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ANTIPASTI, fagioli, Foto, LEGUMI, LUOGHI&FOTO, RICETTE, RISTORANTI, spinaci, VERDURE

…se vai a Siena fermati alla Sosta di Violante

9 aprile 2017

Le crete senesi. L’argilla o creta, col il suo colore grigio-azzurro rende caratteristico il territorioLe ferie ormai sono diventate un bene prezioso, bisogna saperne fare buon uso perchè in ferie ci si deve riposare; questa è la priorità. Così siamo riusciti a conquistarci faticosamente due giorni per visitare Siena e dintorni. Ci siamo voluti godere anche il paesaggio che da Livorno ti conduce a Siena, partendo dal mare, attraversando le campagne per giungere alle colline toscane, fino alle famose crete senesi.

Un itinerario in cui i piccoli borghi scandiscono il tempo, ti riportano a tempi antichi, lontani. Tra borghi privati e luoghi sacri la prima tappa è stata Torri, una frazione del comune di Sovicille, nella provincia di Siena. Qui abbiamo avuto la fortuna di trovare aperto Il Chiostro dell’Abbazia delle Santissimi Trinità e Mustiola, costruito con bicromia di marmi, con lo stesso stile del duomo di Siena, la cui parte originaria risale al XII secolo.

“Il Chiostro è suddiviso in tre ordini sovrapposti di logge: uno, il più antico, è del 1189 ed è costituito da marmi policromi bianchi, rossi e nero-verdi. Le colonnine che sorreggono gli archi sono una diversa dall’alta: tonde, ottagonali, lisce, decorate a basso rilievo e poggiano su un muretto ornato a losanghe. Il pavimento del chiostro è interamente in cotto. I capitelli rappresentano soggetti naturali, mentre scene dell’Antico Testamento sono scolpite sui pulvini: Peccato Originale, Caino e Abele, l’Anello di Re Salomone, la Sirena bicaudata e il Grifone che divora un pesce.

Negli archi sono alternati il travertino bianco e l’albarese nero, che formano così una dicromia che si ritrova anche nel colonnato. Gli altri due loggiati, più tardi, furono costruiti nel XIII e nel XIV secolo.” (da toscanaeturismo)

Dopo aver fatto un giro del paese siamo rimontati in macchina inoltrandoci per le colline senesi passando da Grotti con sosta a Buonconvento, per giungere a Siena. L’ultima volta che ci sono stata era inverno ed era sera, il tempo di affacciarmi in piazza del campo e scappare via, non mi ricordavo come fosse bella la Fonte Gaia, la monumentale fontana rivolta verso il Palazzo pubblico in piazza del Campo, risalente al 1346.

Dopo aver fatto il giro della piazza e qualche foto ricordo, tra turisti, studenti e gente del posto siamo andati verso porta Romana a cena all‘osteria la Sosta di Violante sotto suggerimento di Giulia. Oltre ai pici al ragù di capocollo che dovevo assolutamente aassaggiare, ho ordinato degli involtini di lardo di cinta ripieni di spinaci cotti al vapore serviti su crema di fagioli cannellini, il tutto accompagnato da un calice di vino rosso toscano e la cordiale ospitalità dei proprietari; degna conclusione di una splendida gita.

Tutto molto buono a tal punto che appena rientrata mi sono messa a fare sia i pici a mano (…lavoro lungo e certosino per chi come me non lo fa abitualmente ma di soddisfazione) che gli involtini di spinaci e lardo, tanto buoni che ormai stanno diventando un classico delle nostre cene casalinghe. Condivido con voi la ricetta per come l’ho interpretata io.

Involtini di lando e spinaci saltati su crema di cannellini

per la crema di cannellini

  • 200 g di fagioli cannellini lessati e un poco della loro acqua di cottura
  • olio evo
  • sale q.b.

per gli involtini

  • 4 fettine di larno
  • 400 g di spinaci gia lessati e ben strizzati
  • 1 aglio in camicia
  • olio
  • sale

Frullare i fagioli con un po’ della loro acqua di cottura ancora calda con un po’ di olio evo e sale, deve risultare una crema di media densità. Saltare gli spiaci in una padella con l’olio e laglio in camicia per qualche minuto in modo da togliere l’umidità. Stendere su un tagliere le 4 fettine di lardo, mettere ad una estremità una grossa quenelle di spinaci e formare gli involtini. Vesare in ogni piatto due cucchiai di crema di cannellini ed adagiarci sopra un involtino. Servire caldi.

Suggerimento: Non lasciate raffreddare gli spinaci in modo che il lardo inizi leggermente a sciogliersi con il loro calore. Nella foto della mia ricetta ho usato un coppapasta di forma quadrata per dare un tocco di originalità all’involtino che è diventato un cubo.

