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Le uova al verde della zia Nina

21 novembre 2016

La zia Nina era la zia del mio babbo, sorella della sua mamma ovvero della mia nonna Rina. Non credo di averla mai conosciuta ma di lei mi sono giunti racconti e ricette tra le quali questa delle uova al verde.

Anche se le uova al verde sono una tipica ricetta piemontese ed anche se il paese della famiglia di mio padre, Ferrania, è in Liguria questa è considerata una ricetta di famiglia; in effetti il territorio si presta a contaminazioni di questo tipo.uova-al-verde-23-1uova-al-verde-ferrania

Riporto la ricetta così come l’ha scritta su di un foglietto di carta la zia di mio padre e di seguito la ricetta che col tempo ho messo a punto io:

“In teglia olio e poco burro e cipolla (una non troppo grossa) tritata finemente. Si fa rosolare un pochino con un poco di sale e un dado; ci si aggiunge un cucchiaio di farina sciolta con un poco d’acqua (o mollica di pane imbevuta di aceto) e si lascia sobbollire un pochino. A questo punto si aggiunge un trito di prezzemolo in abbondante misura e aglio il tutto ben tritati e si allunga sempre con un poco d’acqua perchè si formi il sugo. Intanto si saranno assodate le uova e sbucciate, si tagliano a metà per il lungo e si adagiano nel sugo verde della teglia: si aggiunge l’aceto sino a ricoprire le uova e si lasciano sobbollire, ancora qualche minuto e sono pronte.”

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Uova al verde della zia Nina

  • 4 uova fresche bio
  • 1 cipolla bianca
  • 1 mazzo di prezzemolo
  • 1 spicchio d’aglio
  • mollica di pane posato (circa 30 g)
  • aceto di vino rosso
  • 2 cucchiai d’olio evo
  • sale

Lessare le uova mettendole in un pentolino ricoperte di acqua fredda e cuocere 7 minuti dal bollore, sbucciarle, dividerle a metà e tenerle da parte. Mettere l’olio in una casseruola, far appassire la cipolla tritata finemente ed aggiungere la mollica di pane precedentemente ammollata nell’aceto e strizzata. Aggiungere mezzo bicchier d’acqua e lasciar sobbollire e cuocere per qualche minuto. Aggiungere il prezzemolo e l’aglio tritati, ancora un po’ d’acqua e cuocere 5 minuti. Unire le uova e versare l’aceto. Coprire e terminare la cottura per altri 5 minuti. Servire.

carciofi, patate, pic-nic, prezzemolo, RICETTE, VEGETARIANO, VERDURE

Sformato di patate e carciofi

6 aprile 2016

Questa ricetta prende spunto da lontani pranzi di famiglia. Cecilia preparava spesso uno sformato di patate che era da estasi, giuro. Quest’anno per il pranzo di Pasqua ho preparato, oltre alla torta Pasqualina, anche uno sformato di patate e carciofi seguendo le indicazioni base della ricetta di Cecilia ed è stato un successo. Un’altra torta simile e buonissima a cui mi sono ispirata è quella che Chiara e Marta hanno preparato per il primo pranzo tra blogger a casa mia, il tortino di patate e carciofi.

sformato di carciofi e patate (28)

Al contrario della torta Pasqualina questa ricetta esteticamente lascia un po’ a desiderare, i carciofi scuriscono in cottura, ma è decisamente più accattivante come sapore. Inoltre è possibile prepararla con un giorno di anticipo, sia noi che mio fratello (o meglio sua moglie) ci siamo andati avanti 2 giorni, scaldata è anche più gustosa, mentre la torta Pasqualina è preferibile cucinarla al momento in modo che la sfoglia rimanga bella croccante e friabile.  Continue reading “Sformato di patate e carciofi” »

finocchi, MENU', PESCE, prezzemolo, sgombro, VERDURE

Insalata di finocchi e sgombro; nuovo regime alimentare per la prima settimana del nuovo anno

3 gennaio 2013

Dopo le grandi mangiate ci vuole un giro di vite, ci vuole un nuovo regime alimentare sobrio, drenante e sano. Bene, per qualche giorno a pranzo mangerò una bella insalata di finocchi con un cucchiaio di semi misti ed uno sgombro cucinato in padella con un filo d’olio, uno spicchio d’aglio, un po’ d’acqua e una spolverata di prezzemolo all’ultimo, tutto senza sale. Questo è il pranzo, in alternativa allo sgombro un altro pesce azzurro o carne bianca ai ferri tipo hamburger di tacchino o petto di pollo alla griglia. Niente vino, niente birra, questa è la cosa più triste, la più difficile, la più brutta!

