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ANTIPASTI, ceci, FINGER FOOD, Fornitori, gamberetti, LEGUMI, PESCE, RICETTE, VERDURE, zucchine e fiori di zucca

Bicchierini con zucchine, ceci e gamberetti

3 settembre 2017

Ed ecco che settembre, inaspettatamente, improvvisamente, ci regala temperature gradevoli, passeggiate mattutine respirando quest’aria tersa, fresca, piluta. Mi rimetto ai fornelli ma solo per un paio di minuti perchè la ricetta di oggi è una di quelle ricette sfiziose e veloci da inizio pasto, ideale durante un pranzo o una cena per intrattenere gli ospiti mentre finiamo di preparae la portata successiva. Questa è anche la seconda ricetta per il progetto #SiamoGolosiani con i prodotti NuovaTerra, protagonisti i ceci nella comoda confezione Pronti per te cotti al naturale, senza l’aggiunta di sale e naturalmente biologici. Tre ingredienti, ceci, zucchine crude e gamberetti freschi, un accostamento classico, sano ma presentato in maniera diversa. Continue reading “Bicchierini con zucchine, ceci e gamberetti” »

ceci, Foto, LEGUMI, LUOGHI&FOTO, PIATTO UNICO, PRIMI, VEGETARIANO

Gita in Salento, una minestra di ceci, la ricetta di ciceri e tria

30 gennaio 2016

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Per la prima volta in vita mia sono stata in Puglia e ne sono rimasta affascinata nonostante il mal tempo (ha iniziato a nevicare…). Tre giorni a Lecce e dintorni nel cuore del Salento. Niente macchina fotografica; per problemi di spazio (e di peso) ho dovuto rinunciare sia alle foto che ai souvenir mangerecci che avrei portato volentieri a casa,  solo qualche scatto con il cellulare ed un libro di cucina pugliese. E’ solo una piccola parte della Puglia quella che vi racconto oggi, spero sia il punto di partenza per nuovi viaggi perchè c’è tanto da vedere, da visitare, da raccontare e da assaggiare.

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Lecce è una città d’arte con le sue bellissime Chiese ed i Palazzi storici in stile Barocco, le facciate di questi affascinanti edifici, i cortili e le corti offrono immagini da cartolina. Sono rimasta incantata da questa architettura che nonostante la sua ricchezza riesce a non risultare pesante, i colori e le forme tra la cartapesta ed le ceramiche (famose quelle di Grottaglie) rendono unica questa città.

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Percorrendo la strada lungo le campagne, in queste distese a perdita d’occhio di ulivi secolari si vedono delle particolari costruzioni chiamate pajare o caseddhi che servono da rifugio a pastori e contadini per ripararsi dal maltempo, dalla calura, per riposare ma anche per riporre gli attrezzi. Sono realizzate con le pietre che venivano tolte dai campi da coltivare e usate anche per i muretti di confine.

Esteticamente più suggestivi sono i trulli che ho visitato ad Alberolello, delizioso paese in provincia di Bari, il cui centro storico è interamente costituito da trulli che lo rendono unico al mondo tanto da essere stata iscritta nella lista dei siti Patrimonio Mondiale Unesco dal 1996.

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Trullo siamese di Veneziano Albano Via Monte Nero, 50 Alberobello, L’arigianato di Qualità, bellissimi souvenir e accoglienza squisita!!!

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La prima cosa che ho voluto assaggiare la sera a cena è stato un bel piatto di ciceri e tria che con quel freddino ci stava proprio bene. Ho cucinato diverse volte questa ricetta ma sempre in versione rivisitata come finger food, il mio classico finger food, ciceri e trie in bianco e nero, la versione semplificata e toscanizzata direinon l’ho mai preparata seguendo la ricetta originale e prima di farlo volevo assaggiare un vero piatto di ciceri e tria, l’originale, a regola d’arte. 

