CONCORSI&CONTEST, FINGER FOOD, FRUTTA SECCA, nocciole, RICETTE, yogurt greco

La merenda che diventò cena #seiincucina

22 settembre 2016
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E’ accaduto per caso, non ero in cerca di niente in particolare e sono incappata in questo gruppo di cucina che ha catturato la mia attenzione, come una calamita. Ho da tempo deciso di ridurre al minimo la partecipazione ai contest sia per mancanza di tempo che per motivi di cui parlerò in futuro ma questo gruppo di cucina ha ideato un gioco creativo e divertente. Il gruppo di chiama SEI IN CUCINA che prende spunto per il nome dalle SEI foodblogger fondatrici, Alessandra, Alice, Elisa B., Elisa R., Marzia e Veronica, da cui poi il gioco di parole.

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Ogni mese viene pubblicata una lista di ingredienti ed un tema a cui attenersi per preparare la ricetta; tra tutti gli ingredienti c’è l’ingrediente chiave che deve essere il protagonista della ricetta, gli altri ingredienti della lista si possono usare tutti o almeno due. E qui casca l’asino cioè io! Sarà che ho avuto il computer rotto fino alla scorsa settimana, sarà che sul cellulare senza occhiali non leggo praticamente nulla, sarà che sono appena rientrata dalle ferie, sarà che il tempo non è mai abbastanza ma io questa cosa del tema proprio l’avevo rimossa… per il mese di settembre il tema della sfida degli ingredienti è IL RITORNO A SCUOLA! Qui siamo tutti un po’ grandini per andare a scuola, solo la piccola di casa va ancora a scuola e quest’anno dovrà affrontare l’esame di maturità.

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L’ingrediente chiave per il mese di settembre sono le NOCCIOLE, la lista comprende scarola, farina di farro, mele, yogurt greco e cardamomo. Prima ancora di pensare alla ricetta me li sono procurati tutti, si sa, da cosa nasce cosa. Quando mi sono messa a leggere per bene le regole della sfida ho capito che la ricetta doveva poteva essere sia una colazione o una merenda o uno spuntino ma anche un bel piatto di tagliatelle per fare scorta di energia dovendo affrontare un pomeriggio di studio, una di quelle cose che rientrano nella routine di tutti i giorni, che scandiscono le giornate per iniziare, ricaricarsi o staccare. La ricetta che propongo è lo snack che qualche volta mia figlia ed io ci concediamo nel tardo pomeriggio quando lei ha finito di studiare (o comunque vuole fare una pausa) ed io ho già fame ma è troppo presto per la cena. E’ il nostro momento e solitamente è un momento salato.

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Avendo comprato anche la scarola che non ho usato per la sfida, l’ho usata per preparare altri bicchierini con crema di scarola e yogurt greco e così la merenda è diventata cena. La ricetta che propongo per #seiincucina  del mese di settembre però è quella senza scarola.

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Trie alle nocciole fritte con yogurt greco ed olive

per due persone

per le trie (una sorta di tagliatelle fritte)

  • 70 g di farina di farro più quella per la spianatoia
  • 40 g acqua
  • 20 g di nocciole
  • olio per friggere
  • sale

per lo yogurt greco

  • 250 g di yogurt greco
  • 10 olive taggiasche

Preparare l’impasto per le trie  lavorando la farina, l’ acqua e le nocciole pestate al mortaio. Stendere la pasta formando delle piccole tagliatelle (10 cm per 1,5 cm), prendere ogni tagliatella dalle due estremità ed avvitarla. Friggere in olio ben caldo. Mettere su carta assorbente e salare. Preparare due bicchierini con lo yogurt greco e le olive senza nocciolo precedentemente tritate grossolanamente. Servire i bicchierini di yogurt e olive accompagnati dalle trie fritte e croccanti.

Ottima anche la versione dolce mettendo lo zucchero sulle trie al posto del sale e le mele a pezzetti nello yogurt greco.

CON QUESTA RICETTA PARTECIPO A SEI IN CUCINA – LA SFIDA DEGLI INGREDIENTI 

https://www.facebook.com/seiincucina/

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acciughe, LUOGHI&FOTO, PESCE, RISTORANTI, tonno, VARIE

La tonnina di Porto Azzurro

18 settembre 2016
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Finalmente ferie, vacanze, sole e mare e che mare!!! Stare tutto il giorno, per giorni, immersa nel sole e nelle acque cristalline dell’Isola d’Elba mi ha rimesso al mondo. Rientro ricaricata con tante esperienze da ricordare nei mesi che verranno; dall’escursione in miniera, ad un paio di prove speciali del rally storico, dalla camminata verso il Monastero di Monserrato ad un pranzo alla Tonnina di Porto Azzurro dove ho conosciuto la simpaticissima Costanza Vanni che ha posato per me con le magliette della Tonnina.