Per incoraggiare questo nuovo regime alimentare mi sono informata sulle proprietà di questi sfiziosi semi sul sito www.cure-naturali.it:

semi di girasole – “semi di girasole sono, tra i semi oleosi, quelli che vantano il più basso contenuto calorico, sono composti infatti per circa il 45% da grassi, per il 20-28% da proteine e per circa il 23% da carboidrati.
Prezioso l’elevato contenuto vitaminico: vi troviamo infatti grandi quantità di vitamine B1, B2, B6, B12, A, D e E.  
Ottima fonte per l’organismo di magnesio, ferro, cobalto, manganese, zinco erame. Tra gli acidi grassi essenziali vantano un buona presenza di acido clorogenico, acido linoleico e acido folico.

I semi di girasole esistono in tre varietà e ognuna di queste vanta delle proprietà:

  • i semi di girasole bianchi sono particolarmente ricchi di acido linoleico (omega-6), un acido grasso essenziale apprezzato per le proprietà antitumorali e per la prevenzione di arteriosclerosi e del diabete. L’acido linoleico inoltre favorisce l’accrescimento di massa magra rispetto a quella grassa.
  • Nella varietà nera questi semi sono particolarmente ricchi di ferro, manganese e zinco (impiegati nel metabolismo dei grassi e importanti per la crescita) oltre che di fibre, ottime nelle diete dimagranti per l’aumento del senso di sazietà e preziose per l’attività intestinale.
  • I semi di tipo striato sono molto utili per il corretto funzionamento dell’intestino.

In generale, i semi di girasole, sono molto nutrienti senza eccedere nei grassi e per l’alto contenuto di magnesio sono alleati del cuore e potenti antistress.
Ideali per controllare il colesterolo e per prevenire malattie cardiovascolari e arteriosclerosi.

L’alto contenuto di vitamina B12 è fondamentale per il sistema nervoso.”

semi di zucca – “Considerati i “parenti poveri” della famiglia dei semi oleosi, sono in realtà un alimento molto nutriente e contengono principi attivi davvero unici. Sono composti da grassi per circa il 50%, da carboidrati per il 24% e per circa il 18% daproteine. Ricchi di minerali come magnesio, zinco e selenio, di vitamina E, ma soprattutto di cucurbitina, un prezioso amminoacido dalle proprietà curative e vermifughe conosciute sin dall’antichità.

semi di zucca sono usati da sempre come rimedio naturale contro i vermi: l’efficace azione vermifuga di questi semi porta al distaccamento dei parassiti dalle pareti intestinali agevolandone l’espulsione.
L’assunzione costante di questi semi ha inoltre un’azione benefica sul tono muscolare della vescica: aiuta a prevenire i disturbi legati all’ingrossamento della prostata ed è utile in generale a combattere i disturbi che interessano l’apparato urinario, anche femminile, come infiammazioni e cistite.

semi di lino – “L’alto contenuto di minerali (in particolare fosforo, rame, magnesio e manganese), di proteine (20%) e lipidi (40%) fanno dei semi di lino delle piccole preziose perle di salute.
Tra i componenti di questi semini è d’obbligo menzionare gli acidi grassi polinsaturi, capostipiti degli Omega 3 e Omega 6, ma soprattutto la presenza di mucillagini.

Conosciuti da sempre per le loro proprietà emollienti e protettive, i semi di lino sono molto utili per combattere infiammazioni interne (ottimi ad esempio in caso di cistite) o esterne a livello epidermico.

