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Panzanella con melanzane

21 agosto 2017

Questa è stata una calda estate, questa è una calda estate pigra che scorre lenta e leggera. Un’estate fatta di passeggiate in campagna fantasticando di nuovi progetti e cambiamenti, un’estate comoda nelle sere casalinghe quando sdraiati all’aperto si attende quell’arietta che verrà a darci sollievo, un’estate che abbiamo affrontato con serenità e determinazione come quando dobbiamo affrontare i problemi che la vita ci presenta ogni giorno. Una bella estate.

Nell’armadio della soffitta ho ritrovato una pagina di giornale strappata dietro la quale c’era una ricetta di un panino con le melanzane che ho trasformato in una panzanella estiva usando quel pane raffermo che non butto mai via, protagonista di moltissime ricette toscane e non, melanzane grigliate, pomodori secchi e pomodori maturi. Anche questo è un piccolo tesoro ritrovato, spero possiate apprezzarlo quanto me.

Panzanella con melanzane

  • pane raffermo
  • 2 melanzane
  • 350 g di pomodori Piccadilli maturi
  • 1 spicchio d’aglio
  • qualche foglia di basilico
  • 2 pomodori secchi sotto sale
  • aceto di mele
  • olio extravergine d’oliva
  • sale e pepe

Mette a mollo in acqua fredda il pane raffermo, pane toscano sciapo tipo Nibbiaia, per qualche minuto. Eliminare la crosta e strizzare molto bene la mollica. Tenere da parte. Tagliare a fette le melanzane e grigliarle. Disporre le fette su un vassoio, condire ogni fetta con qualche goccia di aceto e lasciare da parte. In una ciotola preparae il condimento con lo spicchio d’aglio ed il basilico tritati finemente, i pomodori maturi tagliati a rondelle ed i pomodori secchi (ben scaicquati e strizzati) battuti grossolanamente al coltello, infine aggiungere l’olio ed una macinata di pepe, salare se necessario. Aggiungere le melanzane grigliate tagliate a pezzetti e lasciar insaporire per un’ora circa. Unite il pane, girate bene con l’aiuto di un cucchiaio per amalgamare il tutto in maniera omogenea e servite.

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Rubini in Villa, a spasso per Cerreto Guidi con lo chef Stefano Pinciaroli

11 luglio 2017

Anche quest’anno è giunto uno degli appuntamenti più attesi della stagione, il Festival Medicea a Cerreto Guidi che si svolgerà dal 14 al 16 luglio 2017. Come ogni anno si susseguiranno molte manifestazioni ed iniziative con una particolare attenzione alla serata di venerdì 14 che avrà come protagonisti i vini vincitori del Concorso Enologico Regionale Rubino Mediceo 2017. A celebrare questi vini sarà il menù dello chef Stefano Pinciaroli del PS Ristorante di Cerreto Guidi che, con il suo satff e con il sommelier Lorenzo Caponi, ha studiato un menù in abbinamento ai vini vincitori delle varie categorie:

Menù – Rubini in Villa

  • Ingresso

Antipasti con passaggio a vassoio, Insalata d’arista, Pappa al pomodoro, Farro e pesto, Flan di verdure

in abbinamento i Vini Binachi e Rosati vincitori

  • Si prosegue con

Panzanella di ceci, Cannelloni di pollo ruspante, Medaglione di manzo con panura di cipolle rosse

in abbinamento i Vini Rossi vincitori

  • Si termina con dessert

Stecco gelato alle rose

in abbinamento i Vini Passiti vincitori

(per informazioni e prenotazione – obbligatoria entro le 12.00 del giorno dell’evento – tel. 0571 55671)

Sono anni che partecipo come ospite tra i giornalisti e la stampa, in qualità di foodblogger, a questa cena ed ogni anno la manifestazione diventa sempre più interessante tant’è che quest’anno ho deciso di scrivere l’articolo prima dell’evento stesso attraverso una breve intervista allo chef Pinciaroli che gentilmente si è offerto di portami a visitare Cerreto Guidi e di farmi conoscere questo magnifico paese e la manifestazione che vi si svolgerà in questo fine settimana, dal suo punto di vista, riuscendo anche a cogliere un aspetto più privato dello chef.

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Capperi sotto sale, le inaspettate attività della Fattoria di Castiglionchio

26 giugno 2017

La Fattoria di Castiglionchio si trova a pochi chilometri da Firenze, facilmente raggiungibile ed al tempo stesso immersa nella natura, tra boschi e vigneti. Questo antico insediamento fortificato del XXII secolo, oggi agriturismo tipicamente toscano, è ricco di storia. Lapo da Castiglionchio nato a Firenze, aristocratico la cui famiglia proveniva dal castello di Quona nella Valdifiese, amico del Petrarca, adibì la Torre ad  abitazione-studio dove conservava i documenti e le pergamene della famiglia. Ma l’aspetto più tipico di questo luogo sono gli attrezzi, i suppellettili e gli strumenti  conservati e catalogati nel piccolo Museo dell’Arte Contadina, un immenso patrimonio storico e culturale.

Sulle mura della Villa nascono rigogliose le piante di capporo che in questo periodo sono in fiore e quando la signora che mi ha accompagnato all’appartamento mi ha detto che potevo tranquillamente raccogliere i capperi mi si sono illuminati gli occhi… potevo perdere quest’occasione? Direi di no. I capperi che siamo abituati a mangiare sono il fiore non ancora sbocciato della pianta, il bocciolo per l’esattezza, il frutto del cappero si chiama cucunci ed è una capsula oblunga e verde a forma di fuso. La mia, vi avverto, è una prova infatti non ho mai eseguito prima d’ora questa procedura ed infatti siccome non amo gli sprechi mi sono limitata a cogliere solo una piccola quantità di capperi con timore, se l’esperimento non dovesse riuscire, di dover gettare via tutto… a volte capita!

Capperi sotto sale

per un vasetto di capperi sotto sale

  • una manciata di capperi
  • sale grosso (solitamente si usa lo stesso peso di capperi e di sale)

Lavare accuratamente i capperi, asciugarli prima con un panno pulito e poi lasciarli al sole per un paio d’ore. Prendere un vasetto di vetro e disporre a strati il sale ed i capperi iniziando e finendo sempre con uno strato di sale. Questo lo potete fare anche con i cucunci. Nei successivi 10 giorni il sale estrarrà dai capperi il liquido amaro caratteristico di questa pianta che va eliminato. Ripetere l’operazione e se necessario riabboccare il vasetto con capperi già salati, io ho userò i capperi sottosale comprati in Sicilia. Trascorsi questi primi 10 giorni conservare il vasetto in un luogo asciutto e lontano dalla luce, se avete una cantina meglio. I capperi saranno pronti per essere consumati dopo un mese e possono durare così conservati anche due anni.