DOLCI, marmellate, more, RICETTE

Pie con confettura extra di more di rovo selvatiche

27 maggio 2017

Dopo il brunch di sabato scorso mi è rimasta una voglia irresistibile di dolci, circostanza per me abbastanza nuova. Ho atteso che Alice pubblicasse la ricetta della Bakewell Tart per poterla preparare ma poi il destino avverso mi ha regalato un sipatico virus che mi ha debilitato non poco costringendomi a rimandare la preparazione di una qualsiasi pietanza dolce a giorni migliori… però non m i sono persa d’animo ed ho deciso di preparare delle piccole crostatine, più semplici, più veloci e più alla mia portata, con una delle marmellate che ho acquistato ad inizio mese sul sito weloveat

Le marmellate Chiaverini le conosco e le consumo da tempo, per chi invece non le conoscesse sono quelle confetture di alta qualità, buonissime vendute in caratteristici vasetti color argento, un packaging esclusivo brevettato nel 1928 dai Fratelli Chiaverini & C., ma la sorpresa è stata trovare sul sito weloveat anche i tubetti in alluminio di confettura extra di more e di albicocche, che sono veramente deliziosi, perchè l’occhio vuole la sua parte anche nella confezione!

Per l’impasto invece ho preso spunto da una ricetta di Marianna Franchi dal libro di farina in farina, libro che consulto spesso per variare l’alimentazione usando farine di tipi diversi ed in questo caso, invece di preparare la classica pasta frolla per le crostate, ho usato una base che da a queste tortine una consistenza biscottosa e fragrante.

Pie di confettura extra di more di rovo

(per 8 crostatine)

per la base

  • 200 g di farina di farro
  • 70 g di farina di riso
  • 90 g di burro freddo
  • 35 g di zucchero semolato
  • 50 g di acqua fredda
  • sale

per il ripieno

  • 1 tubetto di confettura extra di more

latte per spennellare la scostata qb

Preparare la base mettendo in una ciotola capiente le due farine, lo zucchero, un pizzico di sale ed il burro freddo tagliato a cubetti. Sbriciolare il burro con la punta delle dita insieme alle farine fino ad ottenere un composto bricioloso, aggiungere l’acqua fredda ed impastare velocemente per ottenere un composto uniforme. Avvolgere l’impasto nella pellicola e lasciar riposare in frigo per mezz’ora. Stendere il composto su carta forno e ritagliare 8 cerchi del diametro di 10 cm e delle striscioline per la guarnizione delle tortine. Mettere i dischi nei pirottini (del diametro di 8 cm) in modo da formare un bordo ai lati, versare la confettura di more (volendo potete usare più gusti di marmellata) e rifinire con le stiscioline di impasto spennellate con un po’ di latte. Infornare a 180° per circa 20 minuti, fino a che le piccole pie saranno dorate.

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Il mio primo Brunch

21 maggio 2017

Sono passati molti anni dal mio primo brunch ma lo ricordo ancora con entusiasmo, la prima volta che ne ho sentito parlare era il 1988 ed ero a New York City. Mio padre doveva partire per gli Stati Uniti per un viaggio di lavoro, prima tappa la capitale Washington D.C. dove avrebbe partecipato ad una conferenza dell’allora Presidente degli Stati Uniti d’America Ronald Reagan, seconda tappa New York City per poi rientrare in Europa, Londra e Roma. La data del suo viaggio coincideva con quella del mio compleanno e decise di portami con se, solo per le prime due tappe, a Londra andò solo, io tornai direttamente a Roma dove fui ospite per qualche giorno di amici di famiglia a causa di un lungo sciopero dei treni e degli aerei che mi impedì il rientro a casa. Di Washington ricordo il verde dei parchi, i musei come il National Air and Space Museum con la navetta che porto’ Armstrong a calcare i primi passi sulla Luna, la Milestones of flight, i monumenti nazionali come la Casa Bianca, il Lincoln Memorial ed il Campidoglio ma soprattutto rimasi colpita dal Cimitero nazionale di Arlington, 300.000 lapidi bianche ordinatamente disposte su questa distesa d’erba verde brillante. Qui mio padre si volle fermare davanti alla Tomb of the Unknowns -tomba al milite ignoto – dove è stato scolpito il motto che dice: Here rests in honored glory an american soldier know but to God – Qui riposa con gloria onorevole un soldato americano conosciuto solo a Dio.