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E’ un piatto di origini antichissime, sembra che ce ne sia traccia nelle Satire del poeta latino Orazio, scritte tra il 35 il 30 a.C., dove descrive una minestra di ceci, porro e lagane ovvero qualcosa di simile alla nostra pasta fresca, in seguito verrà sostituito dal termine tria diffuso nel Salento ed in Sardegna di origine araba  ytria o ytrya, che significa pasta secca. Questo è un piatto della tradizione, uno di quei piatti poveri della cucina contadina che ancora oggi è protagonista della tavola il giorno di San Giuseppe, il 19 marzo. La particolarità di questa minestra di ceci è che una parte della pasta fatta in casa, tipo tagliatelle larghe 1 cm e lunghe 15 cm,  viene fritta donando una piacevole croccantezza al piatto. La ricetta che vi propongo mi è stata venduta come quella originale ma in realtà ci sono molte versioni simili tra loro con qualche ingrediente in più o in meno, non me ne vogliano i pugliesi, a mia discolpa posso dire che comunque sia è un piatto buonissimo.

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La tria

  • 400 g di semola di grano duro rimacinata (siccome non riesco a seguire alla lettera le ricette, per la mia tria ho usato 250 g di semola di grano duro e 150 g di farina di farro integrale aggiungendo un po’ più d’acqua)
  • 100 ml di acqua tiepida
  • sale qb

Lavorare la farina con l’acqua unendo circa mezzo cucchiaino di sale per 10 minuti fino ad ottenere un impasto elastico, liscio ed omogeneo. Lasciar riposare mezz’ora in un panno umido. Staccare dall’impasto una parte di pasta e stenderla fino ad ottenere una sfoglia alta 2 mm. Tagliare le trie larghe 1 cm e lunghe 15 cm circa. Continuare con il resto dell’impasto.

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Ciceri e tria

  • 300 g di tria
  • 250 g di ceci secchi
  • 1/2 cucchiaino di bicarbonato
  • 2 foglie d’alloro
  • 1 gambo di sedano con le foglie
  • 1/2 cipolla bianca
  • olio evo
  • olio di semi di mais per friggere
  • sale e pepe qb

La sera prima mettere a mollo i ceci in acqua con il bicarbonato che dovrebbe aiutare a renderli più morbidi in cottura. 

Sciacquare i ceci e metterli in una pentola capiente, ricoprirli d’acqua. aggiungere 2 foglie d’alloro e cuocere a fuoco basse fini a cottura. Tenere da parte con la loro acqua. Cuocere 200 g di tria in acqua bollente salata nella quale avete messo il sedano spezzato in due e scolare al dente. I restanti 100 g di tria vanno fritti in olio di mais fino a doratura. In una padella capiente mettere 3 cucchiai d’olio evo, far appassire la cipolla tritata, unire i ceci con un po’ della loro acqua e la tria sia lessata che fritta. Far insaporire per qualche minuto, aggiustare di sale e aggiungere il pepe (facoltativo) e servire la minestra di ceci ben calda.

 

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Fare la spesa, cucinare, mangiare e non sprecare; insalata di pane

6 novembre 2015

Stavo pensando che non è affatto facile. Compro troppo, mangio troppo, cucino troppo e spreco troppo. “Fare la spesa” dovrebbe essere una materia scolastica insegnata fin dalle elementari, forse anche prima. Ci sono vari motivi per cui sbagliamo a fare acquisti a partire dal consumismo, parola astratta ma che ognuno di noi ha fin troppo radicata nel proprio DNA, nevrosi da acquisto compulsivo, mode alimentari del momento sommate alle reali esigenze della famiglia, ecc… Ad esempio io compro cavoli, porri, ceci, quinoa e miglio ma a cena i figli vogliono pollo arrosto con patate fritte e nel tentare di trovare una pietanza che accontenti tutti finisce che si mangia pasta al pomodoro con la conseguenza che mi ritrovo un sacco di cose che non riuscirò a consumare da sola e che andranno sprecate. Oppure compro farine integrali bio e confeziono confetture homamade da brava casalinga per preparare dolcetti sani e gustosi ma non avendo il tempo per cucinarli nella dispensa finiscono biscotti e brioches industriali pronti all’uso per la merenda dei figli affamati. C’è qualcosa che non torna. Colpa delle cattive abitudini della famiglia, del poco tempo a disposizione in questa vita sempre di fretta ma anche mia che compro libri e riviste di cucina fonte inesauribile di desideri e voglie da soddisfare. Necessita un reset.