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Cerreto Guidi, una passione che dura nel tempo, Medicea 2016

17 luglio 2016

Una passione, la mia, che dura da anni da quando per la prima volta nel 2012 sono stata ospitata in questo paese nel cuore della Toscana; una passione per il paese stesso ma soprattutto per le persone che ho incontrato, una passione, la loro, che riescono a trasmettere con entusiasmo ogni volta.

Anche quest’anno la grande manifestazione Medicea 2016 che si conclude stasera ha avuto un grande successo tra mostre, spettacoli ed eventi. Dal 6 al 17 luglio le innumerevoli iniziative hanno focalizzato l’attenzione su Cerreto Guidi ed in particolare quest’anno, grazie al lavoro di Lorenzo Caponi sommelier del Ristorante PS, il concorso Rubino Mediceo ha coinvolto ben 28 Aziende toscane che hanno partecipato con 94 vini, un risultato di cui poter esser fieri.

La prima giornata a cui ho partecipato è stata intensa a partire dalla visita alla Villa Medicea che nel giugno 2013, insieme ad altre 11 ville e 2 giardini medicei della Toscana, è entrata a far parte del Patrimonio dell’Umanità Unesco. Insieme all’Assessore all’Agricoltura Paolo Feri e accompagnati da Silvia, guida preparatissima, ho visitato le sale del museo della Villa. Nella prima sala, la sala degli arazzi, sono esposti quattro arazzi del 1637 recentemente restaurati che rappresentano le quattro stagioni. Bellissimi i particolari che ci raccontano la vita e gli usi dell’epoca. 

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DOLCI, Fornitori, Foto, pere

Dolci estivi: gelato al cioccolato, pere giugnoline e meringa – tiramisù con gelato alla crema

23 giugno 2016

Anche quest’anno ho ricevuto in regalo da Gianna dell’Osteria del Ghiotto di Canneto le pere giugnoline! E siccome la voglia di qualcosa di dolce è irresistibile anche in estate ho pensato a due classici dolci dei pranzi della domenica di quando ero piccola, crostata pere e cioccolato e tiramisù ma in una versione più fresca e soprattutto facile e veloce da realizzare. 

dolci estivi, gelato al ciocolto con pere giugnoline (8)

L’ispirazione viene dal sito di DALANI, fonte di nuove idee e shopping perchè oltre alla passione per la cucina ed il buon cibo ho anche una stana mania relativa all’arredamento della casa, ogni tanto sento il bisogno di cambiare disposizione dei mobili in una stanza o di sostituire qualche vecchio oggetto con uno nuovo per cambiare stile o di dare nuova vita ad un angolo della casa cambiando l’illuminazione ecc… Non credo di essere l’unica donna che subisce il fascino del desing e dell’arredo!

Nel sito c’è una sezione Magazine con articoli e suggerimenti sempre molto interessanti, quello che mi ha fatto venir voglia di un dolcino estivo è stato l’articolo Banana split e Iced coffee: dolce estate retrò.

dolci estivi, gelato al cioccolato con pere giugnoline (8)dolci estivi, gelato al cioccolato con pere giugnoline (5)dolci estivi, gelato al ciocolto con pere giugnoline (2)

Da piccola non mangiavo dolci ma ricordo benissimo quelli che mangiavano i miei. La domenica si consumava il pasto in sala da pranzo, una stanza con una delicata carta da parati che veniva usata solo nei giorni di festa e non mancava mai un dolce a fine pasto. mio padre andava matto per i cannoli alla crema ma mia madre sapeva fare solo crostate e un dolce alto e morbido alla ricotta più adatto a merende e colazioni. La crostata cioccolato e pere era un classico e spesso, se avevamo ospiti, c’era il tiramisù servito in una grande pirofila di vetro. Adesso al pranzo della domenica ci penso io e non sempre c’è il dolce a fine pasto ma con l’arrivo dell’estate è giunta anche la voglia di qualcosa di dolce e fresco. Queste sono due proposte veloci da fine pasto, un gelato alla cioccolata con pere giugnoline sciroppate e meringa e un tiramisù con gelato alla crema, biscotti savoiardi sbriciolati, caffè liofilizzato e cacao in polvere.

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FORMAGGI, Fornitori, Foto, LUOGHI&FOTO, Raveggiolo, RICETTE, timo, VARIE

Le ricette del Sor Fattore #8 – dal latte al raveggiolo passando dalla Fattoria Il Palagiaccio

4 maggio 2016

Questa volta il Sor Fattore è andato in fattoria per seguire le fasi della lavorazione del latte fino a diventare formaggio. Un percorso dalla stalla al caseificio, dai formaggi freschi a quelli stagionati, dalla grotta del Gran Mugello Ubaldino alla tavola passando anche dai prodotti della Tuscany Farm , grande sorpresa ma di questo parlerò in un post dedicato alla cosmesi. 