Dall’ordine della capitale mi sono ritrovata nel caos della grande mela… sabato sera a New York è una cosa che non si può dimenticare tra luci, insegne, un frenetico vortice di persone e personaggi, limousine, centinaia di taxi gialli, suoni, rumori, ascensori supersonici e il ristorante girevole dove eravamo stati invitati a cena, il The View Restaurant & Lounge a Broadway dove mi servirono una magnifica aragosta con burro fuso e ketchup, fortunatamente in due ciotoline a parte. La mattina dopo, scendendo nella sala colazione dell’Hotel, mio padre mi informò che gli americami la domenica mattina, tra le 10.30 e le 15.00 circa, erano soliti consumare il brunch. Esatto, una sorta di pasto a metà tra la colazione, brekfast, e il pranzo, lunch, il brunch appunto perchè avendo fatto tardi il sabato sera non si alzano all’ora giusta per la colazione e comunque potrebbe essere presto per il pranzo o potrebbe essere tardi per il pranzo e si alzano con la voglia di una colazione abbondante… insomma noi diremmo che spilluzzicano un po’ di tutto.

Ieri ho fatto il mio secondo brunch americano con le mie colleghe blogger a casa di Marta e Chiara di La cucina spontanea con Alice di Panelibrienuvole e Ambra di A ogni pentola il suo coperchio e come al solito abbiamo passato una bellissima giornata insieme tra chiacchiere, rivelazioni, ricordi, scambi ma soprattutto a domandarci dove sono questi guadagni stratosferici di cui parlavano su Rai Tre l’altra sera durante la trasmissione di Report, no perchè a noi non risulta.

Impeccabile ospitalità, compagnia gradevolissima e menù da far invidia a quello del 1988 a New York, del resto il nostro è un duro lavoro e questi sono i sacrifici a cui andiamo incontro: pan brioche, burro aromatizzato alle erbe, uova strapazzate, guacamole, pomodori, bagel ai semi farciti in due maniere diverse, club sandwich classico e con arista e frittata, canapè con robiola e salmone, tè freddo, acqua aromatizzata con limone e menta, bloody mery analcolico, pancake con sciroppo d’acero e fragole, bakewell tart. Mi sembra di non aver scordato niente oltre al caffè ovviamente.

Club sandwich classico

  • 3 fette quadrate di pane in cassetta (possibilmente fatto in casa o dal panettiere)
  • 1 pomodoro
  • 1 fetta di tacchino
  • 2 fettine di bacon (pancetta o guanciola di maiale)
  • 2 foglioline di insalata
  • maionese
  • senape all’antica

Club sandwich alternativo

  • 3 fette quadrate di pane in cassetta
  • 1 foglia di insalata
  • 1 fetta di arista
  • 1 piccola frittata fatta con 1 uovo e 1 cucchiaio di parmigiano reggiano
  • 1 cucchiaio di formaggio spalmabile condito con sale, pepe, olio e maggiorana fresca
  • 1 pomodoro
  • senape
  • maionese

Tostare leggermente le fette di pane.

Per il club sandwich (o ClubHouse): spendere la maionese sulla prima fetta di pane in cassetta tostato, mettere l’insalata e la fetta di tacchino taglaita molto fine e grigliata, mettere la secoda fetta di pane, cospargerla con altra maionese, mettere il bacon abbrustolito, qualche fetta di pomodoro, cospargere la parte interna dell’ultima ferra di pane con la senape all’antica e chiudere il sandwich. Tagliare a metà il sandwich formando due triangoli e fermare le fette con un bastoncino di legno.