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Qualche anno fa (esattamente in questo periodo, non dev’essere una coincidenza) mi sono messa in testa di svuotare la credenza piena di cibo che non volevo andasse sprecato cercando di non comprarne altro, esperimento riuscito ma solo a metà perchè dopo essere riuscita a far fuori tutto quello che c’era in frigo-freezer-dispensa-ecc…  nel giro di pochissimo tempo sono riuscita a rifornirmi di cibarie come se andassimo incontro ad un lungo periodo di carestia o come se fossimo costretti a vivere in un rifugio antiatomico per mesi! Già allora mi sarei dovuta render conto che c’era qualcosa che non tornava…

In questa fase di riordino e cambio armadi stagionale non ho trascurato la cucina ed ho deciso di riprovarci magari insieme a voi ed ai vostri consigli, passo passo insieme, aiutandoci vicendevolmente. Per prima cosa ho fatto un controllo sulle scadenze degli alimenti; primo smacco, moltissime cose tra cui farine, sali (è più una collezione che una necessità), confezioni di frutta secca e legumi erano scaduti da moltissimo tempo, un pacco di riso aveva addirittura ospitato quelle orribili farfalline (blea!!!). Secondo controllo in freezer dove ho trovato oggetti non ben identificati che giacevano ormai trasformati e mutati, diventati una cosa sola con la struttura stessa del freezer, secondo smacco. Nel frigo e nella dispensa (altra stanza diversa dalla cucina dove, nel mobile bianco, ripongo le scorte) è andata meglio, poche cose freschissime e commestibili in frigo e conserve di pomodoro e frutta perfettamente integre e lontanissime dalla data di scadenza nella dispensa. 

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Adesso la parte più difficile, non comprare o meglio non comprare quantità industriali di qualsiasi cosa. Al momento porgo l’attenzione solo verso i generi alimentari, tralascio detersivi e altri prodotti per la casa ma ci sarebbe da parlare anche di questo, una cosa alla volta, mai mettere al troppa roba al fuoco (giusto per rimanere in tema) altrimenti faccio confusione e mi scoraggio prima ancora di iniziare. Oggi quindi non farò la spesa sia per non cadere in tentazione sia per consumare prima quello che ho già comprato: quelle patate viola che stimolano la mia fantasia, quei biscotti senza zuccheri aggiunti di farina di farro integrale che sono tanto sani e quel formato di pasta perfetto per la prossima ricetta del blog non li comprerò fino a quando non avrò consumato le patate che ho già, i biscotti che comunque potrei fare in casa e la pasta che può aspettare tranquillamente la fine degli altri pacchi già comprati.

E tutte quelle ricette buonissime che sono sulle 4 riviste di cucina del mese di Novembre appena comprate – compulsivamente-?? Facendo un calcolo approssimativo, calcolando che ogni giorno ci sono almeno 3 pasti principali nei quali però non mangiamo mai antipasto, primo, secondo, contorno e dolce ma solo un paio di queste categorie per volta, per farle tutte nel mese di novembre dovrei cucinare 6 o 7 ricette diverse ogni giorno avendo le giornate libere e di almeno 48 ore ed uno stipendio che mi permetta di comprare tutti gli ingredienti descritti dalle spezie e dalle farine introvabili ai tagli di carne molto costosi o alle verdure coltivate solo in piccole località sperdute situate nell’altro emisfero della terra. Senza parlare dei tre libri di cucina (bellissimi) che mi sono regalata a fine mese. Quindi? 