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La Tonnina è un bistrot mediterraneo che serve piatti di alta qualità, semplici e buonissimi, dalle acciughe del Cantabrico accompagnate da pane tostato e burro, ai panini e alle insalate con la tonnina che è una tipica ricetta elbana ma che troviamo anche in sicilia (tummina), è uno street food del tutto italiano, ci si può sedere all’aperto in una caratteristica piazzetta nel cuore di Porto Azzurro. Non ho trovato la ricetta della tonnina, Costanza mi ha spiegato che ognuno ha la sua e la tiene segreta… in sostanza la tonnina è il filetto di ventresca di tonno conservato sotto sale o in salamoia che poi viene dissalato in acqua e tagliato a fette o sfilettato a seconda della ricetta. L’ho assaggiata sul pane appena tostato con un filo d’olio ed è la fine del mondo, così in purezza come piace a me.

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Il locale di Porto Azzurro in Piazza del Mercato, 3 è molto caratteristico e l’accoglienza straordinaria, è qualcosa di diverso dagli altri locali, un Bistrot dove tornare sicuramente; all’eterno tavolini e sedie rossi accolgono i turisti che oltre a consumare la caratteristica tonnina ed i vari piatti freddi accompagnati da verdure e pane, si possono acquistare Le conserve Tonnina, acciughe, tonno, ventresca, palamita, sardine; io naturalmente ne ho fatto scorta!!

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Fornitori, Foto, LUOGHI&FOTO, MENU', VARIE, vino

Cerreto Guidi, una passione che dura nel tempo, Medicea 2016

17 luglio 2016
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Una passione, la mia, che dura da anni da quando per la prima volta nel 2012 sono stata ospitata in questo paese nel cuore della Toscana; una passione per il paese stesso ma soprattutto per le persone che ho incontrato, una passione, la loro, che riescono a trasmettere con entusiasmo ogni volta.

Anche quest’anno la grande manifestazione Medicea 2016 che si conclude stasera ha avuto un grande successo tra mostre, spettacoli ed eventi. Dal 6 al 17 luglio le innumerevoli iniziative hanno focalizzato l’attenzione su Cerreto Guidi ed in particolare quest’anno, grazie al lavoro di Lorenzo Caponi sommelier del Ristorante PS, il concorso Rubino Mediceo ha coinvolto ben 28 Aziende toscane che hanno partecipato con 94 vini, un risultato di cui poter esser fieri.

La prima giornata a cui ho partecipato è stata intensa a partire dalla visita alla Villa Medicea che nel giugno 2013, insieme ad altre 11 ville e 2 giardini medicei della Toscana, è entrata a far parte del Patrimonio dell’Umanità Unesco. Insieme all’Assessore all’Agricoltura Paolo Feri e accompagnati da Silvia, guida preparatissima, ho visitato le sale del museo della Villa. Nella prima sala, la sala degli arazzi, sono esposti quattro arazzi del 1637 recentemente restaurati che rappresentano le quattro stagioni. Bellissimi i particolari che ci raccontano la vita e gli usi dell’epoca. 

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Arazzo, Pietro Févère, su dis. dello Stradano e cartone di M. Cinganelli, Autunno, 1637 ca.

Due particolare dell’arazzo fiammingo che raffigura con una vivida ricchezza di dettagli la vendemmia e le vigne durante la stagione dell’autunno; nel primo si vede il signore ben vestito, con scarpe e cappello mentre dei giovinetti svolgono la spremitura dell’uva che dal tino grande esce nella piccola “tina” sottostante. Nel secondo la raccolta dell’uva dalla vite “maritata” all’albero.

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Arazzo, Pietro Févère su dis. dello Stradano e cartone di M. Cinganelli, Estate, 1637 ca.

Particolare dell’arazzo rappresentate l’estate caratterizzato dai colori volutamente chiari che sembrano sbiaditi rendere meglio l’idea di caldo e di afa, dove si vede che il grano è ad altezza d’uomo.

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Arazzo Pietro Févère su dis. dello Stradano e cartone di M. Cinganelli, primavera, 1637 ca.

