Milano

Ore 15.55, stazione di Milano centrale, Antonella mi sta aspettando al binario. Taxi, Hotel Boscolo Exedra; siamo in pieno centro, usciamo subito! Prima tappa “cappuccino”, dopo il viaggio e il freddo-umido che abbiamo trovato a Milano, è indispensabile. Un paio d’ore di shopping (Gucci, Burberry, Juicy, La Rinascente, Mondadori, Max Mara, Zara, Disney Store…) e rientro in hotel per prepararsi alla “grande cena”. La cosa più bella della camera è la doccia, un quadrato 50×50 cm sul soffitto dal quale scende una meravigliosa pioggia di acqua calda e le 16 bottigline, tra shampoo, bagnoschiuma, balsamo ecc.., una diversa dall’altra. lle 20.00 abbiamo appuntamento con Irene e sua figlia nella hall. Sono felice, emozionata e incuriosita. Siamo qui per la cena dei “Tre Gamberi” assegnati a dodici cuochi dalla guida “Gambero Rosso”.

Siamo a un tavolo da 12 persone, il menù che c’è capitato è quello della 2° squadra:

ANGIOLINA / antipasto di pesce di mare (antipasto)



LA SANGIOVESA / strozzapreti con puntine di maiale, erbe aromatiche e ceci (1° piatto)


CIBUS / arrosto di vitello podolico della masseria Colombo (2° piatto)

LOKANDA DEVETAK /struccoletti cotti con le noci e fiori di finocchietto selvatico

Non posso dire di aver mangiato bene. Capisco la difficoltà di cucinare in una cucina che non è la propria, ma almeno un menù che seguisse un certo filo logico, sarebbe stato apprezzabile. L’antipasto, che a me è piaciuto, mi ricorda una ricetta di Sadler che ho proposto varie volte nelle mie cene con successo (Tortino di polipo e patate, con pesto d’olive e fiori di zucca fritti). Il primo era molto buono, un bel piatto da trattoria, “verace”, gustoso, dai sapori ben definiti. La carne invece era troppo cotta quindi dura. Il dolce non era male, ma io non amo i dolci in genere, il mio giudizio conta poco.
Speravo di mangiare meglio, ma la compagnia è stata un piacere, mi sono divertita moltissimo ed ho passato una bella serata.
Tra gli sponsor della serata c’era “Mielizia”, che ha omaggiato ogni commensale di un vasetto di miele con un libricino di ricette. A me è capitato il miele d’acacia e ho già individuato tre ricette da sperimentare nei prossimi giorni.
Particolare del Duomo di Milano – Pavimentazione
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