieno di riso

  • 300 g di riso 
  • 1 l di latte intero biologico
  • 125 g di zucchero semolato
  • 2 tuorli + 2 albumi montati a neve
  • 1 striscia di scorza di un arancio non trattato, biologico
  • 1 cucchiaio di Idromele (Nettare di Bacco Apicoltura Dr. Pescia)

zucchero a velo per guarnire qb

Preparare la pasta frolla unendo tutti gli ingredienti in una ciotola lavorandoli velocemente con la punta delle dita. Quando l”impasto sarà omogeneo formare una palla, avvolgerla nella pellicola trasparente e riporla in frigo per mezz’ora. In una casseruola portare ad ebollizione il latte, unire il riso con la scorza d’arancio e portare a cottura. Il riso che ho usato consiglia 18 minuti sulla confezione, io ho indugiati un paio di minuti in più prima di spegnere il fuoco. Lasciar raffreddare completamente. Unire lo zucchero, i tuorli e l’Idromele, mescolare bene. Aggiungere gli albumi montati a neve mescolando delicatamente con un cucchiaio di legno dal basso verso l’alto. Stendere la pasta sfoglia su cartaforno per un a tortiera a cerniera da 24 cm considerando che si deve coprire anche l’altezza del bordo che deve essere molto alto. Mettere la pasta stesa con la cartaforno nella tortiera, versare l’impasto di riso, sistemare i bordi ed infornare a 175° per 40 minuti. Lasciar raffreddare e spolverare con lo zucchero a velo.

Se  preferite che  la torta risulti  più bassa potete usare una tortiera da 28 con lo stesso quantitativo di pasta frolla stendendola più bassa.

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PESCE, PRIMI, RICETTE, riso, sugarello

Risotto di verza e sugarello

10 aprile 2014

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Anche questa ricetta fa parte del progetto “Tutti matti per il pesce dimenticato” al quale Daniela Mugnai mi ha invitato a partecipare con ricette sane a base di quei pesci dimenticati, ingiustamente poco apprezzati, abbinando sempre qualche verdura per ottenere un pasto completo. Ho preparato 4 ricette, una con il totano che ho già postato e trovate qui, altre due con il merluzzetto che posterò domani e questa di oggi con il sugarello che fra tutte è quella che preferisco. Ho cercato di creare qualcosa che potesse invogliare anche i bambini a mangiare il pesce e le verdure. I miei figli lo hanno divorato.

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Risotto di verza e sugarello(ingredienti per 2 persone)

  • 150 g di riso vialone nano
  • 1 piccolo cavolo verza intero (5 belle foglie intere)
  • 1 sugarello
  • 1 cipollotto fresco
  • 1 cucchiaino di sedano tritato finemente
  • erba cipollina
  • 1 piccola patata lessa
  • 350 ml di brodo di pesce (fatto con la testa e la lisca del sugarello,carota, cipolla e sedano)
  • olio evo
  • burro
  • noce moscata
  • sale e pepe nero (facoltativo)

Sbollentare in acqua salata 4 foglie intere di verza per un paio di minuti, scolarle e raffreddarle sotto l’acqua corrente. Eliminare la costola centrale più dura senza tagliare a metà la foglia. Con due delle quattro foglie rivestire due stampi da muffin precedentemente imburrati. Pulire e sfilettare il sugarello (operazione che potete richiedere anche al vostro pescivendolo di fiducia). Con la testa e la lisca ben lavate sotto l’acqua corrente, una carota, una cipolla e un gambo di sedano preparare il brodo di pesce in 600 ml di acqua. A cottura ultimata filtrare e tenere da parte. In una piccola padella antiaderente mettere un cucchiaio d’olio e far appassire metà cipollotto tritato e un chucchiaino di sedano tritato. Unire i filetti di sugarello e cuocerli 5 minuti dalla parte della pelle e poi altri 5 minuti dall’altra parte. Salare e spolverare un una grattata di noce moscata. In una casseruola soffriggere in un cucchiaio d’olio l’altra metà del cipollotto, unire il riso e lasciarlo tostare per un paio di minuti. Aggiungere circa 300 ml di fumetto di pesce e due delle tre foglie di verza che non avete utilizzato per preparare i cestini tagliate a listarelle. Qualche minuto prima della cottura unire i filetti di sugarello. Mescolare, portare a cottura, a fuoco spento mantecare con pochissimo burro, saare e guarnire con l’erba cipollina tritata. Con il risotto riempire i cestini di verza, chiuderli e passarli al forno caldo a 180° per 5/10 minuti, a seconda del vostro forno. A parte con il minipimer frullare la patata lessa, la foglia di verza, 50 ml di fumetto di pesce, un pizzico di sale e (se lo gradite) pepe nero macinato al momento. Versare la purea ottenuta dividendola in due piatti, adagiare in ogni piatto lo sformatino di verza, condire con un filo d’olio e servire.