Molto belli i vestiti preziosi e le pettinature delle signore nel primo particolare dell’arazzo rappresentante la primavera. Interessante, nel secondo particolare,  la presenza del tacchino e del carciofo usato come fiore ornamentale nella cornice dell’arazzo.

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Arazzo, Pietro Févère, su dis. dello Stradano e cartone di M. Cinganelli, prima metà sec. XVII – 1637, seta/ tessuto/ broccatura, Inverno

L’unico dei quattro arazzi che rappresenta una scena di vita quotidiana non più all’esterno per raffigurare l’Inverno; significativa la figura centrale, una donna che ha con se il corsellino coi denari ed una chiave, entrambi simboli di potere.

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Continuando la visita, nella stanza con un famoso dipinto del Guercino mi ha colpito il particolare di un’affresco rappresentante l’arpia, creatura mostruosa della mitologica greca con viso di donna e corpo d’uccello, ed accanto la figura originale dell’epoca.

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Olio su Tela da Agnolo BronzinoIsabella de Medici (1542-1576)

La stanza di Isabella, figlia di Cosimo I, è la più suggestiva, “… la più saggia di Florentia e la più bella…”  questo scisse Filippo Di Monte su Isabella de’ Medici nel madrigale composto per le sue nozze. A lei Cerreto dedica da anni un evento ricco di atmosfere, misteri e spettacoli d’epoca , “La notte di Isabella”. Nel quadro attribuito al bronzino viene indossa un elegante abito nero, impreziosito da perle rubini e smeraldi ed una cintura d’oro che le cinge la vita. In altri ritratti di data posteriore a questo, lo stesso vestito appare con molte meno pietre che sembra abbia dovuto vendere per mantenere un tenore di vita troppo dispendioso.

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La visita della Villa è proseguita passando di stanza in stanza, dal salotto delle donne a quella del braccio armato, dalla sala di francesco a quella delle armi dove sono esposti i ritratti della famiglia De’ Medici e mobili di varia epoca e provenienza, per giungere alla Pieve di San Leonardo passando dalla loggia esterna che porta al “coro” che si trova esattamente sopra l’ingresso della Chiesa, protetto da una grata da dove i suoi ospiti potevano assistere indisturbati alle funzioni religiose.

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Molto diverso dal Museo della Villa Medicea ma altrettanto suggestivo il MuMeLoc, Museo della Memoria Locale dove ad accogliermi ho trovato Michela, altra guida a cui sono molto grata per il tempo che mi ha dedicato e l’entusiasmo con cui ha raccontato questo innovativo progetto. Il MuMeLoc infatti è un museo atipico, interattivo, fatto di storie, foto, voci ed immagini, di esperienze sensoriali molto emozionanti. Nel museo ci sono alcuni oggetti come le nasse, i fischi impagliati, il cappello per la damigiana ecc.. che raccontano lo svolgersi della vita quotidiana in quei luoghi con che approfondiscono i vari argomenti trattati da questo singolare museo con l’ausilio di video e racconti in modo tale da far conoscere le radici storiche, il vissuto umano e il suo sviluppo, come un simbolico passaggio di consegne tra generazioni. Si parte da tre tematiche fondamentali come il Padule di Fucecchio, la Campagna ed il Paese per arrivare alla viva testimonianza dell’eccidio del Padule di Fucecchio del 23 agosto 1944 raccontato da chi c’era, dai sopravvissuti per tramandarlo e non perderne memoria. 

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Dopo aver ascoltato dalla viva voce dei protagonisti le testimonianze toccanti in contrasto la percezione che alcuni ragazzi delle scuole medie hanno sull’accaduto, Michela ci ha voluto spiegare da cosa ha origine il nome Cerreto Guidi. In origine Cerreto Guidi aveva un altro nome, Cerreto in Creti: la parola Cerreto deriva da cerro ed è una pianta molto simile alla quercia che era molto diffusa nel territorio,  la parola greti indica i crinali della collina scoscesi sul fiume, che servivano da naturale difesa nei confronti della via fluviale e della pianura dell’Arno. In seguito la potente famiglia dei Conti Guidi si insediò in questi territori  in maniera così determinante nella storia e nello sviluppo del paese da lasciare uan traccia tanto profonda da cambiare il nome del paese.