FORMAGGI AL PALAGIACCIO

Ospite dell’Antica Fattoria il Palagiaccio per aver vinto il primo premio del contest #lattidamangiare nell’ottobre del 2015, ho avuto la possibilità di visitare l’Azienda della famiglia Bolli sotto la guida di Carlo, uno dei due figli, che insieme a sua madre mi hanno ospitata con la fondamentale collaborazione dello loro staff. Con me c’era Daniela del blog chiediloalladani terza classificata, per motivi di lavoro mancava Giovanna del blog acquacottaefantasia seconda classificata.  

i formaggi al Palagiaccio (10)

FOTO 1 – ELEONORA VIVOLI

Abbiamo iniziato dalla produzione della ricotta dove Eleonora (FOTO 1) ci ha spiegato il procedimento e quali sono gli ingredienti con cui viene fatta, siero di latte vaccino con aggiunta di latte vaccino pastorizzato e sale. Il latte ed il siero vengono scaldati  80-90°C, poi si attende la coagulazione che si vede dal formarsi dei tipici fiocchi che caratterizzano la tessitura leggera e delicata della ricotta (FOTO 2) e dopo la spannatura manuale con dei grandi ramaioli si mette la ricotta negli appositi cestelli per far uscire il liquido in eccesso (FOTO 3).

i formaggi al Palagiaccio (16)

FOTO 2 – SCHIUMAROLA

i formaggi al Palagiaccio (33)

FOTO 3 – RIEMPIMENTO DELLE FUSCELLE

Le fuscelle colme di ricotta vengono trasferite nella cella refrigerata a 0-2°C, raggiunta la temperatura di raffreddamento il prodotto è pronto per la vendita e viene etichettato come FIOR DI RICOTTA. Continue reading “Le ricette del Sor Fattore #8 – dal latte al raveggiolo passando dalla Fattoria Il Palagiaccio” »

ceci, Foto, LEGUMI, LUOGHI&FOTO, PIATTO UNICO, PRIMI, VEGETARIANO

Gita in Salento, una minestra di ceci, la ricetta di ciceri e tria

30 gennaio 2016

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Per la prima volta in vita mia sono stata in Puglia e ne sono rimasta affascinata nonostante il mal tempo (ha iniziato a nevicare…). Tre giorni a Lecce e dintorni nel cuore del Salento. Niente macchina fotografica; per problemi di spazio (e di peso) ho dovuto rinunciare sia alle foto che ai souvenir mangerecci che avrei portato volentieri a casa,  solo qualche scatto con il cellulare ed un libro di cucina pugliese. E’ solo una piccola parte della Puglia quella che vi racconto oggi, spero sia il punto di partenza per nuovi viaggi perchè c’è tanto da vedere, da visitare, da raccontare e da assaggiare.

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Lecce è una città d’arte con le sue bellissime Chiese ed i Palazzi storici in stile Barocco, le facciate di questi affascinanti edifici, i cortili e le corti offrono immagini da cartolina. Sono rimasta incantata da questa architettura che nonostante la sua ricchezza riesce a non risultare pesante, i colori e le forme tra la cartapesta ed le ceramiche (famose quelle di Grottaglie) rendono unica questa città.

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Percorrendo la strada lungo le campagne, in queste distese a perdita d’occhio di ulivi secolari si vedono delle particolari costruzioni chiamate pajare o caseddhi che servono da rifugio a pastori e contadini per ripararsi dal maltempo, dalla calura, per riposare ma anche per riporre gli attrezzi. Sono realizzate con le pietre che venivano tolte dai campi da coltivare e usate anche per i muretti di confine.

Esteticamente più suggestivi sono i trulli che ho visitato ad Alberolello, delizioso paese in provincia di Bari, il cui centro storico è interamente costituito da trulli che lo rendono unico al mondo tanto da essere stata iscritta nella lista dei siti Patrimonio Mondiale Unesco dal 1996.

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Trullo siamese di Veneziano Albano Via Monte Nero, 50 Alberobello, L’arigianato di Qualità, bellissimi souvenir e accoglienza squisita!!!

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La prima cosa che ho voluto assaggiare la sera a cena è stato un bel piatto di ciceri e tria che con quel freddino ci stava proprio bene. Ho cucinato diverse volte questa ricetta ma sempre in versione rivisitata come finger food, il mio classico finger food, ciceri e trie in bianco e nero, la versione semplificata e toscanizzata direinon l’ho mai preparata seguendo la ricetta originale e prima di farlo volevo assaggiare un vero piatto di ciceri e tria, l’originale, a regola d’arte. 