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Quindi niente, la parola magica è “rimanere con i piedi per terra”. Se la ricetta parla di farro e in dispensa avete un pacchetto di farro, usate quello, vi assicuro che nessuno ve ne farà una colpa. Oggi ad esempio, prendendo spunto da una ricetta delle famose 4 riviste di cui sopra, userò quello che ho in casa; in pratica non avevo nessun ingrediente tra quelli elencati ma avevo comunque un altro tipo di insalata, un altro tipo di legume, un altro tipo di erba aromatica e del pane di ieri (che oggi è pane raffermo o posato come si dice in Toscana) dal momento che oggi non l’ho comprato, un altro tipo di olio, quello di noci comprato in Francia a giugno (altri ingredienti non li avevo e non li ho messi) ed il pranzo è servito con un po’ d’uva rossa per finire. Per la cena ancora pane raffermo per una splendida e confortevole pappa al pomodoro cucinata seguendo una nuova ricetta, un barattolo di pelati home made perché non è più il momento di comprare i pomodori freschi (siamo a Novembre le mie piante di pomodoro ho finito da un pezzo il loro ciclo vitale) il basilico che cresce ancora felice in giardino accanto alla maggiorana (anche se siamo a Novembre buon per lui), aglio, olio evo e pepe nero macinato fresco, una frittata di patate (così le faccio fuori e la prossima volta potrò comprare quelle viola) e sedano ed anche la cena è servita senza aver fatto la spesa con una parte di verdure fresche e qualcosa di conservato ma al naturale. Niente sprechi, usando le dosi che abbiamo a disposizione rimanendo elastici sulla scelta dei prodotti che offre il mercato in questa stagione e tanta salute e tanta bontà. La prima regola è: TROVARE IL TEMPO, la seconda è: POCO è MEGLIO. Vi lascio la ricetta e aspetto i vostri suggerimenti preziosi.

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Insalata con pane raffermo

  • 3  fette di pane raffermo toscano (non salato tipo Montegemoli)
  • 1 cucchiaio di olio evo
  • insalata a piacere
  • 100 g di ceci lessati
  • quelche fogliolina di maggiorana
  • 10 g di nocciole
  • sale qb
  • Jiangyou (salsa di soia)
  • olio di noci qb

Tagliare le fette di pane a cubetti e saltarle in padella con l’olio evo e poco sale. Aggiungere anche le nocciole schiacciate grossolanamente e tostare qualche minuto.  Lavare e tagliare l’insalata, metterla in una ciotola, unire il pane, le nocciole, i ceci, le foglie di maggiorana e condire con olio di noci e salsa di soia.

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Un bicchierino di passata di ceci al Foodies Festival Castiglioncello

29 aprile 2015

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Dopo tre settimane di panico e di preparazione all’evento a cui ho accettato di partecipare mi prendo un momento per raccontarvi questa esperienza.  L’essere stata chiamata a partecipare alla seconda edizione del Foodies Festival  a Castiglioncello è stato inaspettato e al tempo stesso un grande onore. Una bella kermesse di eventi ed ospiti importanti, un vasto programma ricco di dibattiti ed argomenti.

Il 3 aprile  Marco Provinciali, titolare dell’Agenzia SuperiorADV con il socio Andrea Leonardi, mi ha contattata tramite Facebook dicendomi che aveva provato a contattarmi telefonicamente più volte ma che aveva trovato il cellulare sempre spento; certo, aveva un numero sbagliato… menomale che c’è Facebook! Chiarito l’equivoco ci siamo sentiti telefonicamente e mi ha chiesto una collaborazione durante il Foodies Festival con un Cooking Show. Dopo averne parlato in casa (Io: non ci vado!! – risposta: no te ci vai!) ho accettato con il pieno entusiasmo di tutta la famiglia e il totale terrore da parte mia! Sono timida, riservata, refrattaria al pubblico… ma si, che ci vuole?

Nonostante la timidezza e la naturale ostilità nel presentarmi in pubblico, ho accettato.

Questo il PROGRAMMA

Forum CIBO E SOLIDARIETA’ con Daniele Donati Assessore Comune di Rosignano M.mo, Laura Alberti  Respondabile Commerciale Freschi  UniCoopTirreno, Cinzia Scaffidi  Ass. SLOW FOOD  “10.000 ORTI IN AFRICA”, Icio De Romedis  Ass. ICIO ONLUS Progetto Acqua, Tessa Gelisio  Ass. FOR PLANET;

Presentazione del libro “Il Risottario”  di Sergio Barzetti con l’autore;

La CHARITY DINNER con Tessa Gelisio e Icio De Romedis realizzata dallo chef  Roberto di Mauro in collaborazione con l’Istituto Alberghiero Rosignano;