Un altro principio benefico dei semi di lino è dato dall’alta percentuale di mucillagini. Queste sostanze di origine vegetale hanno un potere lassativo e sono coadiuvanti nella prevenzione della stipsi.
Gli acidi grassi Omega 3 e Omega 6 sono inoltre un prezioso contributo per  la salute dell’intero organismo e un valido aiuto per il corretto funzionamento del  sistema immunitario. “

 

CARNE, emmental, Libri, LUOGHI&FOTO, pollo, prezzemolo, RICETTE, SALSE E CONDIMENTI, SECONDI

Pollo all’elbana e un bel libro

28 settembre 2012

Cavo, Rio nell’Elba, Porto Azzurro, Marina di Campo, Rio Marina, Parata-Volterraio, Capoliveri, Parata-Nisporto, Monte Perone, Poggio-La Pila, Monumento… 

Ogni anno parto con un libro nuovo da leggere, il caso ha voluto che nel libro di queste vacanze ci fosse questa ricetta, il pollo all’elbana. Le coincidenze… “La bambina che contava le formiche” di Gabriella Ganugi è stata un’intuizione, ho letto una piccola recensione sul numero di aboutfood  di luglio 2012 ed ho capito che era il libro per me; mi sono ritrovata nelle sue parole scritte con semplicità con uno stile pulito e scorrevole, nei suoi odori come la salvia che per me è l’odore delle domeniche in famiglia dell’infanzia, e la scoperta dell’importanza della cucina nel momento in cui si perde qualcosa; lo consiglio mi è piaciuto moltissimo sia la parte personale che quella che chiama meditazioni in cucina di ricette e sapori. Non amo mischiare i sapori, il pollo è il pollo, il formaggio è formaggio ma la curiosità mi ha spinto a provare questa ricetta anche se non è una di quelle che fanno parte della mia cultura culinaria! 

Ho portato il libro in ufficio per comprare gli ingredienti, quando sono tornata a casa mi sono accorta di aver dimenticato il libro, con la necessaria spiegazione della ricetta e le dosi degli ingredienti, in ufficio… poco male; la ricetta l’avevo letta ed ho improvvisato sulle quantità. Risultato: una ricetta da leccarsi le dita!

Pollo all’elbana (di Gabriella Ganugi)

  • 1 pollo tagliato a pezzi
  • farina qb
  • 2 cucchiai di olio e.v.o.
  • 250 ml di vino bianco secco
  • 120 g di formaggio groviera grattugiato
  • 1 tazza di brodo di pollo
  • sale e pepe
  • prezzemolo tritato qb 
Infarinare i pezzi di pollo e rosolarli in padella nell’olio su tutti i lati. Salare, pepare e versare i 2/3 del vino facendolo sfumare a fuoco vivo. Aggiungere il brodo di pollo e cuocere per circa mezz’ora. Aggiungere il formaggio grattato, il resto del vino e cuocere fino a che non si sarà formato un sughetto abbastanza denso. Completare con il prezzemolo tritato grossolanamente e servire caldo con abbondante sugo per fare scarpetta.
ANTIPASTI, basilico, burro, ERBE AROMATICHE, maggiorana, menta, prezzemolo, rosmarino, SALSE E CONDIMENTI, salvia, timo

Burro aromatico

16 aprile 2012

Vi ricordate il mio angolo verde di primavera? Bene, le piantine di erbe aromatiche sono aumentate, hanno attecchito, sono cresciute e sono bellissime. Le uso molto nella preparazione delle mie ricette, fanno bene e donando alle pietanze profumo e sapore si può diminuire la quantità di sale.