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agnello, lenticchie, parmigiano reggiano, PRIMI, riso

Ancora freddino e un risotto al volo!

18 aprile 2012

Ultimamente ci sono state giornate paragonabili se non al pieno inverno all’autunno inoltrato; l’altra sera pioveva e faceva freddo ed ho invitato a cena mio fratello, abbiamo mangiato polenta con lenticchie stufate e salsicce e ci stavano proprio bene, un buon vino rosso e ci siamo rifocillati a dovere. Quando è giunto il momento di rigovernare mi sono accorta che non avevo usato tutte le lenticchie, nella pentola in cui le avevo lessate con alloro e uno spicchio d’aglio, oltre a due mestoli della loro acqua di cottura c’era rimasto anche un mestolino di lenticchie. Buttarle via non è possibile e quindi le ho messe in frigo. Il giorno dopo a pranzo, con il solito brutto tempo, ho preparato un risotto al volo niente male, mantecato con burro, parmigiano e fondo di cottura dell’agnello, anche quello avanzato, congelato e riutilizzato…  come mi piace dar nuova vita agli avanzi!

Altra non-ricetta per questa settimana in cui gli impegni mi tengono lontana dalla cucina; in una pentola capiente ho messo il brodo di lenticchie con le lenticchie rimaste, ho portao ad ebollizione e ci ho versato 7 pugnetti di riso carnaroli.  Ho lasciato cuocere fino a cottura (al dente, sempre al dente!) girando di tanto in tanto con un mestolo di legno e aggiungendo un’altro mestolo di acqua bollente. A fuoco spento ho mantecato con una noce di burro, due cucchiai parmigiano grattugiato e un cucchiaio di fondo di cottura dell’agnello, senza bisogno di aggiungere sale. Risultato, un risotto cremoso e saporito!

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Risotto cremoso alla verza

4 aprile 2012

Molti hanno notato un cambiamento, una cambio di rotta per meglio dire, nelle mie ricette. Non sono più alla ricerca di ricette nuove, particolarmente creative, ho sperimentato, rivisitato, qualche volta inventato, mi sono lasciata trasportare dal palato, dalle novità e dalle mode, si perchè anche in cucina ci sono le mode; ora alla base delle mie ricette c’è la genuinità, la praticità, la semplicità e la salute. Mi spiego, ho sempre sottolineato quanto sia importate la freschezza dei prodotti e la stagionalità e aggiungo che mangiare bene e sano è la cosa più importante. L’alimentazione ci può aiutare a stare bene e a prevenire alcuni danni che, inconsapevolmente con una alimentazione sbagliata, rechiamo al nostro corpo.

Non ho la pretesa di insegnare niente, questo mio spazio rimane una ricettario personale, il mio ricettario così come è nato nel gennaio del 2010. Ricette semplici, pochi ingredienti di stagione e di ottima qualità, ricette genuine, ricette pratiche nel senso che cerco sempre di non buttare via gli avanzi, ultimamente come ad esempio qui, qui e qui, ricette che esaltano ingredienti ricchi di virtù che non sapevo neanche che avessero. La stagionalità della verza è invernale ma in realtà viene raccolta da ottobre a maggio e quindi siamo in calendario, anche se prevedo che sarà l’ultima per quest’anno. Partiamo dal riso, ingrediente principale della ricetta; ho scelto il riso basmati in particolare perchè è moto profumato e, in generale, è un alimento rinfrescante e disintossicante; la verza, come tutti i cavoli, ha virtù rimineralizzanti e ricostituente cerebrale; il prezzemolo, come cavolo e riso, facilità la funzionalità digestiva; in fine la cipolla fresca di tropea aiuta a ridurre  e a prevenire il colesterolo e l’ipertensione. Un risotto salutare!

Risotto cremoso alla verza

  • 150 g di riso basmati
  • 1/2 cesto di verza
  • 1 cipollotto di Tropea fresco
  • olio e.v.o.
  • sale
  • prezzemolo
Tagliare finemente il cipollotto e farlo appassire in una casseruola con 2 cucchiai d’olio. Aggiungere la verza tagliata a striscioline e stufare per 15  minuti aggiungendo 2 cucchiai d’acqua se necessario. Versare 1/2 litro d’acqua  e aggiungere il riso. Cuocere con il coperchio per circa 10 minuti e girare con un cucchiaio di legno di tanto in tanto. Il risotto deve risultare cremoso. A fine cottura salare, impiattare e servire con abbondante prezzemolo tritato.