LABORATORIO BAMBINI progetto Slow Food Orti in Condotta con Valentina Gucciardo Slow Food Livorno e Silvia Volpe chef  del Ristorante Bacco e la Volpe;

Forum CIBO E LAVORO moderatore Giorgio Dracopulos enogastronomo scrittore con Licia Montagnani,Veronica Moretti ospiti Dott. Stefano Romagnoli Politiche Sviluppo e Promozione del Turismo Regione Toscana, Dott. Riccardo Borracccini Direttore Istituto Statale Alberghiero Mattei di Rosignano, Dott. Valerio Vagnoli Direttore Istituto Statale Alberghiero Saffi di Firenze, Marco Stabile chef, presidente  Jeunes Restaurateurs d’Europe;

Presentazione del libro “Mangia come Parli”  di Cinzia Scaffidi con l’autrice;

OLIO EXTRA VERGINE D’OLIVA, QUELLO BUONO, con il cookig show dello chef  Stefano Pinciaroli del PS Ristorante Cerreto Guidi, ospiti Annamaria Tossani conduttrice di Aspettando il TG, Fabrizio Filippi presidente del Consorzio Olio Toscano, Valentina Domenici Assessore Cultura Comune di Rosignano Marittimo, Filippo Faugiani Presidente Ass. Internaziolele Ristoranti dell’Olio;

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I GRANDI CHEF PRESENTANO IL CIBO DELLA SALUTE, presenta Alessandro Borghese chef e conduttore televisivo, ospiti Giuseppe Mancino Ristorante Piccolo Principe, Matia Barciulli Ristorante Osteria Passignano, Sergio Barzetti La prova del cuoco Rai Uno, John Regefalk Ristorante Metamorfosi, Emanuele Vallini ristorante La Carabaccia, ospite d’onore Annamaria Tossani scrittrice, giornalista ed esperta enogastronomica;

TASTE ARCHEOLOGY , moderatrice Cristina Galliti  food blogger, con Licia Montagnani – Assessore turismo Comune di Rosignano Marittimo, Dott.ssa Edina Regoli – Direttore Museo Archeologico Comune di Rosignano M.mo, con il cooking show dello chef Bajram Smoqi;

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COME MANGIARE BIO & VEG CON L’ECCELLENZA LOCALE, moderatrice Cristina Galliti, con i Cooking Show degli chef  Roberto di Mauro e Luigi Passoni Associazione The Cooking Factory e di  Enrica Palandri food blogger “Una cena con Enrica”, ospiti Valentina Domenici Ass. Comune Rosignano M.mo, Laura Alberti responsabile Freschi Freschissimi UniCoopTirreno, Giulio Cappelli Nutrizionista;

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Presentazione del libro  “Pesce per mini gourmet” di Marco Gucci e Cristina Galliti per l’Associazione Giacomo ONLUS dedicato a Giacomo e Olivia, con Licia Montagnani Assessore Turismo Comune di Rosignano Marittimo, Giovanni Cruschelli  Presidente Associazione Giacomo Onlus, gli autori Dott. Marco Gucci e Cristina Galliti Food Blogger “Poveri ma belli e buoni”;

BIRRA ARTIGIANALE  vs. BURGER con spettacolo musicale Camillocromo Circus Swing Orchestra, moderatrice Enrica della Martira Masterchef 2014, con Maria Probst Ristorante La tenda Rossa, Deborah Corsi  Ristorante La Perla del Mare, Marco Parillo  Ristorante Casale del Mare;

e ancora rassegna gastronomica, expo area prodotti vino, olio e.v.o., birra artigianale, accessori cucina, piccole produttività di eccellenza alimentare, street food,  ed io ne ho fatto parte!!!

Ho iniziato a pensare alla ricetta da proporre sul tema BIO&VEG, una ricetta da cucinare sul palco del Teatro Tenda Castello Pasquini che prevedeva qualche assaggio per il pubblico, circa 50/60 porzioni… ma si, che ci vuole?