“La menta è composta principalmente da acqua, fibre, ceneri, proteine e carboidrati; abbondante la presenza di minerali tra cui, presenti in buona percentuale, troviamo il calcio, il potassio, il magnesio, il rame, il manganese, il sodio ed il fosforo. Per quanto riguarda le vitamine sono presenti in discreta quantità vitamine del gruppo A, B, C e D.”  –  “Le proprietà aromatiche della maggiorana sono date dai suoi oli essenziali, è anche ricca di  vitamina C,  tannini e acido rosmarinico.”  –  “Secondo recenti ricerche, l’uso regolare del rosmarino mantiene giovani e migliora la circolazione sanguigna, aiutando soprattutto chi si sente privo di forze e debilitato, magari a causa di cali di pressione. Grazie ai suoi potenti antiossidanti il rosmarino svolge un ruolo protettivo dei riguardi del fegato, organo che risente più di tutti gli effetti dello stress. Già nell’epoca romana il rosmarino veniva utilizzato per uso curativo al fine di lenire il mal di denti o slogature e torcicollo; oggi lo si usa per curare la colite o la nausea, come rimedio ai dolori reumatici, le fitte cardiache o i problemi di digestione.”  –  “Il basilico è un’arma efficace nell’alleviare i dolori derivanti dall’artrite, che come sappiamo è una fastidiosissima patologia che colpisce le articolazioni; è stato dimostrato che l’assunzione di succo di basilico concentrato in pastiglie, può ridurre notevolmente le dimensioni delle articolazioni ingrossate e doloranti a causa dell’artrite. Sempre da questo studio è emerso che l’assunzione di basilico crudo serve a contrastare e combattere diversi tipi di infiammazione come raffreddori e malattie della pelle. Il basilico viene anche impiegato  come sostanza stimolante dell’apparato intestinale, in quanto, le sue proprietà facilitano la digestione e favoriscono l’appetito, non solo; il basilico rafforza il sistema nervoso, allevia gli stati d’ansia e di nervosismo, è utile nei casi di insonnia ed utilizzabile anche in caso di asma, bronchiti e tosse. In ultimo è in grado di aumentare la produzione di latte materno durante l’allattamento e di lenire il fastidio delle punture di insetti.” –  “Il timo, grazie all’azione del timolo, ha proprietà antibatteriche ed antisettiche che sono di gran lunga superiori rispetto ai comuni disinfettanti; assumere timo significa anche stimolare l’appetito ed aiutare il processo digestivo; svolge anche un’azione protettiva nei confronti dei danni provocati dai radicali liberi. Il timo è anche un buon tonificante per l’organismo ed in particolare per il sistema nervoso principale; ha proprietà espettoranti e balsamiche in grado di apportare benefici alle affezioni delle vie respiratorie e facilitare così l’espulsione delle secrezioni bronchiali.”  –  “La salvia è considerata una panacea per una vasta tipologia di malanni e un antico proverbio recita più o meno così: ” chi ha la salvia nell’orto possiede salute nel corpo”. Avendo la salvia proprietà battericida è indicata per la prevenzione e la cura di patologie delle vie respiratorie come tosse, raffreddore asma e irritazioni della gola. La salvia ha la proprietà di stimolare la secrezione dei succhi gastrici ed è quindi considerata un ottimo digestivo; mantiene l’alito fresco e strofinando le sue foglie sui denti contribuisce a tenerli più bianchi e puliti.” –   “Il prezzemolo è un alimento dalle innumerevoli proprietà terapeutiche e curative, visto il suo contenuto di vitamine e sali minerali; in particolare esso contiene vitamina A, C, E, ferro, zolfo, calcio, fosforo e rame. il prezzemolo è ottimo contro l’anemia, la stanchezza e la spossatezza cronica o che si può avere dopo una malattia o uno sforzo fisico, come rimineralizzante, in caso di carenze vitaminiche, contro i reumatismi e la gotta, per regolarizzare il ciclo mestruale, per la ritenzione idrica, per regolarizzare la digestione e il transito intestinale, per prevenire flatulenze e fermentazioni, per migliorare la circolazione e tutto l’apparato cardio-circolatorio, contro le parassitosi inttestinali, le infezioni urinarie e le mastiti.”

Il burro, se consumato crudo e senza abusarne, è un buon alimento, ricco di vitamina A.

Questa di oggi è una non-ricetta, basta ammorbidire dell’ottimo burro e amalgamarlo con le erbe aromatiche fresche tritate (io ho messo queste sette, elencate sopra e nella foto sotto). Poi si mette il burro negli stampini (monodose o più grandi, a piacere) e si mettono in frigo per un’ora. Semplicissimo e buonissimo spalmato sul pane scuro di Montegemoli come antipastino, in attesa che il pranzo sia pronto.