Dopo tanta cultura e memoria la giornata si è conclusa con la premiazione dei vini del Concorso Rubino Mediceo durante la manifestazione A cena con Bacco, cena a cura dello chef Stefano Pinciaroli del Ristorante PS. Conosco Stefano ormai da anni, con lui il suo staff e la sua famiglia e posso testimoniare che oltre ad essere un grande chef è una splendida persona, una di quelle rare persone generose che mette cuore e professionalità in egual misura in quello che fa.

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Antipasto: Melanzana alla parmigiana

per la categoria Vini bianchi D.O.C.G., D.O.C. e I.G.T :
Giuria tecnica: Fortulla – Vermentino Terratico di Bibbona doc bio – Serpentino, 2015 – pt. 81,80
Giuria popolare: Giorni – Vermentino Toscana Igt, 2015 – pt. 9,30

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Primo piatto: Orzotto salsiccia porro e arancia

per la categoria Vini rossi I.G.T.
Giuria tecnica: Tenuta Dei Sette Cieli – Cabernet Franc – Scipio, 2010 -pt. 84,60
Giuria popolare: Giorni – Igt Toscana in barriques, 2014 pt.9,25

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Secondo piatto: Suino grigio, prugne fondo bruno e patate all’olio 

per la categoria Vini CHIANTI D.O.C.G.:
Giuria tecnica: Usiglian del Vescovo – Chianti Superiore docg, 2012 – pt.82,80
Giuria popolare: Podere Casaccia – Chianti docg Riserva – Sinefelle 2009 pt.8,60

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Dessert: Dolce Tricolore

per la categoria Vini passiti naturali o di vendemmia tardiva D.O.C.G., D.O.C. e I.G.T.;
Giuria tecnica: Fattoria Montellori – Vinsanto, 2010 -pt.78,00
Giuria popolare: Giorni – Vinsanto doc dei Colli dell’Etruria Centrale- pt.9,00

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Stefano Pinciaroli e Lorenzo Caponi a fine serata, stanchi ma soddisfatti. La cena è stata impeccabile dagli ottimi piatti preparati dallo chef, serviti nei tempi giusti, abbinati ai vini decretati vincitori sia dalla giuria tecnica che da quella popolare, nonostante il tempo che ha minacciato pioggia sia il concorso che la cena hanno soddisfatto anche i critici ed i giornalisti più severi.

 Ma potevo fermarmi una sera soltanto? Naturalmenet no… Anche quest’anno la Pro Loco Cerreto Guidi mi ha invitata a partecipare come giurato tecnico insieme a Gaia Innocenti del blog Profumo di mamma, a Sergio Mati insegnante di Sala Bar e Valerio Nesti insegnate di cucina presso l‘Istituto Alberghiero di Montecatini per  la sfida culinaria del Palio del Cerro nell’assegnazione del Mestolo d’Oro 2016.

La cosa che mi sento di dire è che le quattro contrade andrebbero premiate solo per l’entusiasmo che mettono nell’affrontare questa sfida ma una classifica ed un vincitore abbiamo dovuto sceglierlo dando priorità alla capacità di creare un piatto originale, ben presentato e buono.

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1° classificata CONTRADA CARA COSTA

Vellutata di fagioli con cozze, pane croccante aromatizzato al rosmarino, salvia fritta ripiena di acciughe.

Molto apprezzata la presentazione, l’originalità e la tecnica, in particolare l’idea delle foglie di salvia fritte ripiene di acciughe , buono l’abbinamento terra e mare.

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2° classificata CONTRADA SANTA MARIA A POZZUOLO

1° classificata per la giuria popolare

Sformato di zucchine e curcuma con salsa di pomodoro aromatizzata con olio al basilico su caponatina di melanzane.

Nonostante i molti ingredienti il piatto è risultato equilibrato e gradevole nel complesso, bella la presentazione con i colori della contrada.

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3° classificata CONTRADA PORTA FIORENTINA

Zuppa di ceci con pane croccante aromatizzato alle erbette.

Molto curata la presentazione del piatto, apprezzabile il pane sia nella qualità che nella croccantezza, si consiglia l’uso di una varietà diversa di cece.

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4° classificata CONTRADA PORTA PALAGIO

Pici all’aglione

Apprezzabile di usare una classica ricetta della tradizione toscana, da rivedere l’uso dell’aglio e la presentazione.

Ancora un ringraziamento al comune di Cerreto Guidi, alla Pro Loco, a tutte le persone che ogni hanno fanno si che Medicea sia una manifestazione sempre più seguita grazie al loro impegno e alla grande capacità di accogliere.