Ho pensato di preparare una ricetta semplice, con ingredienti biologici, che avesse una cottura salutare e che fosse completa, equilibrata: insalata di pomodori, cipollotti e sedano, vellutata di ceci e pane croccante alle erbe aromatiche. Ho cercato i bicchierini trasparenti che facessero vedere gli strati della composizione del piatto, i cucchiaini ed ho iniziato a fare le prove con gli ingredienti, sia per il gusto che per le quantità da usare.

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bietola, ceci, LEGUMI, PRIMI, RICETTE, VERDURE

Cacciucco di ceci in due versioni

24 ottobre 2014

Il cacciucco di ceci è una tipica ricetta toscana che poco ha a che vedere con il più famoso cacciucco alla livornese, altro piatto tipico di pesce della regione ed in particolare di Livorno. Conoscevo la ricetta, letta e riletta tante volte sui libri di cucina regionale ma non l’avevo mai cucinata sottovalutandola, errore gravissimo. La ricetta classica prevede l’uso del pomodoro, le bietole e i filetti di acciuga sotto sale; qualche sera fa però, mentre preparavo cena e guardavo la trasmissione condotta da Annamaria Tossani “Aspettando il TG”, la mia attenzione è stata catturata dalla ricetta di Poalo Gori, l’ospite di quella puntata, che spiegava come preparare il cacciucco di ceci con il vino rosso, del buon vino rosso ovviamente. Continue reading “Cacciucco di ceci in due versioni” »

ANTIPASTI, ceci, RICETTE, SALSE E CONDIMENTI, semi di sesamo, SPEZIE e SEMI, VEG, VEGETARIANO

Tahina e hummus

3 maggio 2014

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Negli anni mi sono capitate sotto gli occhi centinaia di ricette dell’hummus ma non lo avevo mai fatto. Oggi mi sono decisa ed ho voluto preparare tutto in maniera più naturale possibile, senza acquistare scatolame. Partiamo dal principio; per preparare l’hummus ci vuole la tahina (o tahin o tahini) che si prepara con semi di sesamo leggermente tostati, sale e olio di sesamo o di vinacciolo come nel mio caso. La tahina si trova già confezionata in barattoli, è un po’ costosa ma nei negozi di alimentazione naturale ne potete trovare di ottima qualità. L’unico attrezzo necessario per la preparazione della tahina è un macina caffè o un macina semi, i robot da cucina generalmente non riescono a polverizzare semi tanto piccoli ma potete comunque provare. Nella sequenza di foto sottostanti ho messo anche il mio macina caffè elettrico, mi sarebbe tanto piaciuto averne uno di quelli di una volta a mano ma ancora non son riuscita a trovarlo. La tahina è presente nella cucina Mediorientale, Nord Africana, Turca e Greca, viene usata al naturale per accompagnare altre pietanze o come ingrediente di molte preparazioni come appunto l’hummus, salsa a base di ceci, e il babaganoush, a base di melanzane.

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  • 50 g di semi di sesamo BIO
  • 25 g di olio di vinacciolo (o di sesamo) BIO
  • 1 pizzico di sale

In una padella antiaderente tostare per pochi minuti il sesamo ed il sale facendo attenzione a non bruciarlo altrimenti risulterà amaro. Passare i semi nel macina semi fino ridurli in polvere. mettere la polvere di semi di sesamo in una ciotola ed aggiungere l’olio amalgamando bene per ottenere un composto cremoso.

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Ed ora passiamo alla preparazione dell’hummus, pietanza tipica della cucina araba della quale ci sono come per tutte le ricette tipiche, svariate versioni. Ho scelto quella che secondo me è la più classica omettendo però l’aglio perchè essendo un vasodilatatore non fa bene al mal di testa che oggi mi fa compagnia ma vi consiglio di metterlo. Potete anche usare i ceci in scatola però ricordate che tra gli ingredienti che leggete sulla confezione troverete sale aggiunto che sarebbe meglio evitare e antiossidanti come l’acido ascorbico  che è vitamina C in pratica, quindi non è nociva.