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Involtini a sorpresa

11 aprile 2012

Questa è una ricetta che avevo lasciato in sospeso da un bel po’ di tempo, perché? Non c’è un perché, era tra le bozze e stamani ho deciso di postarla. Un bel giorno sono entrata in macelleria ed ho trovato una bella signora, tutta impellicciata, che dava disposizioni al macellaio talmente accurate su come dovessero essere tagliate le fette di carne che mi è venuto spontaneo commentare tanta precisione. Le ho detto che doveva essere una bravissima cuoca e lei gentilmente mi ha spiegato cosa avrebbe  cucinato con quelle fettine di carne, dei bocconcini ripieni. Non ho potuto fare a meno di chiedere lo stesso taglio di carne al macellaio per provare la ricetta della signora ed eccola qua.

Servono delle fettine di carne tagliate a carpaccio e divise in 4 piccoli pezzetti; al centro di ogni pezzetto va messo un trito di prezzemolo, parmigiano, pan grattato, sale e pepe e poi lo si chiude a fagottino.

Ogni tre fagottini si forma uno spiedino, dopo aver formato tutti gli spiedini si fanno cuocere in padella con olio e.v.o. e polpa di pomodoro fino a cottura. Si aggiustano di sale e si  servono caldi. C’è anche la variante alla griglia dove è necessario mettere dentro il fagottino, oltre al trito, anche un pezzetto di formaggio tipo “galbanino”. Ci vuole un po’ di tempo e pazienza per preparare tutti i fagottini ma il risultato paga.

 

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Risotto cremoso alla verza

4 aprile 2012

Molti hanno notato un cambiamento, una cambio di rotta per meglio dire, nelle mie ricette. Non sono più alla ricerca di ricette nuove, particolarmente creative, ho sperimentato, rivisitato, qualche volta inventato, mi sono lasciata trasportare dal palato, dalle novità e dalle mode, si perchè anche in cucina ci sono le mode; ora alla base delle mie ricette c’è la genuinità, la praticità, la semplicità e la salute. Mi spiego, ho sempre sottolineato quanto sia importate la freschezza dei prodotti e la stagionalità e aggiungo che mangiare bene e sano è la cosa più importante. L’alimentazione ci può aiutare a stare bene e a prevenire alcuni danni che, inconsapevolmente con una alimentazione sbagliata, rechiamo al nostro corpo.

Non ho la pretesa di insegnare niente, questo mio spazio rimane una ricettario personale, il mio ricettario così come è nato nel gennaio del 2010. Ricette semplici, pochi ingredienti di stagione e di ottima qualità, ricette genuine, ricette pratiche nel senso che cerco sempre di non buttare via gli avanzi, ultimamente come ad esempio qui, qui e qui, ricette che esaltano ingredienti ricchi di virtù che non sapevo neanche che avessero. La stagionalità della verza è invernale ma in realtà viene raccolta da ottobre a maggio e quindi siamo in calendario, anche se prevedo che sarà l’ultima per quest’anno. Partiamo dal riso, ingrediente principale della ricetta; ho scelto il riso basmati in particolare perchè è moto profumato e, in generale, è un alimento rinfrescante e disintossicante; la verza, come tutti i cavoli, ha virtù rimineralizzanti e ricostituente cerebrale; il prezzemolo, come cavolo e riso, facilità la funzionalità digestiva; in fine la cipolla fresca di tropea aiuta a ridurre  e a prevenire il colesterolo e l’ipertensione. Un risotto salutare!

Risotto cremoso alla verza

  • 150 g di riso basmati
  • 1/2 cesto di verza
  • 1 cipollotto di Tropea fresco
  • olio e.v.o.
  • sale
  • prezzemolo
Tagliare finemente il cipollotto e farlo appassire in una casseruola con 2 cucchiai d’olio. Aggiungere la verza tagliata a striscioline e stufare per 15  minuti aggiungendo 2 cucchiai d’acqua se necessario. Versare 1/2 litro d’acqua  e aggiungere il riso. Cuocere con il coperchio per circa 10 minuti e girare con un cucchiaio di legno di tanto in tanto. Il risotto deve risultare cremoso. A fine cottura salare, impiattare e servire con abbondante prezzemolo tritato.