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E’ un piatto di origini antichissime, sembra che ce ne sia traccia nelle Satire del poeta latino Orazio, scritte tra il 35 il 30 a.C., dove descrive una minestra di ceci, porro e lagane ovvero qualcosa di simile alla nostra pasta fresca, in seguito verrà sostituito dal termine tria diffuso nel Salento ed in Sardegna di origine araba  ytria o ytrya, che significa pasta secca. Questo è un piatto della tradizione, uno di quei piatti poveri della cucina contadina che ancora oggi è protagonista della tavola il giorno di San Giuseppe, il 19 marzo. La particolarità di questa minestra di ceci è che una parte della pasta fatta in casa, tipo tagliatelle larghe 1 cm e lunghe 15 cm,  viene fritta donando una piacevole croccantezza al piatto. La ricetta che vi propongo mi è stata venduta come quella originale ma in realtà ci sono molte versioni simili tra loro con qualche ingrediente in più o in meno, non me ne vogliano i pugliesi, a mia discolpa posso dire che comunque sia è un piatto buonissimo.

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La tria

  • 400 g di semola di grano duro rimacinata (siccome non riesco a seguire alla lettera le ricette, per la mia tria ho usato 250 g di semola di grano duro e 150 g di farina di farro integrale aggiungendo un po’ più d’acqua)
  • 100 ml di acqua tiepida
  • sale qb

Lavorare la farina con l’acqua unendo circa mezzo cucchiaino di sale per 10 minuti fino ad ottenere un impasto elastico, liscio ed omogeneo. Lasciar riposare mezz’ora in un panno umido. Staccare dall’impasto una parte di pasta e stenderla fino ad ottenere una sfoglia alta 2 mm. Tagliare le trie larghe 1 cm e lunghe 15 cm circa. Continuare con il resto dell’impasto.

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Ciceri e tria

  • 300 g di tria
  • 250 g di ceci secchi
  • 1/2 cucchiaino di bicarbonato
  • 2 foglie d’alloro
  • 1 gambo di sedano con le foglie
  • 1/2 cipolla bianca
  • olio evo
  • olio di semi di mais per friggere
  • sale e pepe qb

La sera prima mettere a mollo i ceci in acqua con il bicarbonato che dovrebbe aiutare a renderli più morbidi in cottura. 

Sciacquare i ceci e metterli in una pentola capiente, ricoprirli d’acqua. aggiungere 2 foglie d’alloro e cuocere a fuoco basse fini a cottura. Tenere da parte con la loro acqua. Cuocere 200 g di tria in acqua bollente salata nella quale avete messo il sedano spezzato in due e scolare al dente. I restanti 100 g di tria vanno fritti in olio di mais fino a doratura. In una padella capiente mettere 3 cucchiai d’olio evo, far appassire la cipolla tritata, unire i ceci con un po’ della loro acqua e la tria sia lessata che fritta. Far insaporire per qualche minuto, aggiustare di sale e aggiungere il pepe (facoltativo) e servire la minestra di ceci ben calda.

 

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La perfetta padrona di casa… il piacere di invitare e i mini cornetti con patè di olive taggiasche

13 gennaio 2016

Il blog è nato proprio dal piacere di invitare le amiche a cena, non c’è gusto a cucinare senza condividere! Questo è uno dei progetti per il nuovo anno: invitare cercando di essere una “perfetta” padrona di casa perchè mio padre mi ha insegnato ad impegnarmi ed essere orgogliosa del mio lavoro qualunque attività io stia svolgendo. Almeno ci provo.

Accogliere amici e parenti nella propria casa, alla propria tavola non è solo una questione di offrire un buon pasto, si tratta di manifestare il piacere di accogliere dal momento in cui si apre la porta di casa, dall’arredamento comodo ed ordinato, dalle luci che creano la giusta atmostera, alla mise en place alla quale tengo in maniera particolare che cambia in base al menù, all’occasione ed alla stagione, può essere una cena tra amiche in estate in giardino, un compleanno in famiglia, una cena romantica per qualche ricorrenza, l’arrivo di parenti da lontano durante le vacanze, o un qualsiasi pranzo domenicale da rendere semplicemente speciale, ogni scusa è buona per stare insieme.

Per potervi dare qualche consiglio troverete di seguito alcune idee prese dal sito di  DALANI che ho messo in pratica in più di un’occasione, nei pranzi e nelle in casa e all’aperto, per la casa e per la tavola, un negozio fornitissimo. Continue reading “La perfetta padrona di casa… il piacere di invitare e i mini cornetti con patè di olive taggiasche” »