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Hummus di ceci

  • 200 g di ceci secchi BIO
  •  1 limone BIO
  •  50 g di tahina
  • 30 g di olio evo
  • prezzemolo qb
  • sale

Mettere in ammollo i ceci per 24 ore, o la sera prima. Al momento della preparazione sciacquarli sotto l’acqua corrente, metterli in una pentola coprendoli con acqua e cuocere per un’ora. Scolarli e frullarli, aggiungere il succo di un limone, la tahina, l’olio e un ciuffo di prezzemolo tritato finemente. Salare se necessario. 

ANTIPASTI, ceci, FINGER FOOD, LEGUMI, PESCE, RICETTE, timo, totani

Crema di ceci con totano saltato e pomodoro marinato al timo

14 febbraio 2014

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Questa è una ricetta a cui tengo moltissimo, è un classico ma di grande effetto e gusto. Si presta a varie interpretazioni, la possono realizzare tutti facilmente, ci vuole solo un po’ di tempo come spesso capita in cucina…

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Bicchierini con crema di ceci, totani saltati e pomodoro marinato

per la crema di ceci

  • 200 g di ceci lessati in acqua con rosmarino, alloro e uno spicchio d’aglio
  • 100 ml di acqua di cottura dei ceci
  • 50 ml di olio evo
  • sale

per il totano saltato

  • 1 totano
  • 1 cucchiaio d’olio evo
  • 1 spicchio d’aglio
  • 2 cucchiai di vino bianco (o brodo vegetale)
  • sale e pepe nero macinato fresco

per il pomodoro marinato

  • 4 pomodori rossi
  • olio evo
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 rametto di timo fresco
  • sale 

Sbollentare i pomodori per 1 minuto, passarli sotto l’acqua fredda, spellarli, eliminare i semi e tagliarli a cubetti. Mettere il pomodoro così tagliato a marinare con 1 spicchio d’aglio intero schiacciato, l’olio evo e il timo. 

Frullare i ceci (dopo aver eliminato le pellicine la pellicina) con il frullatore ad immersione insieme a 100 ml di acqua della loro cottura, 50 ml di olio e salare. 

In una padella antiaderente mettere 2 cucchiai d’olio e far rosolare uno spicchi d’aglio intero schiacciato, saltare il totano tagliato a striscioline con i suoi tentacoli. Quando avrà cambiato colore e sarà diventato rosa sfumare con il vino bianco, coprire e lasciar cuocere per qualche minuto. Il totano deve risultare tenero dentro e croccante fuori, per questo è sempre meglio farlo frolare o batterlo prima della cottura. Salare e pepare. 

Comporre i bicchierini partendo con il pomodoro marinato, sopra la crema di ceci ed infine qualche pezzetto di totano. Decorare con qualche foglia di rosmarino.

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ANTIPASTI, ceci, PANE E PANIFICAZIONE, VARIE, VERDURE

Il crostino dei tre avanzi

9 aprile 2013

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Continua la mia conoscenza con i “marzocchi“. Anche stamani sono andata al mercato dal mio fornitore, Il Re dell’Insalata”, ed ho avuto la conferma che questa erba di campo si chiama proprio marzocchi, è tipica delle campagne livornesi ma non sappiamo da cosa derivi il nome. E’ un’erba che ricorda vagamente la dolcezza degli spinaci novelli infatti è molto buona cotta insieme alle cicorie che la contrastano con l’amaro in un equilibrio perfetto. Non butto mai via gli avanzi e oggi mi sono trovata in frigo 3 vaschette con erbe saltate, sugo di pomodoro e ceci lessi. Ho saltato tutto in padella con aglio e ci ho condito i crostini di pane leggermente passati in forno per renderli croccanti. 