Per l’altro sandwich: spalmare la prima fetta di pane con la senape. Mettere l’insalata,  l’arista di maiale cotto al forno e tagliato molto fine, spalmare la seconda fetta di pane con la crema di formaggio da entrambe i lati, mettere la frittata. due fettine di pomodoro, plalmare l’ultima fetta con la maionese e chiudere il sandwich. Tagliare a metà il sandwich formando due triangoli e fermare le fette con un bastoncino di legno.

Servire con il bloody mary analcolico (dalla ricetta originale: 9 cl di succo di pomodoro, 1,5 cl di succo di limone, 2/3 gocce di Salsa Worcester, 1 pizzico di sale e di pepe nero, Tabasco, servire con un gambo di sedano come decorazione).

ANTIPASTI, canapè, FINGER FOOD, fiori eduli, RICETTE, ricotta, VARIE, VEGETARIANO

Canapè con patate viola, ricotta e fiori eduli

1 maggio 2017

E’ arrivato un bastimento carico di… fiori! Ho finalmente trovato un fornitore di fiori eduli, vicino a casa, ovviamente bio e sono felice! Quest’inverno la mia amica Francesca mi ha messo in contatto con Valter perchè cercavo dei fiori eduli da abbinare ad alcune ricette che avevo in mente ed è cosi che ho conosciuto Giovanna, la moglie di Valter, colei che in un angolo del grande orto di famiglia coltiva fiori da mangiare sperimentando personalmente le ricette che poi consiglia ai suoi clienti.

Giovanna mi ha preparato un cestino di fiori da portar via per poterli provare tra cui geranio, rosa, pansè, petunia, bocca di leone e calendula, belli, carnosi, frofumati e colorati. Ogni fiore ha la sua caratteristica e quindi un possibile impiego in cucina. I fiori sono giunti nella mia cucina in piena primavera qualche giorno prima di un brunch da organizzare tra amiche e mi è venuta l’idea di preparare un canapè con purè di patate viola e ricotta cotta con fiori eduli, il risultato lo potete vedere da soli!

Presto mi organizzerò per tornare da Valter e Giovanna a Cecina a cogliere la seconda mandata di fiori – tageti, zinna, dalia, begonia e nasturzio – per mettere in pratica altre idee. Al contrario di quello che si pensa i fiori non sono affatto delicati, dal momento che vengono colti durano qualche giorno in frigo, anche una settimana, basta aver cura di conservarli nel modo giusto, per quel che riguarda l’uso Giovanna dice che vanno trattati come le cipolle, senza tanti riguardi ed effettivamente ne ho avuto la prova. Dei fiori si mangiano solo i petali, nel prepararli eliminate i pistilli ed il gambo. La cosa fondamentale è che siano fiori biologici e di ottima qualità.

Canapè con patate viola, ricotta cotta e fiori eduli

  • 3 fette di pane in cassetta fatto in casa o comprato dal panettiere, insomma di buona qualità
  • 3 patate viola
  • 250 d di ricotta fresca
  • una manciata di fiori eduli misti (geranio, rosa, pansè, petunia, bocca di leone e calendula)
  • olio eco
  • sale e pepe

Con un coppapasta rotondo ricavate 6 dischetti dalle fette pane e tostateli in forno a 180° per pochi minuti, fino a quando avranno preso colore da entrambe i lati. Lessare le patate viola sbucciate, scolatele e create una purea aggiungendo olio, sale e pepe. Sciacquare i fiori sotto l’acqua corrente fresca e lasciarli asciugare su uno stroficaccio. In una ciotola amalgamate la ricotta, una parte dei petali dei fiori, un pizzico di sale e un cucchiaino d’olio. Versate la ricotta in una piccola pirofila stendendola su cartaforno formando uno strato di circa 1 cm. Cuocere a 180° per trenta minuti. Sfornate e lasciate raffreddare atemperatura ambiente. Con lo stesso coppapasta usato per il pane tagliate 6 cerchi di ricotta cotta. Componete i canapè mettendo un cucchioio di purè di patate viola su ogni disco di pane, sovrapponete il cerchio di ricotta cotta e guarnite con altri pelati colorati.