 Con questa ricetta partecipo al contest Chi non risotta in compagnia… di “Nella cucina di Ely” , fino al 1° maggio 2012

ANTIPASTI, PESCE, polpo, prezzemolo, RICETTE, SALSE E CONDIMENTI, SECONDI

Ogni testa dura trova ‘r su’ scoglio

1 febbraio 2012

Questa settimana tutto gira intorno alla città di Livorno (e ai contest); sarà un segno? Se lo è speriamo sia un segno bono

Appena ho visto la decima opera di Stefano Bianco ho subito pensato alle famose Teste di Modì, la famosa beffa, i livornesi sanno a cosa mi riferisco, gli altri possono leggere l’intera storia qui. In sostanza, nel 1984, furono ritrovate nel Fosso Mediceo tre teste di pietra subito attribuite allo scultore livornese Amedeo Modigliani, ed invece erano state scolpite (con un  trapano) da tre ragazzi che si sono divertiti a prendere in giro grandi esperti d’arte. Ero bambina ma mi i ricordo benissimo di essere andata a vedere la mostra allestita per lo straordinario ritrovamento, a Villa Maria con i miei genitori e una mia zia, come fosse un grande evento! Quando venne fuori la verità il Vernacoliere, mensile di satira, umorismo e mancanza di rispetto in vernacolo livornese e in italiano, diede libero sfogo a battute di ogni genere, fu veramente molto divertente. Ma torniamo all’opera del contest, il mio imbarazzo è tanto; ho letto i post di Ornella, Leda, Loredana, Lucia e Cristina, bellissime associazioni di idee, profonde, intense,  si spazia da Platone nel post di Ornella alle armonie cosmiche di Cristina, dalla vita in continua evoluzione di Lucia alla poesia di Paulo Coelho nel post di  Loredana passando dalla Pangea di Leda! Voi mi capite, a me sono venute in mente le Teste di Modì… vabbè, concedetemi un po’ di satira per una volta, questo non toglie niente al valore dell’opera in questione.

Se quelle teste avessero potuto parlare… ma oggi, nel 2012, esiste la libertà di parola? Di espressione? Per certi versi anche troppo, per altri assolutamente no. Il titolo è Teste Parlanti.

Polpo di scoglio sotto pesto

  • 1 polpo di scoglio
  • olio e.v.o.
  • 1 limone (il succo)
  • 1 spicchio d’aglio
  • 1 ciuffi di prezzemolo
  • 1 cucchiaino di capperi
  • sale e pepe

Cuocere il polpo, io lo cuocio nella pentola a pressione perché in 20/30 minuti si ottiene un polpo morbidissimo. Quando si sarà raffreddato toglietelo dall’acqua di cottura e tagliatelo a pezzi senza togliere la pelle e le ventose. Preparare un trito con sale,  pepe, olio, succo di limone, capperi, prezzemolo, aglio e il peperoncino. Impiattare e coprire il polpo con il trito. Lasciate riposare per qualche ora e servire a temperatura ambiente.

 Con questa ricetta partecipo al contest Carvinginthekitchen di Ammodomio per la decima opera, ogni mese.

 Con questa ricetta partecipo al contest  “La Toscana nel piatto” di Pan di Ramerino, scade il 5 febbraio 2012

 

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Le tagliatelle del Re

24 gennaio 2012

Dopo tre quattro ricette in cocotte posto un bel piatto di pasta, un primo di mare; i primi sono il piatto che preferisco, irrinunciabili. La ricetta è di Pateetpattes, l’ho copiata per partecipare al contest di cuocicucidici di gennaio, ci tengo a dirlo, solo per il piacere di partecipare perché non ho avuto molto tempo per tuffarmi nelle squisite ricette di Helga e Magali, tante e invitanti, ma le faccio omaggio volentieri con il mio contributo. La ricetta originale è per 50 persone, mi è piaciuta l’idea, la mia è solo per 3 con delle varianti, il formato di pasta e la presentazione più casalinga ad uso e consumo di figli affamati, in ogni caso è buonissima!

Le tagliatelle del Re

  • 250 g di tagliatelle al peperoncino
  • 18 mazzancolle
  • 9 pomodorini
  • 1/2 bicchiere di vini bianco
  • 1 ciuffo di prezzemolo
  • olio e.v.o.
  • qb
  • sale

In una padella mettere 2 cucchiai d’olio, i pomodorini lavati e tagliati a cubetti, le mazzancolle scottate e pulite (12 intere e 6 tagliate a pezzi) e cuocere per qualche minuto. Salare e sfumare con il vino bianco. Intanto cuocere le tagliatelle, scolarle al dente e saltarle nella padella con in sugo, servire distribuendo 4 mazzancolle per ogni piatto.

