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Il cavolo strascicato

4 febbraio 2016

cavolo strasciato (2)

Oggi oltre alla ricetta vi lascio una riflessione. 

” Ho aperto la mia pagina, questo spazio, nel gennaio del 2010, completamente allo sbando, senza sapere bene cosa stessi facendo e ad un certo punto mi hanno etichettato così: hai un blog di ricette? Sei una foodblogger!!! ed automaticamente mi sono sentita una foodblogger a tutti gli effetti, contenta e soddisfatta. Cioè? Bo, non lo so. Più di una volta nel corso di questi anni mi sono fermata ed ho cercato di fare il punto, di capire cosa stavo facendo e dove volevo arrivare con questo blog e mi sono sempre risposta che questo è IL MIO SPAZIO ed è una parte della mia vita, un aspetto di quello che è la mia vita nel momento in cui scrivo quel determinato post, libera di fare, scrivere, pensare ciò che mi pare, provando, sperimentando, ricredendomi su alcune scelte fatte o confermandole ma sempre senza dovermi giustificare con nessuno. Ci ho messo anni ad accettare i miei difetti, ora non permetto a nessuno di giudicarli, sono così come sono punto e basta e se non vi va bene è un problema vostro. E’ una continua ricerca, una continua scoperta. A me piace così. L’altro giorno nel leggere il post di un bellissimo blog che seguo ho scoperto che i momenti di pausa e di riflessione sono condivisi da molte altre persone e fanno benissimo. Essere liberi di essere se stessi è bellissimo, nel rispetto di noi stessi e degli altri, liberi di cambiare idea e direzione ma consapevoli che è il risultato di una nostra decisione e non la moda del momento. Chi sono, cosa faccio e dove sto andando? Sono Enrica, sto imparando a cucinare ed a fotografare quel che mangio insieme alla mia famiglia, per passione e divertimento e lo condivido con chi ha voglia di leggere le mie ricette, perchè il cibo è condivisione. Tutto ciò in questi anni mi ha arricchito molto a livello personale grazie alla conoscenza di persone uniche, speciali e realtà che non immaginavo, ci sono anche persone arriviste, invidiose e false ma è così in ogni ambiente e quelle le cancello con il tasto delete.

Ho iniziato a scrivere questo post il 12 Novembre del 2015, data a cui risale la riflessione qui sopra, poi per un motivo od un altro non l’ho finito, le foto non mi piacevano, non ho avuto tempo di scrivere la ricetta nel dettaglio, impegni ecc… rileggendo confermo e sottoscrivo.

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Ed ora passiamo alla ricetta del cavolo stascicato (cavolo strasciàto in livornese)che, da quando la figlia del mio capo ufficio me l’ha insegnata, faccio spesso nei periodi freddi ma quest’anno di freddo ce n’è stato veramente poco in realtà quindi era andata un po’ nel dimenticatoio. E’ una ricetta tipica livornese e quando ho letto l’invito di Giovanna Menci di Acquacotta e Fantasia a partecipare a #VerdureInvernali per le RICETTE REGIONALI dell’Italia nel Piatto, ho pensato che fosse giunto il momento di pubblicarla. solitamente questa ricetta viene abbinata alle salsicce che si possono aggiungere alla cottura del cavolo come ultimo ingrediente, dopo i pomodori pelati, pelati che certamente come me avrete preparato a fine agosto per conservarli durante tutto l’inverno. Le ultime volte che ho preparato questa ricetta ho aggiunto un cm di alga kombu ammollata in acqua calda o una foglia di alloro per ovviare al temuto gonfiore di pancia dato dai cavoli, alcune ricette prevedono anche i semi di finocchio presumo per lo stesso motivo.

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Cavolo strascicato

  • 1 palla (per palla a Livorno si intende il cavolfiore) 
  • olio evo
  • 2 spicchi d’aglio 
  • 1 peperoncino
  • pomodori pelati
  • sale qb

In una casseruola capiente versare 4 cucchiai d’olio, i due spicchi d’aglio schiacciati ed il peperoncino sbriciolato. Dopo un paio di minuti rimuovere l’aglio e unire il cavolfiore con le foglie più tenere tagliato a grandi pezzi. Coprire e lasciar stufare per circa 10 minuti, aggiungendo un po’ d’acqua se necessario. Unire i pelati schiacciandoli leggermente con la forchetta, salare e portare a cottura, ci vorranno circa 40 minuti. Durante la cottura girare il cavolfiore più volte con un cucchiaio di legno, deve essere strascicato appunto.

8 Commenti

  • Reply Fabiola 4 febbraio 2016 at 14:54

    Grazie per l’idea su come cucinare il cavolfiore, ma soprattutto per il bel pensiero ad inizio pagina, mi ci ritrovo molto, specialmente per quello che sto passando in questo periodo. Ma so che è la strada giusta. Buona giornata.

    • Reply Enrica 4 febbraio 2016 at 15:01

      Ciao Fabiola, grazie a te per essere passata di qui. E’ una ricetta gustosa da preparare nelle fredde serate invernali, sempre che il freddo arrivi… ho scritto quella riflessione mesi fa, sono certa che sia il pensiero di molti specialmente in un momento in cui i social permettono a chiunque di dire qualsiasi stupidaggine su cose o persone. Forza e coraggio!! Ti abbraccio.

  • Reply Giovanna 4 febbraio 2016 at 19:25

    Grazie, cara Enrica per questo splendido post e per le tue riflessioni. Sai che anche in casa mia, quand’ero in Maremma, si faceva spesso? Il mio babbo stravedeva per il cavolo “strascichato”. Hai visto? Pochi chilometri a sud di Livorno e la c si strascica, non si mangia! Qualche volta la mia mamma, alla bella età di 92 anni, lo fa ancora!

    • Reply Enrica 5 febbraio 2016 at 08:51

      Si Giovanna, proprio così! Ho scoperto che ci sono più interpretazioni di questa ricetta, questa è quella più classica da quello che mi hanno detto. E’ anche un piatto del “recupero” perchè molti usano il cavolfiore già lessato avanzato da altre preparazioni.

  • Reply Alice 5 febbraio 2016 at 21:13

    Enrica sono perfettamente d’accordo con te! La cosa fondamentale per me è poter seguire il blog come più mi piace, senza obblighi e condizionamenti, libera di seguire la mia strada e anche di cambiare idea!
    Il cavolo così l’ho sempre visto fare dai miei ma non lo chiamavano strascinato…io vengo da una zona marginale della Toscana!
    Un abbraccio e…spero a presto!
    Alice

    • Reply Enrica 7 febbraio 2016 at 11:00

      Forse quando l’ho scritto non ero perfettamente serena ma ora, a distanza di qualche mese, con serenità posso dire che il cibo e la passione per la cucina sono per me un percorso inevitabilmente in divenire… evolversi è nella natura umana. A presto!!

  • Reply Cristina 8 novembre 2016 at 18:40

    Magiche ricette d’infanzia. Grazie da Livorno

    • Reply Enrica 9 novembre 2016 at 14:53

      Prego da Livorno!

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