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I crostini sono la mia passione; ogni tanto pranzo o ceno con crostini ed un buon bicchiere di vino rosso… ecco alcuni esempi particolarmente goduriosi:

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Torta di ceci e francesino

11 febbraio 2013

Non potevo esimermi dal provare. Premetto che:

1. il francesino l’ho comprato; 2. la torta è sempre meglio andare a comprarla dal tortaio e consumarla bella calda immediatamente ed è certamente migliore di quella fatta in casa; 3. dal momento che la torta va consumata calda, anche quando la si prepara a casa, non è stato difficile lasciarne un pezzetto per fotografarla, se la sono mangiata in un secondo…

Detto ciò, ho provato a fare la torta di ceci in casa utilizzando alcune teglie di rame monodose che gentilmente mi hanno regalato, teglie che ne hanno vista di torta cotta al forno, in altri luoghi, in altri tempi, da altre mani. A Livorno si consuma la torta con il pan francese, il francesino, e prende il nome di cinque e cinque, dopo la guerra infatti si compravano 5 centesimi di torta e 5 di pane che riempiva le pance vuote ed affamate. Oggi è un cibo da strada per tutti, amato da grandi e piccini e lo si mangia a qualsiasi ora, dalla colazione (giuro) alla cena.

Sul Tirreno di oggi, il quotidiano di Livorno, esce un mio articoletto in tal proposito, non è stato facile per me, sono ermetica ed essenziale, la torta di ceci è buona punto e basta ma un po’ di indicazioni ho cercato di darle; un doveroso grazie alla giornalista Irene Arquint, che mi ha contattata e incoraggiata.

Vi lascio anche un elenco di alcune mie ricette, la prima con l’uso della farina di ceci, le altre con i ceci che sono buoni in tutte le maniere:

Torta di ceci 

  • 300 g di farina di ceci
  • 120 g olio di semi di arachidi
  • 900 ml di acqua (della bottiglia) circa
  • 15 g di sale
  • pepe nero macinato fresco qb

L’impasto va preparato con qualche ora di anticipo, anche la mattina per la sera perchè ha bisogno di un lungo riposo. In una ciotola capiente stemperare con una frusta la farina con l’acqua facendo attenzione a non formare i grumi, aggiungere l’olio e il sale, amalgamare bene e lasciar riposare – almeno quattro ore. Al momento di preparare la torta preriscaldare il forno a 250°, ungere una teglia con olio e versare l’impasto (che deve essere molto liquido) in uno strato di 3/4 cm di altezza circa. Cuocere per 25 minuti fino a che non si sia formata una crosticina croccante, increspata e leggermente abbrustolita. Sfornare, tagliare delle fette e spolverarle con una generosa macinata di pepe nero.

Questo è il link dell’articolo: https://iltirreno.gelocal.it/regione/2013/02/11/news/se-la-torta-e-di-ceci-1.6515915

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ANTIPASTI, ceci, FINGER FOOD, RICETTE

Le panelle

6 febbraio 2013

Si potrebbe dire che questa è la versione siciliana della torta di ceci livornese, pane e panelle  vs cinque e cinque… il procedimento è completamente diverso ma anche questo è un ottimo cibo da strada! Avevo dimenticato queste foto, avevo prepararto le panelle tempo fa quando ho avuto figli e nipoti (nipoti come zia non come nonna, malelingue!!! sono giovanissima io) un pomeriggio a casa tutti insieme e sono state molto apprezzate. Oggi non avrei potuto prepararle perchè bisogna avere un po’ di forza per girare continuamente l’impasto ed io non ne ho proprio… poi si friggono e si mangiano calde sole o nel pane, possibilmente uno di quei panini tondi e morbidi, sono croccantisime fuori e tenere dentro, squisite.

Panelle (circa 6)

  • 100 g di farina di ceci
  • 200 ml di acqua
  • sale e pepe
  • un ciuffetto di prezzemolo
  • olio di semi di arachidi per friggere

Lavare e tritare il prezzemolo. Versare la farina in una pentola e versare l’acqua poco a poco, il sale e il pepe, cuocendo a fuoco basso continuando a girare con un cucchiaio di legno facendo attenzione a non formare grumi. In realtà i panellari siciliani hanno le impastatrici ma noi posiamo usare una frusta in alternativa. Piano piano il composto si addenserà e quando si staccherà dai bordi della pentola sarà pronto. Aggiungere il prezzemolo, mescolare bene e levare dal fuoco. Versare l’impasto su una superficie piana, io uso una teglia, in uno spessore di 1 centimetro. Lasciar raffreddare e tagliarlo a rettangoli (o triangoli o mezze lune), friggere le panelle in abbondante olio ben caldo.