Con questa ricetta partecipo al contest di cuocicucidici “The Recipe-tionist” di gannaio, dal 5 al 25 gennaio 2012

CONCORSI&CONTEST, Fornitori, parmigiano reggiano, patate, prezzemolo, PRIMI, RICETTE, riso

Sfiziosa, semplice, naturale, economica…

19 novembre 2011

Questi sono i quattro requisiti necessari per la ricetta del concoso “Scopriti bravissima in cucina con Naturhouse!”. Sfortunatamente mi sono accorta solo ieri di questo contest che trovate qui nel blog Sorelle In Pentola di Angela e Chiara Maci; sfortunatamente perchè scade domani (20 novembre 2011) e avrei voluto contribuire nel pubblicizzare questa iniziativa che trovo  interessante e da approfondire. Per la ricetta da preparare non ho avuto dubbi, è una ricetta che mi ha insegnato mia madre, una delle sue minestre più apprezzate in famiglia. Rispecchia tutti i requisiti ed è di una bontà assoluta. La cosa veramente difficile è stata quantificare le dosi per due persone, dosi reali, giuste perché noi ne mangiamo delle belle piattate e facciamo anche il bis…

Mia nonna cucinava questa minestra per i suoi figli, cinque, che tornavano da scuola affamati ed inffreddoliti; Venezia è una città meravigliosa ma d’inverno è fredda e umida e per affrontare le avversità climatiche è necessario nutrirsi bene senza appesantirsi. Mia madre l’ha cucinata e la cucina ancora per noi ed io per la mia famiglia. Per trovare ricette sane, economiche e nutrienti bisogna solo dare uno sguardo nel passato, in quel passato di un’Italia povera ma pratica e intelligente…

Ma torniamo ai requisiti del contest nello specifico:

  1. certamente questa è una minestra sana sia per gli ingredienti che per il tipo di cottura;
  2. gli ingredienti principali (tolto olio, dado, cipolla e burro per mantecare che è anche facoltativo, come specificato nel regolamento)) sono patate, riso, prezzemolo e parmigiano e quindi non supero il limite massimo di 5;
  3. i prodotti sono rigorosamente del mio fornitore di fiducia Il Re dell’Insalata del banco al mercato in piazza Cavalloti nella mia città che si rifornisce da produttori locali, conosciuti e sicuri;
  4. la spesa per le dosi per due persone non supera i 10 euro, facendo un calcolo approssimativo ho speso poco più della metà.

Minestra di patate e prezzemolo (ricetta di famiglia) per 2 persone

  • 3 patate di media grandezza
  • 1/2 cipolla
  • 1 pugno di riso carnaroli
  • 1 ciuffo di prezzemolo
  • 3 cucchiai di olio e.v.o.
  • 1/2 dado (da agricoltura biologica senza glutine)
  • 1 noce di burro (facoltativo) e 2 cucchiai di parmigiano grattugiato per mantecare

In una casseruola a fondo alto (meglio ancora una pentola di coccio) stufare la cipolla tritata con mezzo bicchiere d’acqua. Quando l’acqua si sarà assorbita tutta aggiungere l’olio e le patate, sbucciate, lavate e tagliate a piccoli cubetti. Girare con un mestolo di legno per 2 minuti, versare 3 bicchieri d’acqua, fino a coprire le patate, e il dado. Lasciar cuocere fino a metà cottura delle patate e aggiungere il riso. Portare a cottura girando la minestra spesso con un mestolo di legno; se necessario aggiungere un po’ d’acqua bollente, non si deve asciugare, deve rimanere molto cremosa. A cottura ultimata togliere dal fuoco e mantecare con burro e parmigiano. Servire subito.

 Con questa ricetta partecipo al contest “Scopriti bravissima in cucina con Natuhouse!” di Sorelle in Pentola in collaborazione con NATURHOUSE, scade il 20 Novembre 2011