 Con questa ricetta partecipo al contest Chi non risotta in compagnia… di “Nella cucina di Ely” , fino al 1° maggio 2012

funghi, PRIMI, RICETTE, riso, UOVA

Risotto ai funghi champignon (avanzato)

20 marzo 2012

Si, ultimamente vi sto proponendo avanzi, scarti e riciclaggi, il motivo c’è;siamo tutte bravissime a preparare un buon risotto, ognuna ha il suo metodo, cambiano gli ingredienti ma i risultati sono sempre gustosissimi, quello che a volte manca è la fantasia per evitare di gettare nella spazzatura gli avanzi. Dopo i classici arancini di riso, le polpette risopollopiselli  apprezzati soprattutto dalla piccola cuoca oggi ho dato nuova vita al risotto funghi e champignon avanzato ieri sera. Ricetta semplice, veloce trovata sul sito ecocucina, che ultimamente seguo con molto interesse, e apprezzata dal musicista … la crosticina croccante era decisamente nelle sue corde! Ah, dimenticavo. Gli avanzi sono una nobile pietanza ma è veramente di cattivo gusto proporli ai vostri invitati. Se si tratta di scarti di verdura trasformati in mousse, vellutate o cose del genere va benissimo ma trovo che le pietanze cucinate e già servite in tavola non siano da proporre se avete qualcuno a cena. A me è capitato di essere stata invitata a cena da una persona che notoriamente è un disastro in cucina e che notoriamente è tirchia; il martedì, per la cena dello scambio di auguri di Natale, mi ha rifilato tutti gli avanzi di un’altra cena da lei offerta il sabato precedente. Avanzi ri-cucinati in maniera orribile, mai mangiato niente di più disgustoso. Mi sono limitata ad assaggiare qualche boccone di questo e di quello limitando i danni, oltretutto mi ha fatto un po’ senso mangiare cose avanzate da persone che non conosco… avrebbe fatto miglior figura ad ordinare delle pizze! Quindi ri-ciclare e non sprecare si ma sempre con classe e buon gusto, please.

Risotto ai funghi (avanzato) croccante

  • 100 g di risotto avanzato
  • 1 uovo
  • 2 cucchiai di pecorino grattugiato
  • olio e.v.o.
In una ciotola mescolare il risotto avanzato con l’uovo e il pecorino. in una padella antiaderente versare un cucchiaio d’olio, mettere il risotto, schiacciarlo uniformemente con una forchetta a cuocere a fuoco basso fino a che sotto non si forma la crosticina croccante. Con l’aiuto di un piatto piano, rovesciare il risotto e cuocere l’altra parte per ottenere la stessa crosticina. Servire caldo.

ANTIPASTI, piselli, pollo, RICETTE, riso, UOVA

Polpette di riso, piatto unico per piccoli gourmet

7 marzo 2012

Questo è il risultato dell’uso degli avanzi di un sabato pomeriggio… Non siete mai state ingaggiate per organizzare la presentazione di “pentole” in casa vostra con tanto di dimostrazione pratica? A me è accaduto sabato scorso. Elisa è venuta a casa mia con un bel sorriso e un trolley pieno di pentole, la spesa l’avevo fatta io seguendo le sue indicazioni: 2 carote, 2 patate, 1/2 cavolfiore, 1 pera, 1 salsiccia, 1/2 petto di pollo, 1 bicchiere di riso, 1 bicchiere di piselli surgelati, parmigiano e sottilette. Non starò a raccontarvi tutto quello che ha cucinato e quanto siano intelligenti ed ecologiche le pentole (sulle quali sto meditando), vi dico solo che il giorno dopo con il riso ai piselli, le carote e il petto di pollo avanzati ci ho preparato questi “arancini” di riso. Il tocco floreale lo ha aggiunto la piccola cuoca, questi stuzzichini primaverili le sono stati regalati da “zia” cris… si,si, proprio lei!

Polpette di riso

  • circa 2 porzioni di riso ai piselli avanzato
  • 1 carota lessa tagliata a cubetti
  • 1/2 peto di pollo arrosto tagliato a pezzi piccoli
  • 1 cucchiaio di parmigiano reggiano
  • sale
  • 1 uovo
  • pangrattato
  • olio per frigere

In una ciotola capiente mettere il riso, il parmigiano, le carote e il pollo, aggiustare di sale e amalgamare bene con un cucchiaio. Preparare delle polpette poco più grandi di una noce, passarle prima nell’uovo sbattuto e poi nel pangrattato. Friggere le polpette per qualche minuto girandole un paio di volte fino a doratura. Mettere su carta assorbente o scottex casa e servire calde.

Lo so che il fritto non è troppo sano, noi lo consumiamo pochissimo ma se si seguono pochi accorgimenti (mantenere l’olio a 98° e usare olio adatto) credo che in casa lo si possa mangiare qualche volta per far felice anche i bambini, quindi…

 …con questa ricetta partecipo al contest a prova di bimbo di diariodicucina , per la categoria ANTIPASTI/SNACK, fino al 9 marzo 2012

…e sotto consiglio di Monica…

 …partecipo anche al contest piovono polpette di imparandocucinando, fino al 13 marzo 2012